Archivi del giorno: 23 giugno 2013

Brasile e dintorni

Tanto te la raccontano tutti come vogliono, giornali, carta stampata, internet: la crescita a due cifre o forse no, lo sviluppo, il rating, il Brasile di qui, il Brasile di la’, i paesi emergenti, i BRICS, la globalizzazione, il futuro.
Ne senti parlare ogni giorno mentre ti accorgi che stai davvero invecchiando e sei oramai obsoleta come una 127 Special, solo con meno ruggine.
Hai sempre pensato con orgoglio al primato morale della tua vecchia Europa e dei i suoi valori fondanti, almeno in teoria equità, giustizia sociale e rispetto per l’individuo e la vita umana, anche se adesso il continente sta davvero cadendo a pezzi, per non dire del Paese dove sei nata e dove vivi che anche geologicamente si sta sgretolando sotto i tuoi piedi.
Anche per questi valori, certo non solo o non principalmente per questi valori ma perché gli uomini sono peggio degli animali, nel corso dei millenni si sono succedute tutte quelle guerre che ti hanno fatto studiare a scuola, in scuole ed università pubbliche di discreto o buon livello.
Insomma c’era anche del buono da queste parti, diciamocelo.
Avrebbe potuto essere meglio ma anche molto, molto peggio. Infatti ti sembrava che fuori dall’Europa e tranne poche realtà-eccezione in pochi se la passassero così bene come nel Vecchio Continente.

Poi se sei uno dei più che in Brasile non ci ha mai messo mai piede, o magari solo da turista, e sappiamo che il paese è tuttora una delle destinazioni principali per quei marcioni mentecatti che praticano turismo sessuale, e se sei uno di loro del paese non ne sai nulla perché nemmeno ti interessa, quando leggi articoli come quello che hai appena letto sul tuo quotidiano di fiducia*, e di centinaia di migliaia di persone incavolate nere in piazza in moltissime città di quello che non è nemmeno un Paese ma un continente, ti senti come quando a sei anni sono venuti a dirti che Babbo Natale non esiste, che era tutta una finzione.
Hai la conferma che non e’ tutto oro quello che luccica, che tutto quel Brasile qui e Brasile la’ e’ stato solo del buon marketing.
Dietro i grattacieli sempre più alti delle megalopoli di cui leggi in realtà poco o nulla e’ cambiato, o non abbastanza, dei problemi che affliggono da sempre il paese ne e’ stata scalfita solo la superficie.
Certo del Brasile non sai proprio niente, a parte quello che leggi, te la raccontano tutti come vogliono, e come sempre sta a te decidere a chi volere credere.

Non rimpiangi la vecchia Unione Sovietica ma pensi che almeno sanità ed un’educazione pubblica di qualità siano le fondamenta di ogni paese che voglia dirsi civile, questo e’ quantomeno il tuo retaggio culturale, il punto di partenza. Del calcio, dei mondiali, degli europei, degli oratoriali chissene….., ci hanno strarotto.
Ci sono cose più importanti da questa e da quella parte dell’oceano.
Quando la nostra penisola sprofonderà nel bel Mediterraneo blu con un boato, oltre che nei debiti, quei simpaticoni della televisione italiana, privata o pubblica non fa alcuna differenza, continueranno imperterriti a parlare di campionato e campagne acquisti.
L’orchestrina del Titanic e’ il paragone che mi sembra più calzante.
Purtroppo non sei un cervello in fuga, e’ il tuo cervello che e’ in fuga da te, perciò quando questo succederà, temi tra non molto, tu ci sarai, purtroppo.

E comunque, anche a prescindere dal Brasile, non capisci dove stiamo andando, dove ci vogliono portare, quali siano i Loro piani per il nostro futuro come esseri umani su questo pianeta.
Si, perché pur non definendoti una cospirazionista intuisci che dietro a tutto quello che sta succedendo sul pianeta, dall’Europa al Brasile, dalla Siria alla Turchia, ci sia un piano.
Non sai bene di chi, ma qualcuno sta tirando le fila, e siamo tutti delle marionette nelle loro mani, abbiamo perso il libero arbitrio.

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