Il lavoro nobilita l’uomo

Legenda:
MP* Multipaesana
MN** Multinazionale

Le uniche sostanziali differenze che emergono dall’analisi di una MP* e di una MN** coincidono curiosamente con quelli che (secondo me) sono i vantaggi del lavorare in una MP anziché in una MN, e cioè:

– 1) la MP nella stragrande maggioranza dei casi si trova non lontano da casa, tempi rapidi per raggiungerla, tempi rapidi per andarsene. Ottimo.
Per la MN non è sempre vero, numericamente ne esistono molte di meno e sono assai mutevoli e capricciose: si trasferiscono, cedono un ramo d’attività, delocalizzano, chiudono, ottimizzano, confluiscono. E qualche volta ti spediscono a 9.000 km dal tuo orticello, che ti piaccia o meno. Le MN prediligono inoltre l’anonimato della grande città, notoriamente in Italia ne esistono due, o le di esse periferie e poli industriali, mentre non paiono insediarsi volentieri in capoluoghi di provincia e centri minori.
La vicinanza della MP alla propria area di residenza deriva dal fatto che, prima di montarsi la testa e di diventare MP, questa altri non era era una delle tante aziende, ditte, imprese, scantinati o sweatshop che in tempi più felici degli attuali prosperavano costellando e marcando il territorio, preferibilmente il Lombardo Veneto, come tante mosche spiaccicate sulla carta moschicida.

Senza tanti grilli per la testa portavano avanti il loro lavoro/attività guidate principalmente da un unico fido condottiero, un titolare o imprenditore più o meno illuminato e con una variabile padronanza della lingua italiana, o da un padrone padre-padrone spesso ed impropriamente facente più funzioni (multitasking), quasi sempre con un’ottima padronanza del dialetto locale a discapito della conoscenza della lingua italiana.
Mogli, figli, amanti, amici di famiglia e cugini fino al secondo grado, compresi Mano e Zio Itt, rientravano nell’organigramma con assidua frequenza, anche se allora non lo chiamavano ancora Organigramma ma Grande Famiglia.
E difatti, quella del titolare barra padre-padrone.
Tuttora ne fanno parte, anche nelle attuali MP, solo che adesso li hanno dotati di biglietto da visita e fatti diventare Responsabili o Capi Funzione.
La business card sdogana l’oscuro passato, conferisce una certa autorevolezza e, con terzi estranei ai fatti, fuga il timore che il portatore sano di biglietto da visita possa essere il solito imboscato o raccomandato di primo, secondo o terzo grado.
Il che spiega in buona parte la maledizione del capitalismo italiano che è quella che un’azienda non riesca ad arrivare o sopravvivere alla terza generazione. Fatevene una ragione in Confindustria.
Vorrei citare la fonte ma purtroppo non ho ancora trovato il modo di aggiungere un link.

Saldamente ancorata al territorio su cui sorgeva e non ancora inserita in un mondo globalizzato come quello degli ultimi dieci o quindici anni, in caso di necessità di nuovo personale (adesso “risorse”), impiegati o operai, per ruoli di responsabilità/prestigio si veda sopra, la MP era solita reclutare nuovi talenti attingendo ad un bacino assai limitato, per non dire ristretto. Un raggio di venti chilometri massimo, moglie e buoi dei paesi tuoi.
Avere tra le proprie fila un dipendente di una provincia contigua, specie di quella più nobile e famosa Oltre Il Quasi Invalicabile Grande Fiume A., era considerato qualcosa di esotico e contribuiva ad accrescere il prestigio interno ed esterno dell’azienda, impresa, ditta, scantinato o sweatshop che dir si voglia.
Cioè, se uno si faceva ottanta o cento chilometri ogni giorno per lavorare alla XYZ voleva dire che alla XYZ erano un sacco avanti, che i cervelli o le braccia disponibili in loco forse non ne erano all’altezza, ma soprattutto che vi erano delle potenzialità.
Quelle potenzialità che già a partire dalla caduta del Muro, poi in seguito all’introduzione dell’euro ed infine alla competizione sfrenata – mors tua vita mea – lanciata da oltre confine, nord-sud-ovest-est, e peggiorata di bbestia dal 2008 circa, avrebbe innestato il processo alchemico, la metamorfosi da XYZ a MP.
È insomma la globalizzazione forzata o forzosa l’artefice della nascita delle nostre amate MP.
Basta l’apertura di un ufficio di rappresentanza nel Guandong, l’insediamento di un piccolo sito produttivo nei Carpazi orientali e ZAC…. ecco a Voi una bella e ruspante MP.
Tralascio volutamente le modalità di reclutamento delle risorse di una XYZ prima della trasformazione in MP perché richiederebbe un post a parte. Come scriveva il Manzoni sarebbe ‘un romanzo nel romanzo’.

– 2) La MP manteniene più o meno inalterati credo politico o religioso, ideologie di ogni tipo, gusti in fatto di vestiario, cibo, luoghi di villeggiatura, personalità e tratti del carattere delle sue “risorse”. A volte può essere un bene, talora un male, come nel mio caso, ma quantomeno ognuno resta quello che è o con poche variazioni, e sappiamo che il mondo e’ bello perché vario.
Questo perché alla MP di Te interessa solo che:
– faccia il tuo lavoro senza rompere gli zebedei
– che non ti dedichi allo spionaggio industriale o a ripulire la cassaforte
– che non ti spari venti giorni di malattia per un’unghia incarnita
– che non osteggi o intralci né subdolamente né apertamente l’inarrestabile ascesa ai vertici aziendali dei raccomandati di primo, secondo o terzo grado
– che non incasini il server cazzeggiando in Facebook, con la chat di Skype o su Youporn.
— faccia il tuo lavoro senza rompere gli zebedei. Già detto?

Mentre a Te della MP interessa solo che:
– ci sia un clima, umano e non, respirabile
– che ti accreditino ogni mese lo stipendio.
(E non strettamente in questo ordine)
La capacità che fa sopravvivere all’interno di una MP è, sostanzialmente, la resilienza.

La MN invece no. La MN ti risucchia come un’ idrovora, un meccanismo infernale e dal sapore vagamente kafkiano che ha lo scopo di risputarti in breve tempo del tutto destrutturato e privo di ogni particolarità o tratto distintivo per poi farti assumere le sembianze, il carattere, la personalità, il pensiero, le modalità di interazione sociale, l’eloquio di una risorsa da MN.
Questo perché la MN vede in ogni individuo un potenziale sovversivo dell’ordine mondiale costituito, e una semplice cravatta a pois fucsia e arancione invece che navy a righine bordeaux la può mandare in fibrillazione e paranoia.
Infatti, mentre con anche tutta la buona volontà è impossibile individuare i tratti comuni dei dipendenti di una MP, tranne la diffusa quanto poco nobile necessità di sbarcare il lunario a prescindere da ogni gratificazione e coinvolgimento emotivo e da quanto elevata possa essere la mission aziendale, la MN produce quasi sempre un modello standard, un archetipo.
Se non ci sia adegua a questo modello universale i rischi di venire rigettati dalla MN come un boccone andato di traverso sono molto elevati, l’onta inimmaginabile, il c.v. irrimediabilmente compromesso.

– 3) per i motivi di cui sopra, e anche se ogni MP che si rispetti emulando i cugini ricchi di città delle MN tenderà ogni giorno di più ad incapsularti ed ingabbiarti in attività ricreazionali e socializzanti al fine di studiarti meglio e tenerti sotto controllo, fondamentalmente potrai esentarti da cene di Natale, ventennale della Fondazione, convenscion aziendali, gite della domenica a Gardaland con famiglie al seguito, eccetera, eccetera senza dovere presentare il certificato di morte.
Basterà un’ educata, rispettosa quanto dispiaciuta scusa qualsiasi; funziona sempre molto bene quella di parenti all’ultimo momento. Inutile se non controproducente o dannoso arrampicarsi sugli specchi.
Una MN comunque non te lo perdonerebbe, MAI.
Sarebbe saggio infatti non bidonare, specie la Sacra Cena per il Santo Natale: massimo consentito due anni si, andarci, ed un anno bidone.
Il giorno dopo la cena o la convenscion uno dei tuoi capi nonché migliore amico (nella finzione cinematografica) ti verrebbe a chiedere il perché ed il percome della tua assenza facendoti capire tra le righe che la tua vita aziendale e’ in pericolo, che stai camminando sulle mine.
Paradossalmente infatti la MN, come una qualsiasi banale XYZ prima della trasformazione in MP, ama pensare se’ stessa come una grande avvolgente generosa famiglia, una famiglia che ti ha raccolto per la strada mendico e lacero e ti ha dato l’Opportunità della tua vita.
Poiché ti da la possibilità di fare ben tre pasti al giorno, ti da il lavoro dei tuoi sogni che mai avresti osato potere avere, ed infinite possibilità di realizzazione personale in un contesto giovane, internazionale ed in crescita (cito testualmente) tu, piccolo ingrato morto di fame, dovresti ringraziare per i due giorni tutto compreso che ti vengono offerti, 1800 km in pullman con Autostrade Italiane, e a destinazione scordarsi la singola.
La MN non si capacita che tu preferisca passare il weekend al paesello a fare lavatrici e a passare l’aspirapolvere piuttosto che tra le sue calde braccia dalle quali ti ostini a svincolarti.

– 4) in una MP ti sarà risparmiato lo strazio di doverti fingere simpatico tra i simpatici, brillante tra i brillanti, di avere il migliore carattere di questo mondo, sempre indistintamente cordiale, stabile, sereno e disponibile con tutti come facessi un uso smodato di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.
Sarai anche esentato dal dover dare a tutti il Tu, obbligatorio, che non dai nemmeno al benzinaio dietro l’angolo dopo 30 anni di pieni, ed analogamente non ti sentirai dare del Tu da gente che a malapena riconosci e dalla quale ti va benissimo di tenere le distanze.
Potrai esternare liberamente quasi tutto quello che pensi alla macchinetta del caffè o in mensa, anche se personalmente consiglierei di tenere un basso profilo o profilo neutro anche in un’innocua MP. Non si sa mai che un giorno magari una MN voglia mangiarsi in un boccone la tua vecchia e scalcinata MP.
Ogni informazione troppo personale potrebbe essere fatta oggetto di fraintendimenti, pettegolezzi a non finire, ricatti e pressioni psicologiche.
È un dato scientifico e perciò inconfutabile che in ogni MP ci siano lobbies, fazioni guelfi-ghibellini, intrighi e cosche di vario tipo ma qui, almeno, sono alla luce del sole, si sa benissimo chi non sopporta chi, le alleanze, le strategie, chi fa il doppio gioco, chi si fa solamente i fatti suoi.
In una MN è uguale identico in fatto di lobbies, fazioni, faide, guerre intestine, sono solo molto più sofisticati, il che significa che la proposta di ritorsione mediante sfregio alla carrozzeria o foratura dei copertoni della macchina del nemico non viene mediamente presa in considerazione.
Sul piano dialettico poi, in una MN non sono assolutamente consentiti e tollerati improperi, tipicamente maschili, o urla isteriche di rappresentanti del sesso femminile, esternazioni ed incontinenze che sono facilmente riscontrabili in MP di basso rango o che si sono da poco guadagnate l’agognato status di MP.
In una MN porconi e urla sgraziate sono veramente esecrabili, possono costarvi la carriera, per niente cool sono pure mostrare segnali d’impazienza, di nervosismo, di stanchezza, sbadigli.
La risorsa MN è sempre li, sempre sul pezzo, ama quello che fa e lo fa con classe, vive per quello, e non ammette errori.
Loro non commettono sbagli, non dimenticano, non si confondono, tutt’al più gli Infallibili riconoscono un typing error, un’overview, al massimo un misunderstanding se vogliono darti un po’ addosso.
L’astio, i rancori, le intolleranze, le frustrazioni vengono represse, insabbiate, per meglio dire sublimate nell’aurea di composta, imperturbabile e spocchiosa superiorità che è la caratteristica precipua della risorsa MN insieme all’orgoglio MN, tratti che in realtà io un poco ammiro.

– 5) in una MP non esiste alcun dressing code, e se esiste è circoscritto a particolari eventi o contingenze. Matrimonio o funerale del Grande Capo o di uno dei raccomandati o imboscati di primo e secondo grado, visite di clienti, visite dai clienti, fiere.
In una MP puoi tranquillamente andarci vestito come per una prima alla Scala se ti garba, il che non sarebbe apprezzato di venerdì in molte di quelle MN che di venerdì proclamano il casual friday, oppure tutti i giorni come un punkabbestia, entro certi limiti, ma i limiti variano di MP in MP e sostanzialmente dipendono più dagli individui che dalla politica aziendale.
Soprattutto le donne potranno sentirsi libere di esprimere al meglio la propria personalità ed i propri gusti in fatto di abiti, trucco e parrucco.
Tutto è consentito, ammesso o tollerato: i Moonboots in ufficio a dicembre se c’è la neve, in agosto infradito e canotta con micro gonna come in un weekend ad Ibiza, facce slavate ed assonnate che recano ancora i segni del cuscino e volti stuccati e pittati come quelli di una famosa non più giovane circense, capelli arruffati che nascondono insospettabili nidi di rondine o piega dal parrucchiere un giorno si e uno no.
Il look da MN è viceversa piuttosto uniforme, prevedibile ed understated, meglio non esagerare mai in un senso o nell’altro, si a colori neutri indefinibili, grigio tortora fango topo di fogna, il nero va sempre bene, ma no assoluto al total look in black a meno che non lavoriate nella moda, o nelle pompe funebri, ma non mi risulta ci siano ancora delle vere MN in questo settore. Si a ballerine e mezzi tacchi, non si esageri mai con trampoli, stiletti, zeppe, plateau, stivali a mezza coscia, anzi meglio evitare.
Col trucco e parrucco melius deficere quam abundare, e con la gioielleria pure, finta o vera che sia.
Se lavorate in una MN siete delle Signore, non delle donnacce di strada, ricordarlo sempre.
Per gli uomini, come sempre, e’ molto più facile e meno penalizzante.

– 6) last but not least l’orgoglio di cui accennavo alla fine del punto 4).
In una MP non esiste orgoglio e senso di appartenenza, a meno che non si tratti dei famosi Imboscati o Raccomandati di primo secondo e terzo grado. In questo caso si’, la MP viene venerata, e a ragione, come un Santo benefattore che elargisce stipendi quattro volte superiori alla media e spesso slegati dalle effettive competenze e capacità.
Tantomeno esiste quel sentimento di mistica adorazione dell’Entità Suprema tipico di una MN, quel gonfiarsi il petto e le piume nell’affermare “lavoro in una MN”, come fosse uno dei requisiti per far parte del Mensa (ci vorrebbe link) o un titolo di merito, e non una casualità o contingenza della vita.
La MN, a meno che non sia una start up di Seattle o della Silicon Valley, non cerca e non vuole cervelli speciali dalle intuizioni geniali, vuole cervelli medi e manipolabili.
Cervelli che alle convenscion aziendali danzino o facciano il trenino sulle note di ‘uh uh uh meu amigu Charlie’ e ‘un pais tropical’, in più fingendo l’estasi.
Einstein e Leonardo non sarebbero durati un giorno in una MN.
La capacità che permette di sopravvivere e prosperare in una MN e’ l’adattabilità.
MP = resilienza versus MN = adattabilità.
La risorsa MN si bea del fatto di far parte di questa dorata casta sovranazionale che si fiuta a naso, si ritiene privilegiata e valorizzata professionalmente e umanamente dalla propria MN, crede davvero alla mission ‘combatteremo la fame nel mondo e costruiremo un mondo migliore aumentando il fatturato del 30%’, un po’ come le miss Italia nelle interviste.
Teneri, ingenui, ottimisti e beati che hanno identificato e coronato il sogno di una vita e che si sentono parte di Qualcosa. Mentono ignorando totalmente di mentire.
Il dipendente di una MP riconosce una sola entità superiore, la mano santa che con un click del mouse accredita la marchetta mensile, e morta li’.

Concludo con un ringraziamento poiché per il geniale conio linguistico di MP, parola che racchiude tutto un mondo e sul quale ci sarebbe molto altro da dire, sono eterna debitrice a S., persa di vista da oramai tanti anni ed incontrata nella più perfida, folle ed invivibile MP che mi sia mai stato dato modo di conoscere.
Se un giorno per puro caso, ma dubito, S. si trovasse a passare da queste parti.

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