È così

Mi faccio paura, la mia insofferenza e intolleranza hanno raggiunto livelli stratosferici mai nemmeno sfiorati in precedenza, non sopporto più niente e nessuno, e non sono affatto stanca di vivere, però stanca sì e vorrei solo essere lasciata in pace.
In alternativa vorrei che un sacco di cose fossero diverse, o una vita che non sia la mia, in tutte le altre esistenze mi pare ci sia più sole, più gioia, più luce.

Vorrei non dovermi più svegliare al suono della sveglia, vorrei non dovere avere dei doveri, che suona anche cacofonico, e per doveri intendo anche solo passare l’aspirapolvere o avviare una lavatrice, robe che ultimamente mi pesano e stancano come scalare l’Everest senza ossigeno.
Vorrei non dovere più lavorare, tanto per cominciare, magari non per sempre ma anche solo un bell’anno sabbatico, per me, per riflettere, per rigenerarmi, cellule e pensieri, per riposarmi.
Ma vivo in Italia e il concetto è sconosciuto.

Non sopporto più il rumore delle chiacchiere di certe persone, fiumi di parole che mi stordiscono e oramai annoiano a morte, non riesco nemmeno più a seguire il filo dei loro discorsi, perchè i loro discorsi non mi interessano.
Le persone che esisto perciò mi devono mandare tutte le catene di sant’Antonio e tutti gli appelli per salvare l’umanità di questo mondo, e auguri uguali per tutti per tutte le santissime feste cristiano cattoliche segnalate sul calendario, quando è risaputo ed ho ribadito più e più volte che sono atea e agnostica dall’età di cinque anni e, casomai, molto interessata ed attratta dal giudaismo.
E inoltre, vista la particolare situazione personale che non sto a spiegare a me tutta questa enfasi da vvolemose bbene delle varie Festività mi pare ed è sempre parsa anche assai indelicata, nei confronti di molti, però non sanno leggermi un pensiero o un’emozione in faccia e non capiscono quando sto male.

Quelli che sono così evidentemente clinicamente depressi che nemmeno se ne rendono conto (e che mi fanno più paura di tutte gli altri perchè, in fondo, temo di essere come loro, o di essere sulla buona strada per diventarlo) e che aggiungono solo piombo e pesantezza vomitandomi addosso, senza che nessuno glie l’abbia chiesto, tutto il loro malessere, le loro frustrazioni, la loro stanchezza, il vuoto che li inghiotte, gli insignificanti dettagli pratici della loro esistenza minuziosamente descritti come in un racconto kafkiano.
Quelli che pare vogliano trascinarmi nel loro baratro senza offrirmi una speranza di salvezza, un appiglio, uno spiraglio, e senza essere minimamente propositivi, che in due magari se ne esce meglio, magari anche solo con un “iscriviamoci ad un corso di yoga” per esempio, mentre io ancora resisto e mi aggrappo a piccole cose prive di significato e probabilmente anche di spessore e umanità, cose che però mi piacciono e mi tengono in vita, fosse anche solo la recente scoperta di Pinterest e la voglia di fare un weekend lontano da qui, o di indugiare nei ricordi, e condividerli con loro, che almeno di questo i depressi se ne intendono, nostalgia, malinconia, rimpianti.

E non è che nella mia esistenza di cuor contenti ne abbia conosciuti a bizzeffe, tranne non so perchè i miei “fidanzati”, tutti così solari, socievoli, positivi, entusiasti della vita.
Non sono affatto una bonacciona con il sorriso stampato in faccia, non lo sono mai stata, ma almeno una volta fino a poco tempo fa con i disadattati miei simili ci si si rideva sopra, si prendeva in giro il nostro pessimismo cosmico, la nostra sfigataggine, adesso nemmeno più questo.
Non so da quanto non mi faccio una sonora sguaiata risata, ne avrei bisogno, solo sorrisi sarcastici o irritati.

Purtroppo io e queste persone che non portano alcuna leggerezza in questo momento non ci possiamo proprio aiutare in alcun modo, primo perchè non si può salvare chi non vuole essere salvato, secondo perché non sapremmo come, terzo perché non ne avremmo la forza, le energie.
Già io stessa vorrei (e dovrei) essere salvata, ma non si intravedono benefattori e cavalieri su destriero bianco all’orizzonte.
E l’ultimo che mi è sembrato e presentato come tale si è defilato da non molto, anche grazie al mio aiuto, e del resto ho sempre constatato e saputo che, come recentemente affermato da uno dei più grandi pensatori nostrani contemporanei, tale Rocco S., “l’uccello non vuole problemi”.

Ecco, a questo sono arrivata, che sono stanca stanchissima di tutto, che vorrei solo dormire, dormire, dormire, e scappare lontano, e non è colpa di nessuno credo, sia chiaro, se non mia, se io da qualche mese sto assai meglio da sola, che almeno una sorta di sgangherato equilibrio lo trovo, e soprattutto una grande pace.
Adoro e venero il silenzio.
Una “cosa” così non mi era mai capitata prima, se non per pochi giorni di fila.
Ho anche il timore che non sia passeggera, e non c’è verso che cambi se non mi darò io una mossa per modificare questa situazione, e non è detto che ci riesca.
Mi è purtroppo oramai evidente che questa insofferenza è di ampio raggio ed investe tutti i settori.
Il giorno che mi sveglio, se succederà, avrò da rimboccarmi le maniche.

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