Perché continuo ad amare la LIDL e ad andarci, e suoi difettucci

La amo e continuo ad andarci anche per queste belle sorprese —>

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Set di forbici da bricolage per carta/cartoncino, per scrapbook e per dare libero sfogo alla fantasia: il set contiene un paio di forbici con quattro tipi di lame intercambiabili dalle diverse dentature per ottenere diverse rese e rifiniture, il tutto alla cifra irrisoria di 2,99€.
Non le ho ancora scartate ma mi sembrano belle robuste e solide e facilissime da usare.

Non sono andata alla LIDL appositamente per comprarle, erano lì che mi guardavano mentre facevo normalmente la spesa e, visto quanto costavano, non ho esitato un secondo a farle mie, visto anche che questo genere di articoli, inusuali ma interessanti e spesso introvabili, o li becchi subito o forse non li trovi mai più.
Vanno ad ondate, a maree, in base a dei principi e criteri che mi sfuggono, però è questo il bello, vale l’effetto sorpresa, a meno che uno non segua i loro volantini come un feutillon.
Insomma, te ne vai ignara a comprare i limoni e le carote bio per le centrifughe senza altro per la testa e te ne esci con limoni, carote e mele bio (fortunata se li trovi tutte e tre nella stessa volta però, e su questo difettuccio della LIDL ci ritornerò), ma anche con un tosaerba manuale che giusto giusto ti serviva (non ancora provato, ma devo presto prima che l’erba diventi troppo alta, se no che fatica).

O te ne esci con le carote ma senza mele (bio) e due canotte di cotone rifinite benissimo, cotone di reale ottima qualità, perfetta vestibilità, già lavate e rilavate.
Mai stirate, se ne può fare benissimo a meno, 10 punti solo per questo.
Ne indosso una color ciclamino in questo momento, infatti me la sto sciallando in luogo tanto riparato quanto solivo ed ameno, mia attività preferita.
Attività inconcludente, non produttiva, non redditizia e perciò incomprensibile ai Vorkutiani: a me riesce sempre benissimo e non me ne manca mai la voglia, maledetto tempo di Vorkuta permettendo.

A parte questo, uso spesso canotte, d’inverno sempre: sotto giacche, camicie, maglioni, cardigan, Tshirts e così via.
D’estate solo al mare, in vacanza, nelle passeggiate, in casa per trastullarmi al sole, mentre in qualsiasi situazione anche solo vagamente formale, girare in città ad esempio, non mi è mai piaciuto andare in giro troppo scoperta.
Non mi sento a mio agio adesso che sono alla soglia del mezzo secolo, ma non mi piacciono nemmeno vederle su coetanee ben più in forma e tornite di me e, indipendentemente dall’età, in molti contesti le trovo spesso realmente ineleganti. Brutte, se devo dirla tutta.
Tutte quelle spalline magari anche ingiallite che sbucano da sotto, quelle inconsapevoli flacciditá e sudorazioni del tutto fuori controllo, quei brufoletti sulla schiena.
Insomma, tante volte fosse per me sarebbe anche meglio evitare.
Dopo i trenta poi canotte … meh … in generale, e anche in luoghi di studio e lavoro mi infastidiscono proprio, come quelle che d’estate devono mettere per forza le infradito o i sandali molto aperti, non raramente senza avere visto un pedicure in un decennio, e poi le senti sciabattare tutto il giorno, o rovinare giù per le scale, scicc, sciacc, e patatum ….
Multipaesana docet.

Costo di una canotta, in diversi colori ma non una scelta vastissima (ma perché, Signori della LIDL?) se ricordo bene, tre euri o poco più o poco meno, cioè certamente la metà o quasi un terzo di analogo prodotto delle varie catene Mutandissime e affini che hanno pure una qualità inferiore.
Le conosco bene e posso dirlo con cognizione di causa.
Tre ore più tardi, o il giorno dopo, quelle della LIDL poof, sparite.

O te ne esci con le carote ma senza i limoni e le mele (bio), si vede che non era giorno, ed era invece il giorno di morbidi calzoncini corti in leggero cotone grigio felpato, una meraviglia.
Difficilmente, e a quel prezzo, li avrei trovati altrove: anche questi fanno parte del mio attuale outfit of the day all’insegna del relax casalingo e, per la gioia dell’umanità, li metto solo ed esclusivamente quando mi godo il sole sui terrazzi, ben riparati, di casa mia.
Dieci minuti dopo ripassi, magari li volevi anche turchesi, o il giorno dopo, e poof, calzoncini spariti.
Forse non compariranno mai più, o forse sì, compariranno.

Ritorno dopo inutile divagazione al set di forbici da bricolage.
Qui in giro, cioè se qui a Vorkuta volessi trovare questo genere di cose, ammesso di trovarle visto che i negozi di belle arti sono pressoché spariti, come quelli di articoli da cartotecnica e le cartolerie ben fornite, dovrei spendere tre sabati pomeriggi girando, ne sono certa, a vuoto.
A Vorkuta stanno scoprendo adesso l’aerobica e lo step, per dire, quindi è realistico pensare che pochi abbiano mai sentito parlare di scrapbook, o me le farebbero pagare un occhio della testa, e quindi non le comprerei proprio, visto che si tratta di qualcosa di cui posso benissimo fare a meno.

Non ho esitato un nanosecondo nemmeno a mettere nel carrello questo qui sotto che fa scopa con il set di forbici —>

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Blocco di venticinque cartoncini colorati, dimensioni circa 27×34 cm, quindi un sacco di robbba, tanti bei colori che mettono allegria solo a guardarli, alla cifra più che onesta di 2,49 euri.

Insomma, con poco più di cinque euri mi sono tolta la voglia di poter fare dello scrapbook, e sono certa che prima o poi la voglia mi verrà.
Al prossimo compleanno o ricorrenza si presenterà la necessità di accompagnare un regalo con un bigliettino, e finalmente potrò creare qualcosa di originale e unico, sicuramente riciclando nastri, carta da pacco, da regalo, ritagli di stoffa, bottoni etc etc.

Allora, a dirla tutta non posso dire di essere una fan sfegatata dello scrapbook, come del resto non lo sono di tutte le cose troppo leziose e barocche e, tendenzialmente, molte delle cose fatte con questa tecnica, oggettini che vedo in rete, su Etsy, Pinterest e simili, mi lasciano così così.
Troppi fiocchettini, troppo rosa, troppi cuoricini, troppe leziosità e sdolcinature, da crisi iperglicemica.
Un po’ come lo stile provenzale e lo shabby chic per l’arredamento: l’idea di fondo è ottima, sta proprio nelle mie corde, ma da lì a strafare ci vuole veramente, veramente un niente.

Però, e c’è un grosso però, lo scrapbook, fenomeno tipicamente americano-anglosassone che ho scoperto per caso solo pochi anni fa visitando una fiera del bricolage e delle attività manuali, rientra in quel filone delle attività creative che rispecchiano e rispettano la mia indole, la mia natura, e mi danno pure un sacco di soddisfazione.
Non ha prezzo, ad esempio, e senza usare MasterCard, posare le stanche membra sulla mia poltrona in vimini, o midollino, o bambù, quel che sia, riverniciata e recuperata da incuria almeno ventennale e restituita a nuova vita anziché alla discarica.
Queste sono gioie, altro che Multipaesana.
Io non invidio nessuno al mondo come chi, per lavoro, svolge un qualsiasi genere di attività creativa.
Punto.
Anche se nelle arti applicate e attività manuali sono una grossa pasticciona e in genere non ho mai pazienza per organizzare e finire le cose realmente a puntino mi piacciono ed interessano (interesserebbero) un sacco di cose, sferruzzare a maglia o all’ uncinetto, riciclare vecchi mobili, creare gioielli, il taglio e cucito, e potrei continuare per ore.

Di questa marca Crelando tra l’altro, a seconda dei momenti, alla LIDL si trovano diverse articoli per le belle arti.
Non so dove vengano prodotti, dalle confezioni non è chiaro, ma credo di sapere dove, esattamente dove vengono prodotte il 99% delle cose di marca che si pagano tre volte tanto.
Non voglio addentrarmi, specialmente alla vigilia di un’infuocata consultazione elettorale, sul perché costino così poco, pur essendo articoli di qualità da buona a molto buona, e anche con un packaging grazioso e molto accattivante, essenziale ma per niente pauperista.
Mi riferisco a una confezione di colori a forma di piccola cassettiera che ho visto ieri, tanto bellina che volevo metterla pure quella nel carrello.

È ovvio che per pagarli così poco questi articoli ci sarà qualcuno da qualche parte che viene pagato un niente, probabilmente non in Germania, perché davvero la qualità in questo caso è notevole, e mi domando su che altro si possano tagliare i costi se non sulle braccia.
Questo, devo dire, mi suscita non pochi interrogativi quando vado a fare la spesa alla LIDL, ma oramai in ogni altro posto.
Mi solleva questioni di natura etica, sì, etica addirittura.
Purtroppo non so chi e come potrebbe fermare questa deriva oramai inarrestabile, ho troppe domande e nessuna risposta, meglio fermarsi qui.
Degli acquarelli Crelando, comunque, ho letto diverse ottime recensioni e non solo da parte di dilettanti o amatori ma anche da parte di professionisti dell’illustrazione, in particolare da parte di un’artista che seguo e la cui mano e il cui stile mi piacciono tantissimo.

Insomma, con LIDL per ora è sempre amore, pur con qualche piccola insoddisfazione e delusione e tra interrogativi di ben più ampia portata.
Finora non mi è piaciuta e non mi ha convinta un tipo di pasta fresca che ho provato, erano dei ravioli dalla sfoglia troppo spessa e grossolana, e vorrei informare il mondo dell’inutilità di un pelacarote-pelapatate (marca Ernesto) che alle verdure e ai tuberi non fa nemmeno il solletico.
Chiederei il rimborso se solo trovassi lo scontrino.
Del resto l’ho pagato 1,99 euri, è pure in acciaio inox e si presenta benissimo lui ma, perlomeno il mio, proprio non funziona.
Cose che capitano anche con marche famosissime e che se la stratirano.
Quando ancora compravo prodotti per la mia igiene personale al supermercato per ben due volte di fila mi sono ostinata a ricomprare un deodorante della Nivea che non ha mai erogato un solo spruzzo in vita sua, ben tre bombolette piene finite nella spazzatura.

Mi son rimaste in testa delle lucette led a pile e a basso consumo energetico per l’interno degli armadi, specie d’inverno utilissime, che se non sono studiati ad hoc da cultori della materia o da Carrie Bradshow tantissimi guardaroba dalle poche pretese come il mio tendono a trasformarsi in conche spelonche dove non si vede niente.
Viste ieri, ovviamente già perso il treno.

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Archiviato in Craps, Ho un'opinione su quasi tutto (ed accetto possa non essere condivisa, con garbo)

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