Due giorni fa di tre anni fa

Tre anni fa in questi giorni mi succedeva una cosa del tutto inaspettata e con la quale non pensavo mi sarei più trovata a dovere fare i conti, una cosa stranamente bellissima.
In un freddo, piovoso e ventoso pomeriggio di giugno di tre anni fa mi mi è proprio partita la brocca, come a una quattordicenne in gita con la scuola.
Però quelle cose che sembrano una rivoluzione copernicana, epiche, che portano con se il germe di grandi cambiamenti e di stravolgimenti di vita, destinate comunque vadano a lasciare un segno.

La cosa mi ha talmente stralunata al punto che per un buon numero di mesi non mi sembrava nemmeno più di camminare, ma di lievitare sulla terra, e che tutti gli dei di questo pianeta e di tutti gli Universi avessero concertato per farmi (ri)provare quelle sensazioni ed emozioni impagabili vissute solamente molti anni prima e quasi cadute nell’oblio.
Gli dei non solo mi donavano tanta beatitudine ma mi regalavano anche l’illusione che la cosa, subito partita in quarta, potesse durare e stabilizzarsi, e fare di me una donna “seria”, nel senso di compiuta e finita, realizzata.

Talmente stralunata da essere noncurante delle oggettive difficoltà rappresentate dalla distanza, da vissuti ed esperienze molto diverse e, anche se solo in parte davvero minima, da lingue e culture di provenienza differenti.
Per fortuna la cosa è stata reciproca e l’estate del 2011 l’ho sfangata in grazia di Dio, sempre con la bocca aperta a domandarmi il perchè e il percome di tanta felicità, e cosa avessi fatto di speciale per meritarmi tutto quello* e, soprattutto, ancora ignara del fatto che sarebbe arrivato uno dei periodi più difficili e pesanti della mia vita che mi ha fatto declutterare un sacco di persone.
*Sì, perchè comunque una voglia rigirarsela, una donzella sempre qui finisce, a pensare che l’amore debba essere meritato, che esistano delle condizioni, dei requisiti minimi.

A prescindere da come è andata a finire, un meraviglioso promettente soufflè che si è sgonfiato a poco a poco, due annetti scarsi, su entrambe le frontiere e non solo per i motivi che ho già elencato e che, diciamolo, una un po’ più sgamata della sottoscritta avrebbe subito saputo individuare, ma che una tosta avrebbe anche saputo volgere a suo favore, ma forse anche per divergenze caratteriali e di “approccio” alla vita, sta di fatto che mi sento un po’ così così, non la lacrimuccia che non ho per nulla facile ma il rimpianto per quell’occasione e promessa di felicità andata perduta.
Adesso so con certezza che quella era la mia ultima cartuccia, l’addio alle scene.

Anche perché di tutta la mercanzia che ho visto passare, non solo dalle mie parti ma anche in lidi di amiche, conoscenti e parenti, e pur con tutte gli attriti e le difficoltà che ho elencato penso che quest’uomo, incontro che più fortuito non si può, fosse proprio una brava e bella persona.

Besides, Italians don’t do it better (generally speaking).

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