2014: mettere a posto cose del passato

Ad ondate, a volte per nostalgia di quegli anni e di momenti di felicità pura ed assoluta che ricorderai, a volte per curiosità femminile, a volte per masochismo, talora perché la scema che è in me anche a novant’anni vorrà ancora credere alle favole e ad un mondo buono e generoso che mi è debitore almeno per tutto quanto mi ha tolto e non mi ha mai restituito (aspetta e spera), io spesso ho sentito il bisogno di gettare il sasso nello stagno e rompere il silenzio che ho voluto creare e lasciare così in questi non pochi lustri nei quali non ci siamo mai visti ed incontrati (per mia scelta, forse fino ad adesso anche saggia ed opportuna).
Oggi quel coraggio di fare io il primo passo l’ho trovato, o meglio me lo sono data.

La verità è che non ero mai pronta.
I primi tempi, per anni, rivederti mi avrebbe semplicemente uccisa, non avrei potuto sopportare di vederti partire felice sapendo che tornavi alla tua vita, lontano da qui, lontano da me.
Poi, forse, a fatica e con estrema sofferenza avrei potuto anche sopravvivere, ma non era mai il momento giusto.
Mai abbastanza magra, o troppo magra, mai abbastanza in forma, e quando ero in forma non avevo i vestiti giusti, o la macchina scassata, poi avevo la macchina nuova ma ero ingrassata e con un lavoro di merda, o in quel periodo i capelli mi stavano uno schifo. Donne.
Poi gli anni hanno cominciato a passare anche per me e quindi ho temuto, e temo, la “concorrenza”. Temo anche adesso il confronto con donne più giovani delle quali di sicuro sarai circondato, e amerai circondarti, e che ti si attaccheranno addosso come api sul miele, molte solo per il motivo del quale ti devi essere reso conto da tempo anche tu.
La concorrenza la temevo anche a diciotto anni quando potevo difendermi, figuriamoci adesso: il confronto sarebbe impietoso.
Non è che adesso sia pronta, 4 kg di troppo, macchina scassata, lavoro di merda, capelli così così, tonicitá, meh.

Ora invece la mia esigenza è diversa: è fare i conti con il passato, è chiudere, o riaprire, un ciclo di vita, come mi impongono anche altri eventi piuttosto “densi” che si stanno verificando e che sono slegati dalla tua persona.
Cribbio, lo diceva l’oroscopo che il 2014 sarebbe stato un anno intenso sul piano emotivo, e non solo.

E’ un bisogno di pancia e di testa, ma è anche (ancora) curiosità femminile, e un briciolo di vanità per essere comunque sempre stata presente, in qualche modo, nei tuoi pensieri.
E’ volere capire perché mi hai sempre cercata, non ossessivamente ma senza mai mollare il colpo, come se anche per te fosse difficile o impossibile liberarsi di quello che abbiamo vissuto, e magari del pensiero di ciò che potevamo essere.
E’ cercare di comprendere se questa ossessione fosse “giustificata”, o solo un (lungo) abbaglio di gioventù.
E’ soprattutto sapere che se mi dovesse o ti dovesse succedere all’improvviso qualcosa di brutto io non me ne sono andata da questo mondo senza averti rivisto e guardato negli occhi ancora una volta, forse sperando di trovare delle spiegazioni, un perchè, delle scuse.
Ho capito che non potrei tollerare di vivere con il rimpianto di non averti più incontrato, di non averti più voluto rivedere, ed è uno sbaglio grossolano quello di evitare di fare i conti con il passato per paura e codardia.

In realtà non credo avremo il coraggio, la voglia, la sincerità, e nemmeno la serenità sufficiente per dirci veramente quello che proviamo, come abbiamo vissuto realmente tutti questi anni, se ci siamo pensati, se ci siamo mancati, se le nostre scelte sono state giuste o sbagliate, cosa sentiamo stando vicini per qualche ora dopo tutto questo tempo.

Saranno più le cose taciute di quelle dette, ne sono sicura, e fingere una calma apparente.
Per quanto mi riguarda fingere che tutto vada liscio e sia sotto controllo, che la mia vita sia proprio così come l’ho voluta.
Una menzogna colossale, ma lo capirai da solo.
O magari riuscirò ad essere davvero calma come in un giorno qualsiasi, non avendo nulla da ma proprio nulla da perdere.
Forse mi sarai del tutto indifferente: è, in effetti, una possibilità.
Intanto io la bomba l’ho lanciata, e qualcuno dall’altra parte ha già risposto, e prima o poi succederà.

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