(Dis)avventure nel sordido mondo delle telecomunicazioni

Allora, oltre allo stalking telefonico sul numero di casa (nuovissimo, nemmeno tre mesi di vita) ad opera di Teletu, Telecom Italia, Fastweb e Sky, vecchi marpioni seriali ai quali ingenuamente avevo creduto di aver fatto perdere le mie tracce pensando bene di chiudere invece che trasferire la vecchia utenza al momento del trasloco, in passato sono stata afflitta anche da diverse chiamate indesiderate sul numero di cellulare.
Gli autori sempre loro, quelli che io definisco i miei molestatori di fiducia.
Ad onore della cronaca a casa da una settimana circa mi stanno concedendo tregua, anche se tutte le volte che mi illudo poi ritorna come prima, e peggio.

Devo invece dire che da qualche mese sul mio cellulare non si verifica più stalking di natura commerciale, e forse anche grazie ad un’app gratuita che ho scaricato la scorsa estate e che permette di memorizzare i numeri indesiderati in un registro, in modo che quando questi assassini della quiete chiamano la telefonata si interrompe dopo tre o quattro squilli.
Blacklist consente di fare lo stesso anche con i numeri anonimi infatti, sapendo come l’utenza media si sia scafata nel tempo, questi centrali del terrore e della persecuzione molte volte agiscono in modo anonimo: io però non sempre ho lasciato e lascio settata quest’impostazione nel timore di perdermi  chiamate che potrebbero essere importanti.

In compenso ultimamente, direi da fine marzo, mi sta capitando una cosa strana e quasi divertente ma della quale forse  dovrei anche cominciare a preoccuparmi: per il momento mi viene solo da sorridere delle debolezze e della stupidità umana, e mi stupisco di come, nonostante tutta l’ampia offerta di natura sessuale sul libero mercato, e per tutti i gusti, il più vecchio lavoro del mondo continui sempre a trovare sia reclute che estimatori ed utilizzatori finali.
Si dice così, no ?

Recentemente, non spessissimo ma certamente almeno una decina di volte, mi è capitato di ricevere telefonate di uomini  che chiamano il mio numero alla ricerca di quanto mai vaghi non ben definiti massaggi = sesso.
Ora, i casi sono due, o qualcuno mi ha fatto uno scherzetto pubblicando il mio numero in qualche sito di annunci di mignottame vario, o qualche professionista del settore ha un numero molto simile al mio.
Spero che sia la seconda ovviamente.
Sulle prime, quando il primo babbeo ha chiamato,  ingenuamente ho pensato fosse un contatto per la vendita della casa per la quale avevo messo un annuncio su un portale immobiliare molto noto, così nella risposta ci ho pure messo un certo entusiasmo.
Forse questo entusiasmo gli sarà  parso fuori luogo, o eccessivo, ma il tizio non si decideva a venirne a una.
Sì, mi parlava con la bocca impastata di  “annuncio” ma gli faceva il giro largo intorno, alchè mi sono spazientita e ho chiesto “ma annuncio di che?”.
E lì ho capito.
Ho capito che non cercava casa e nemmeno una fisioterapista, un’ osteopata o una diplomata metodo Feldenkreis, ma solo gnocca.
A posteriori mi sono ricordata di avere comprato una SIM che uso su un vecchio telefono solo per la vendita della casa, e che no, non poteva essere il mio innocente “in tranquilla zona residenziale vendesi  bla bla ” ad avere destato gli ardori e i bollori del tipetto in questione.

La costante di questo e degli altri babbei mezzi-omini che capitano sul mio numero mobile, non mi viene da definirli diversamente, babbei, è la voce sommessa e biascicata di chi sa di stare facendo qualcosa che non sta bene, che non si fa, che non si può, ma hanno già la bava alla bocca, la voce impastata.
Ne avverto lo strisciante senso di colpa, la paura di essere beccati:  me li vedo rinchiusi nel cesso del tipico trilocale per nascondersi dalla moglie/compagna o madre/sorella, seduti sul water, magari fanno scorrere un po di acqua nel lavandino per depistare le indagini.
Non hanno nemmeno il coraggio di andare al sodo e di dire che chiamano per la gno***, che vorrebbero frattaglie, o una fettina di questo o di quello, o di chiedere quale è la mia specialità, immagino si usi così: insomma uomini senza attributi anche quando devono cercarsi e pagarsi una donna per dei servigi.

Credo fosse mercoledi scorso, mi ero appena dotata di un nuovo telefono perché purtroppo per mia distrazione il vecchio ha  fatto una bruttissima fine, così ho pensato di registrare sulla famosa app Blacklist  il numero dell’ultimo babbeo che aveva chiamato  in modo che se si  fosse dimenticato che vendo casa ma non  gnocca, non avrebbe mai potuto raggiungermi.
Era giovane, la voce di un ragazzo.
Non so bene il perché il percome, che questo telefono sto ancora imparando a conoscerlo e ad usarlo, due o tre giorni fa entrando in whatsup vedo un numero/contatto che non conosco e senza un nome attribuito, che so, Giovanni, Carla, Pizzeria Asporto Cleopatra.
Mi viene il dubbio che potesse essere il numero  dell’ultimo babbeo, cerco sul registro delle chiamate in arrivo e la mia intuizione si dimostra corretta, lo stesso numero.

Nella foto del contatto Whatsup si vede un ragazzo con i capelli molto corti, non più di trent’anni, che sbaciucchia una ragazza con gli occhiali e i capelli scuri e mossi lunghi sino alle spalle.
Sembrano felici.
In foto sembrano sempre tutti felici, fa pensare in questo periodo di famigliuole orride.
A me tutto questo oltre che pensare fa venire anche da ridere, che posso farci, siamo proprio uomini e donne, un mondo di babbei.
Mi dispiace per la ragazza.

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