Letture estive

L’estate, che in questa città è sempre piuttosto instabile, troppo calda o troppo piovosa, o entrambe le cose insieme, mi spinge spesso a letture più leggere e d’evasione di quelle che vorrei fare, tipo alcuni mattonazzi classici o pietre miliari della letteratura mondiale.
Sì, sono dei must, quanto il tubino nero, e mi arricchirebbero assai assai, ma in questi giorni proprio non mi riesce di prenderli in mano pur avendone in quantità in casa, e anche se la lista di quelli da leggere o da rileggere dopo tanti anni è lunghissima, e nonostante gli sforzi e i soldini investiti negli anni per racimolare una sorta di biblioteca ideale alla quale attingere in mancanza di stimoli libreschi.

Così, approfittando della genialata che la rete bibliotecaria locale consente anche il prestito di ebooks, vuoi mettere la comodità di non dovere nemmeno uscire di casa per prenderli o riportarli, magari sotto il sole cocente o sotto un acquazzone a carattere torrenziale, mi sono buttata in rete per pescare qualcosa che non fosse “Cento ricette per l’estate” o il solito manuale di auto-aiuto e crescita personale alla Bridget Jones.
E di questi ultimi solo io so di quanto ne avrei bisogno in questo periodo.

Ho scaricato dei titoli di autori che mi incuriosivano, titoli che forse non avrei fatto la fatica di andare appositamente a cercare fisicamente in biblioteca, pur avendocela a tre passi.
Visto che la scelta di ebooks ad adesso é in crescita ma tutt’altro che vasta, mi sono buttata sul filone molto modaiolo e sfruttato, e forse anche già superato, del giallo scandinavo.

A parte Agatha Christie, della quale sono stata in gioventù un’accanita lettrice, non ho mai particolarmente amato ne frequentato spesso e volentieri il genere giallo o poliziesco.
Mi piacerebbe prima o poi leggere qualcosa di Simenon, da persone diverse ho sempre avuto degli ottimi riscontri, ma di lui non ho mai letto niente.
L’anno scorso ero però incappata in un libro di uno svedese a me del tutto sconosciuto, e sia la storia che l’ambientazione bretone mi avevano totalmente irretita e stregata al punto che a distanza di nemmeno dodici mesi lo rileggerei volentieri, pur ricordando ancora abbastanza la trama e come si sono svolti i fatti.
Non fosse che per tornare a immergermi in quelle atmosfere magiche e in quegli odori di maree ed oceano che, visti e provati dal vero, mi sono rimasti stampati indelebilmente nella memoria, nel cuore e nei sensi.
Lui è Håkan Nesser e il libro, che mi sentirei di consigliare a chiunque, è “Era tutta un’altra storia“.
Anche la psicologia dei personaggi non era malaccio, più sfaccettati, mi sembra, rispetto a quelli dell’altra autrice sempre svedese di cui parlo più avanti.
Interessante che l’analisi e il lavorio di scavo nella mente sia fatta sia a livello di gruppo, che di dinamica di coppie, che individuale.
Si trattava infatti un gruppo di svedesi, coppie, per l’appunto in vacanza in Bretagna d’estate.

Con gli scandinavi ci ho riprovato pochi giorni fa.
È stato il turno della (mi risulta) molto più famosa Camilla Lackberg, ed il fatto che ne abbia terminati due in tre giorni vuol dire che si poteva fare senza troppo fatica.
Specialmente il primo “La Principessa di Ghiaccio” mi ha coinvolta in una storia abbastanza avvincente e complicata da volere arrivare in fretta alla fine, e indotta a sfiancanti elucubrazioni su chi potesse essere l’autore del delitto, ma acqua, acquissima.
Non posso dire che la scrittura sia eccezionale, niente di che, e personalmente avrei anche sperato di sentire e respirare maggiormente le quiete atmosfere svedesi, la natura, cose delle quali invece non c’è molta traccia.
Peccato, poteva essere ambientato ad Atene o in Pennsylvania, ma allora perché giallo scandinavo?
Voglio dire, a parte tutti quei nomi e cognomi tipo librerie e divani Ikea…
Personalmente avrei anche evitato la scelta un po’ scontata di fare accasare tutti, anche la più recalcitrante ostinata delle zitelle trova l’ammmore.
Santiddio, ma perché devono sempre sistemarci tutti, da una donna poi, e svedese, mi aspettavo qualcosa di diverso.
Anche poco credibile, amori perfetti e riusciti ricuciti a distanza di decenni, manco un romanzo Harmony, qui si poteva fare di meglio.

Il filone agenzia matrimoniale e per single si amplifica e ramifica nel secondo libro “Il bambino segreto” con risvolti veramente poco credibili e così scontati da portare allo sbadiglio, con l’aggiunta che qui tutti figliano come conigli, ma almeno posso dire di avere fatto centro abbastanza velocemente e di avere individuato quasi subito l’autore del primo omicidio.
Forse erano più numerosi o più ingenui gli indizi seminati qua e là tra le pagine, ma il fatto che la storia nasca e si dipani da eventi nati al tempo della Seconda Guerra Mondiale, con frequenti incursioni in quel passato, l’invasione della Norvegia e il nazismo, mi ha tenuta incollata sino alla fine, e forse me lo fa considerare un pochino più interessante rispetto al precedente, ma non che l’abbia preferito.
Nel complesso mi sento di potere affermare che gli intrighi e le vicende sono abbastanza originali e ben costruite, la scrittura fila via liscia e leggera che di più non si può, e se mi capiterà di trovare altri libri scaricabili della Lackberg in fondo perché no, questi due li ho divorati, ma di comprarli o rileggerli in un futuro non credo ne sentirò mai l’esigenza.

Potrei invece fare lo sforzo, pedibus calcantibus, di andare in biblioteca per cercare qualcos’altro di Håkan Nesser il cui libro, se non ho ingigantito il tutto a dismisura solo per via della magnificenza delle coste bretoni, ampiamente descritte, mi ha lasciato qualcosa in più.
Più profondo, più realistico, più credibile: un intreccio di fatti meno eclatante e ambizioso, la sparizione di una ragazzina dopo una gita in barca in mare, quasi la cronaca di un giornale.
La meschinità, la malvagità e complessità dell’animo umano si rivelano poco a poco, in modo più subdolo, sommesso, sottile, come purtroppo nelle storie vere.

Ho poi ancora da parte quello che doveva essere la chicca dei miei quattro downloads mensili consentiti dalla micragnosa quanto efficiente rete bibliotecaria di Vorkuta/Mumbai: Amelie Nothomb, “La cosmetica del nemico” (o forse senza articolo?, boh).
Per il quarto vedrò.
Sono solo alle prime pagine, e non mi sono fatta ancora un’idea.
So che altri suoi due libri, e i suoi cappelli da Pifferaio Magico, me l’hanno fatta adorare.

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