Ciccia russa

Per una volta, forse, con le idee chiare.
A differenza di numerosi altri “rientri”, dove per rientro non intendo necessariamente il ritorno da una vacanza in un altrove ma la fine delle vacanze estive e il lento declino dell’estate, quest’anno mi sembra di avere le idee un pochino più chiare.
Visto che quei pochi giorni liberi che ho avuto li ho trascorsi a casa, come peraltro l’anno scorso, e in entrambi i casi non è stata una scelta del tutto slegata dal timore di possibili ristrettezze economiche, che ovviamente avrei preferito e mi avrebbe fatto bene anche cambiare un po’ aria, e poi un po’ anche complice la pioggia continua, ho avuto modo di pensare e di vedermi dal di fuori.

Quello che ho visto dal di fuori in quella settimana e manciatina di giorni di riposo, e mi limito per ora solo all’esterno, ha cominciato a farmi paura.
Mi ero accorta in realtà già da tempo che negli ultimi mesi, forse dalla primavera, avevo cominciato a metter su chili, e non c’era bisogno di controllare la bilancia (che fino a qualche settimana fa non possedevo nemmeno) perchè tutte le mattine nell’infilarmi non tutti ma alcuni delle paia di pantaloni che possiedo vedevo giorno dopo giorno lievitare un preoccupante miscuglio di panza e maniglie dell’amore fino al raggiungimento di uno dei più sgradevoli (secondo me) effetti estetici, il cosiddetto muffin top.

Cioè, diverse paia di pantaloni mi vestono ancora normalmente o mi sono addirittura larghi, ma solo perché in passato ho spesso sbagliato taglia nel comprarli, soprattutto quelli che hanno una componente di fibre elastiche. Oggettivamente, pur non avendo misure fuori dalla norma o così anomale, faccio sempre difficoltà a trovare pantaloni che mi vestano decentemente, e non dico nemmeno a pennello, anzi è proprio una mission impossible.
Penso che sia in parte per via della mia costituzione fisica e dell’odiatissima moda, per fortuna adesso esaurita, di fare pantaloni a vita da bassa a bassissima.
Mentre i secondi li ho sempre evitati come la peste bubbonica, con qualche chilo in meno anche il pantalone con la vita un po’ più bassa dello standard, ovvero che “segna” due dita al disotto dell’ombelico, non stava male e anzi valorizzava la curva dei fianchi e la linea della vita.
Purtroppo per via della mia altrettanto odiatissima costituzione fisica verso la fine dell’inverno ho cominciato a perdere di vista il punto vita e somigliare sempre più al mio scaldabagno.

Nemmeno so se sia corretto definirla una costituzione a mela, ma certo è molto più mela di quanto sia a pera visto le gambe lunghe e sottili e le spalle da muratore bergamasco (forse potrei essere triangolo invertito ?!?): sta di fatto che quando per sedentarietà o abuso di carboidrati accumulo grasso questo si deposita prevalentemente in zona addominale, ed il resto abbastanza uniformemente ma sempre nella parte superiore del corpo.
Non sono grassa, non lo sono mai stata, sono leggermente sovrappeso: un giorno però mi sorpresa nello specchio di un negozio e, d’acchitto, non mi sono nemmeno riconosciuta.
Lì ho capito che dovevo davvero fermare, se non invertire, e in modo forzato, questo trend.
Sì, perchè oscillazioni di peso anche di 4/5 chili = 1 taglia mi succedono spontaneamente, senza che nemmeno me ne accorga, solo perchè ci sono periodi in cui mangio di più, altri in cui il cibo è meno importante e consolatorio.
Questa volta invece la fase di accumulo grassi durava da troppo tempo, e si stava cronicizzando.
Oltre al fattore estetico l’altro fattore scatenante è stato il preoccupante mal di schiena che mi affligge ultimamente, e non che sia una novità dato che soffro di mal di schiena da tempo immemorabile.

Nonostante abbia ripreso a giocare a tennis due volte alla settimana (e continuerò così anche se costretta a giorni diversi), e nonostante siano la sedentarietà e la rigidità muscolare a causare questi dolori, praticare questo sport non è nè specifico nè sufficiente per contrastare i miei due problemi, ciccioli e mal di schiena, mal di schiena e ciccioli.
Era fine agosto ed è scattato qualcosa dentro di me, una molla.
Quando mi parte la molla devo solo sperare che continui e resti in carica per un po’.

Dal 1° settembre, cioè da poco, ho cominciato a prestare più attenzione alla mia alimentazione, ad eccezione di oggi, stra-abuso di deliziosi irresistibili baci di dama.
Non a seguire una vera e propria dieta, che conoscendomi so non riuscirei mai a seguire visto che richiede troppa organizzazione e mi sa di triste e poco fantasioso, ma a tagliare, evitare, ridurre qualche cosa qua e là, e ad ingozzarmi di megainsalate miste, e non è certo un sacrificio visto che le adoro.
Di tanto in tanto mi lancio in sessioni ginniche casalinghe (risparmio soldi, di tempo, benzina) seguendo uno dei tantissimi video e canali appositi disponibili su Youtube: basta avere un tappetino da yoga e un paio di bilancieri della Decathlon, magari anche dei pesi/cavigliere.
Mi sono anche presa, sempre da Decathlon, la corda per saltare.
Da piccola, cioè mille anni fa, ci saltavo come una cavalletta ma adesso saltare alla corda é un’attività estenuante, getto la spugna dopo tre minuti, con la faccia paonazza e la lingua di fuori.
E non potevo certo perdermi la gymball in vendita da LIDL (7,99€ qualche settimana fa) che però non ho ancora avuto modo di sperimentare, ma deve essere perfetta per il mal di schiena.

La triste conclusione, a me già nota da anni: purchè NON sia esercizio cardio dove entro in affanno in brevissimo tempo, per flessibilità, forza, resistenza ho la resistenza di un mulo e mi diverto pure.
Con gli esercizi cardio no, non posso proprio dire di divertirmi, è na’ fatica bestiale.
Il programma con il quale mi trovo meglio è quello iniziale per semischiappe “30 Days Shred livello 1” della celeberrima Jillian Michaels ma, cercando, ho trovato risorse infinite, validi programmi fitness per tutti i gusti e per tutte le necessità, e tutti gratuiti.
Avendo questa valida alternativa credo proprio che non ci sarà nessuna iscrizione alla mia vecchia costosa palestra nemmeno per quest’anno, anche perché quelle low-cost non mi convincono.

La seconda novità, e sono la prima io a stupirmi di questo ritorno di fiamma perché credevo di averci messo una pietra sopra a inizio 2008, è che mi è venuto il trip di riprendere lo studio del russo.
A che cosa mi serva e a che cosa mi servirà sapere il russo alla soglia dei novant’anni non è dato di saperlo, ma penso che qui la molla sia scattata perchè tendo sempre, prima o poi, a portare a termine le cose che inizio, magari senza guardare troppo alla tempistica, ma in corsi e ricorsi storici.
Infatti, se avessi continuato spedita e non avessi interrotto il mio studio, sarei adesso quantomeno fluente.

Non lo parlerei comunque con nessuno se non con le paciose badanti ucraine che si ritrovano ai giardinetti di Vorkuta, non lo parlerei per lavoro, non ho amici russi e non ho più alcun rapporto con la Russia da un sacco di tempo.
Non ultimo la Russia è troppo fredda climaticaticamente per i miei gusti per destare in me accesi entusiasmi, rimpianti o sogni a occhi aperti di improbabili svolte di vita e trasferimenti.
Io da qui le chiappe le sposto solo per andare a stare al sole, in un clima temperato, vicino al mare, e sempre in Europa, almeno questo mi è chiarissimo da tempo.
Vero però che mi piacerebbe molto fare un viaggio nella wilderness Siberiana, in zone remote e relativamente incontaminate e poco occidentalizzate, dove ancora regna assoluta e la fa da padrona la natura, maestosa.

Per finire, e certamente perchè oltre la ex Cortina di Ferro io non ci ho mai vissuto, preferivo la Russia del prima perestroika: almeno era un paese completamente diverso e non un quasi clone che rincorre sfacciatamente ed esasperandoli i peggiori vizi, valori, miti e costumi dell’Occidente.
Così, almeno, mi pare sia diventata la Mosca degli ultimi anni, ma è anche vero che Mosca non è la Russia, e che si tratta di un paese immenso, in grande parte ancora sconosciuto, e per questo non privo di un certo fascino.
E poi quanto mi aveva fatto sognare il Dr. Zivago, e quella musica melanconica, e Julie Christie con il colbacco e il maglione panna a collo alto, bellissima, e le distese sterminate di neve.
E i racconti di Cechov che mi piacevano tanto a vent’anni: insomma, se li cerco ne trovo di perché ho attaccato con il russo e non, ad esempio, con i balli latino americani.

Oltre al fatto che sembro più russa di molte russe, il russo è una lingua bellissima: mi piacciono i suoi suoni, mi piace il suo lessico sterminato, mi piace perché esprime e riflette alla perfezione ogni vibrazione del complicato, insondabile ed ipersensibile animo russo, apparentemente gelido ed inerte invece caldo, e passionale come pochi.

Ma è anche, ahimè, una lingua oggettivamente molto difficile, ed ogni giorno ci sbatto la faccia.
Anzi, quando ho mollato uno dei motivi era che mi ero proprio stufata di scontrarmi contro quegli ostacoli quasi insormontabili per noi Italiani, i FAMIGERATI aspetti dei verbi e l’uso dei verbi di moto.
Mi sono trovata una professorina madrelingua, giovane e poco esosa, dotata di tanta pazienza, di volontà granitica e dei tipici occhi di ghiaccio dei russi determinata, perchè si tratta di una sfida anche per lei, a riportarmi in breve tempo agli antichi fasti e splendori.
Dove per antichi splendori si intende un misero livello B1 del quadro linguistico europeo, in altre parole un basso intermedio.
Farei i salti di gioia se riuscissi a superare l’esame TORFL, fine febbraio 2015 o Luglio 2015, si vedrà la data per me più opportuna, se e quando sarò pronta.

Il secondo motivo per cui mi sono ributtata in quest’ impresa è che avendo assolutamente bisogno per mia natura di sfide, stimoli, curiosità e gratificazioni di tipo intellettuale che Multipaesana è assodato non possa darmi, mi sembrava un’ottima attività per far fare un po’ di esercizio a quel mononeurone che mi è rimasto nel cervello, che è poi il motivo per il quale iniziai nell’ottobre del 2004.
Null’altro che questo, non credo che la conoscenza del russo possa aggiungere più di tanto al mio cv, alle mie quotazioni sul mercato, lo fo’ per me e perché mi diverte, ci trovo gusto.
Non essendo particolarmente social, non offrendo Vorkuta niente di che, odiando il lungo inverno lombardo veneto ecco come sopravviverò per i prossimi cinque o sei mesi.
Comunque, se mi pagassero per studiare quello che mi piace potrei tranquillamente farlo per otto dieci ore al giorno, e sarei la persona più felice della terra.

До свидания

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2 commenti

Archiviato in Ci salvi chi puo', Craps

2 risposte a “Ciccia russa

  1. Lo fo’ per piacere mio, e’ la motivazione piu’ nobile. 🙂

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