Varie 1)

Ieri 11 Dicembre per la prima (e spero unica) volta in nove mesi ho sbagliato strada nel tornare a casa, sono tornata alla casa vecchia.
Vorrà dire qualcosa, credo, anche perchè per me casa vecchia equivale a vita vecchia, casa nuova equivale a vita nuova.
Certo non poteva capitarmi fossi andata a stare in Patagonia.
Non so dire bene cosa sia cambiato con una semplice variazione di residenza ma, sono certa, qualcosa è cambiato, qualcosa dentro.
Poi, da quando sono qui, mi sembra il tempo passi più in fretta.
Vola.

Non che la distanza o il tragitto tra la mia vecchia abitazione e l’attuale siano una Rovigo / Caltanissetta, saranno sì e no trecento metri in linea d’aria.
Ad un certo punto dovevo svoltare a sinistra, cosa che anche mi fa risparmiare cinque minuti buoni di attesa snervante ad un semaforo lunghissimo, invece mi sono ritrovata ad andare dritto.
Mi sono chiesta allora se per caso rimpiangessi qualcosa del vivere appollaiata lassù nel Nido delle Aquile e, nonostante le tante difficoltà incontrate e che tuttora ho e che cerco di risolvere, la risposta è no.
Anche solo se penso al tempo perso in tanti anni a fare su e giù per quel dannato trabiccolo di ascensore, i minuti spesi ogni volta ad aspettarlo, i goffi tentativi di dover trovare sempre qualcosa da dire dentro l’angusto cubicolo o sul pianerottolo, e poi la Matta che dava fuori di testa sulle scale insultando chi le girava come le girava, il chiasso dei vicini, la strada trafficata, quella sensazione di vivere un po’ in piazza senza nessuna intimità.
No, no, no.

Forse ieri sono solo sbroccata un attimo, del resto quando mi metto in macchina ho il pilota automatico, solo per –> e da <– Multipaesana come un criceto dentro la ruota, in gabbia.
Poi se posso, la macchina evito proprio di usarla, anche se mi piace molto viaggiare in auto.
Così le più belle vacanze fatte, on the road, però non devo guidare io.

Ho bisogno di queste vacanze natalizie, e non perchè della festività natalizie mi importi qualcosa o perchè abbiano chissà quale significato per me, mi basta fermarmi.
Ed avere una buona scusa per abboffarmi di dolcetti alla cannella e allo zenzero, di cioccolato.
Sarà il fitness plan, sarà che ho imboccato la fase fisarmonica-down da due tre settimane ma ieri mi sono rimessa dei pantaloni che prima non mi si chiudevano in vita, quindi adesso me lo posso anche permettere.
Ho voglia di leggere, di disegnare e di stare un po’ con i “miei” cani.
Di rincoglionirmi di film, di fare fitness.
Voglia di socialità zero, costante di tutto il 2014, desiderio e bisogno di vedere e stare con pochissime persone.

Ci sono dei giorni nei quali faccio tanta di quella fatica a sentire per ore le cazzate che si sparano in ufficio che poi il bisogno di aria fresca e di spurgare è come il bisogno d’aria, vitale.
Ne consegue la tendenza ad isolarmi, ad anelare un po’ di silenzio, di pace per le mie orecchie.
E non è il lavoro, quello al limite è una scocciatura, una noia, ma lo devo fare e lo faccio.
Per lo più sto zitta, lavoro: mi unisco al Circo con una certa moderazione. Oggi no però, ho fatto anche io la mia parte di circo, così adesso stiamo tutti meglio e ci sentiamo una vera grande famiglia, ma è venerdi e non conta.

E’ il rumore costante di sottofondo, il chiacchiericcio, le battute che non fanno mai ridere, come se nascosto dietro una scrivania ci fosse uno di quegli insopportabili D.J. di alcune radio che paiono pagati a cottimo, basta parlare, parlare, e non tenere mai chiusa la boccaccia per più di secondo.
Poi il pettegolezzo costante e mai, dico mai, il porsi un qualche interrogativo, una qualche domanda, una riflessione, che sia sull’attualità, su quello che succede nel mondo, sulla politica.
Mai un commento od opinione su un libro letto, un film visto, su un articolo di giornale, boh.
Come anestetizzati, come se tutto quello che succede non li riguardasse affatto, come se nulla potesse turbare o scuotere le loro vite, il loro piccolo mondo, non lo so sulla base di quali certezze.
Ecco, io non riesco a capire, ma mi adeguo.
Ma sì, tanto cazzoni da essere talora anche simpatici, però adesso, tra pochi giorni, ariaaaaaaa.

Poi stamattina, quando davvero me ne stavo da giorni, da settimane, tranquilla come e forse anche più di un monaco buddista pensando solo ai fatti miei ed alle gatte da pelare con o senza la mia Associazione dei Consumatori, forse i sessanta euri peggio spesi della mia vita ma aspetto a trarre le conclusioni, ecco che rispunta la M.U.

Oddio, rispunta… tre laconiche frasi di saluto per chiedere come sto, e cosa farò per le feste, che per scrivere delle cose così, chiunque le scrivesse, per me se le potrebbe anche infilare su per il naso e lasciare stare che è meglio.
Ma non fosse così non sarebbe la M.U.
Controllo comunque sempre l’ora in cui fa scorrere le sue dita sottili e quasi delicate sulla tastiera.
Mi piace domandarmi, immaginare e pensare perché proprio in quel momento, in quale contesto ed in seguito a quali associazioni di pensiero, fugacemente e più veloce di una saetta, alla M.U. venga in mente della sottoscritta.
A quell’ora, per esempio, ieri sera io già dormivo, tutta incremata e idratata per benino come non facevo da giorni, sotto cumuli di coperte e piumini, e avevo spento il telefono.
Essendo arrivata a determinate conclusioni, in queste ultime settimane che ho definito di monachesimo buddista all’insegna del – tutto passa, tutto scorre -, la cosa mi ha comunque sorpresa.

E in questa veloce discesa verso il nuovo anno mi ritrovo a pensare, senza paura, senza fastidio o vergogna, che la M.U. rientrerebbe nel ristretto novero di quelle persone con le quali sarei felice di poter trascorrere del tempo nelle prossime vacanze.
Felicissima.
E giuro, senza nessunissima aspettativa, se non quella di stare bene, ma bene davvero per qualche giorno, e basta.
Da due mesi non mi faccio una risata come si deve, non c’è un discorso che vada oltre al posto dove si mangia meglio la pizza, e quanto piove, e governo ladro.

Sicuramente non sarà così, non starò con la M.U., ma pazienza, andrà bene uguale, e dopo anche quest’anno sarà andato.
Previsioni dell’oroscopo per il 2015 per il mio segno zodiacale: pazzesche, in pratica una resurrezione, la rivincita dei giusti.
Cioè se non faccio il botto l’anno prossimo mai più.
Eh, immagino.
Ho voglia di fare una torta, forse alle mele, domani.

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6 commenti

Archiviato in Craps, Outlet valve, Vita Multipaesana

6 risposte a “Varie 1)

  1. Ieri pensavo al tuo blog e mi ero convinto che ti fossi trasferita in Sudafrica (o Patagonia). E’ gratificante saperti ancora sul patrio suolo

    • Finché non vendo questa casa neanche posso pensarla un’altra vita, per cui ancora sulle croste vi starò. Dopo non lo so, ma almeno un pensierino più serio potró farlo, e lo farò.
      Cmq ne Patagonia ne Sudafrica, sud della Spagna. Ti piace?

  2. Hai soddisfatto la tua voglia?
    Spesso indico come mio indirizzo l’appartamento dove abitavo dieci anni fa. Ma sono i segni della senescenza galoppante

    • Invecchio, ma non rincoglionisco ancora, son sempre fin troppo lucida. Non fu senescenza ma inconscio desiderio di ritornare in una capsula, con più sicurezze. Si fa per dire

      • Scusami, maa io parlavo di me, non mi permetterei mai di darti della rincoglionita, il senescente qui sono io!
        E’ evidente nel tuo caso che il subconscio ha preso il sopravvento

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