Archivi del giorno: 9 gennaio 2015

Anno nuovo, vita vecchia

In ordine sparso, alcune note, osservazioni, commenti su questi primi 8,5 giorni del 2015.

1) riuscita a dimenticare ancora una volta qualcosa di importante in un supermercato: oggi era la carta di credito perché del bancomat, al momento dell’utilizzo, ehm ehm, non ricordavo più il PIN.
Per fortuna mentre riportavo il carrello alla “base” sono stata rincorsa sul piazzale del parcheggio dalla cassiera che sventolava la mia carta.
L’ho presa, riposta dentro il portafogli (credo almeno, devo controllare), ho ringraziato, incassato questo ulteriore duro colpo e mi sono diretta alla macchina con la mia spesa.
Grazie, Accorta, Sollecita e Gentile cassiera della LIDL per avermi risparmiato ulteriori scocciature e complicazioni, davvero non necessarie.

2) a proposito di LIDL, visto che tra un mese circa festeggio il primo anno di spesa low-cost presso i suoi punti vendita e che avrei voluto comunque fare un post (che sarà così risparmiato), posso dire che il mio bilancio è più che positivo.
Ottima qualità e ottimo rapporto qualità prezzo su parecchi prodotti testati e con i quali vado sul sicuro oramai da tempo, ma anche quando mi azzardo a provare qualcosa di nuovo sono quasi sempre soddisfatta.
Unica delusione le verdure surgelate per il minestrone che mi hanno fatto stare male, ma penso che ci sia qualcosa lì dentro tipo rapa, cavolo-rapa o altra roba strana ed acidula non comune in Italia che mi procura l’urto del vomito.
Realmente, non in senso metaforico.
Non so perché ma sono convinta che sia una verdura che appartiene alla famiglia delle cucurbitacee.
Mi era già successo in passato di stare male con una busta delle loro verdure surgelate e questo é stato il motivo per il quale mi sono tenuta lontana da LIDL per anni, piena di diffidenza, di sciocchi ed inutili pregiudizi e anche di un po’ di snobismo.

Alcuni prodotti, alimentari e non, che compro alla LIDL li trovo anche qualitativamente superiori a quelli di marca, ad esempio alcuni surgelati (non minestroni, come già detto), sottaceti vari, cioccolato, una particolare marca di spremute d’arancia.
Quest’ultima mi piace proprio assai, densa, saporita, si sente la fibra dell’arancia giù per il gargarozzo.
Quasi come le spremute che mi faccio io la mattina da quando sono finalmente apparse le varietà stagionali Tarocco e Moro che mi fanno impazzire, le uniche arance che compro.
Ho detto quasi, chiaramente non si può nemmeno pensare di potere paragonare la spremuta fresca a qualsiasi prodotto confezionato biologico o meno, costoso od economico.
Io di simil-spremute di arancia ne ho provate davvero tante per potere sopravvivere in quei nove mesi nei quali non si trovano in giro arance Tarocco o Moro causa loro stagionalità.
Negli altri mesi, blerch, le arance Navel non si possono nemmeno guardare, così pallidine, anemiche, tristi, piuttosto ne faccio a meno, e vado di spremute LIDL che mi piacciono di più.

Eccezionale si è rivelato pure il tagliaerba manuale preso in primavera.
Quando l’ho mostrato a parenti, amici e giardinieri tutti mi dicevano che non mi ci sarei neanche fatta i peli delle gambe, invece ha funzionato benissimo in una stagione dove l’erba cresceva come canne di bambù a causa delle piogge tropicali.
Non ci si impiega molto più tempo che con le macchine elettrica o a scoppio, é ecologica, non fa rumore, l’ho montata in cinque secondi, un gioiellino.
A volte ritrovarsi non certo per scelta, e meno che mai per scelta propria, con le pezze sul posteriore offre scenari, possibilità, alternative, che non si sarebbero altrimenti mai presi in considerazione.
Cioè, se ad inizio 2014 non mi fossi imposta causa necessità di ordine superiore di ridurre le spese, su tutti i fronti, io alla LIDL non ci sarei mai andata, o meglio ritornata.

Per me però fare la spesa alla LIDL non basta: ho necessità di comprare certe cose in altri supermercati, e ciò a causa della gamma non amplissima di prodotti e, in un secondo tempo, del mediocre approvvigionamento e riassortimento degli stessi.
I pinoli, questi sconosciuti: per tantissimi mesi non ci sono mai stati, poi qualcuno deve essersi reso conto che in Italia si usano parecchio, ad esempio nel pesto, e sono comparsi sugli scaffali.
Ma non è detto si trovino sempre perché se finiscono, prima che rifacciano capolino, può passare un bel po’ di tempo.
Lo yogurth greco a volte si trova, a volte scompare per mesi o settimane, talvolta anche la mia spremuta d’arance é introvabile, o lo yogurth alla frutta che mi piace tanto, oppure tra le verdure non si trova il sedano, o i finocchi, cose così insomma.
Uno va a fare la spesa e non sa bene se trova tutto quello che gli serve.
Se non lo trova deve rifarsi un giro da qualche altra parte.
Stasera, venerdì ore 1900, non era rimasta una sola busta d’insalata.
Ma si può? Questi due punti, gamma prodotti e riassortimento, alla LIDL dovrebbero essere assolutamente migliorati.
Negozi di quartiere? Qui non esistono, spariti da due decenni, solo supermercati da piccoli a enormi, fuori o dentro centro commerciali, terribile.
Mercati rionali, paesani, cittadini? Non compatibili con miei orari.

3) tre giorni di Multipaesana sufficienti a farmi perdere l’equilibrio ed ogni speranza, aspirazione o velleità di poter diventare, per i contemporanei e per i posteri, quel fulgido esempio di compostezza, equilibrio e pacatezza Zen che avevo in mente, e che riesco anche ad essere, ma solo fuori da quel manicomio.
Cioè, mercoledì via liscio, ieri i primi segnali di cedimenti strutturali, oggi già allo sbraco totale, mica solo mio, di tutti.
Credo che sia un po’ come essere sposati, per sopportarsi tra colleghi intendo.
Ci vuole tanta pazienza e pensare sempre ad un fine più alto e nobile che ti fa andare avanti giorno dopo giorno.
Non so quale sia per gli altri questo fine, per me lo stipendio.
Poi c’è il lavoro in se è per se, e qui vorrei poterne dirne tante ma meglio di no, in virtù di quel famoso alto e nobile motivo del 10 del mese.

4) bestemmie a iosa per poter perfezionare una voltura per la fornitura di energia elettrica.
Nel 2015 Enel non accetta mail per la trasmissione dei documenti che richiede, solo fax.
Oppure i documenti richiesti ed inviati non vanno mai bene, chiamo per capire come compilare, cosa manca esattamente, rimando il foglio mancante ricompilato in base alle LORO indicazioni, riscrivono che manca la fotocopia carta identità, che c’era, o gli estremi dei dati catastali, che c’erano.
Insomma un delirio.
Le bollette però, arrivano puntualissime, già a mio nome, già da tempo.

5) terza orrenda spaventevole esperienza di apnea notturna.
La prima della Grande Serie: tardo pomeriggio/sera dell’ultimo sabato di settembre, non ricordo se del 2011 o del 2012.
È’ stata devastante, non so come abbia fatto a non restarci secca.
La seconda qualche mese fa, non molti, bruttina, ma ricordi sfocati.

La terza, più mattiniera che notturna, ore 4:20 circa di mercoledì 7 gennaio Anno Domini 2015, mattina di rientro al lavoro. Sarà per quello?
Sul più bello, ricordo proprio che stavo sognando qualcosa di decisamente ma decisamente gradevole, mi risveglio di colpo come se un enorme potentissimo macchinario mi avesse aspirato e risucchiato tutta l’aria e l’ossigeno dai polmoni.
Il respiro é bloccato, non c’é alcun movimento della cassa toracica, annaspo come un motore o un ingranaggio che si é inceppato, panico.
PANICO.

Forte della mia più che ventennale esperienza di attacchi di panico, altra robetta per gente baciata dalla Fortuna, forte dei millemila corsi, terapie e psicoterapie varie fatti per prevenirli, conviverci e in caso fronteggiarli, cerco di reagire come meglio posso, cioè trattenendo il respiro, il respiro che non c’è. Mhhh, difficile da spiegare ma ci ho provato.
Non ricordo manco bene cosa succeda ogni volta, e cosa sia successo mercoledì mattina, so solo dire che, sia dagli attacchi di panico che dalle ANOMALE apnee notturne come questa mia ultima, se ne viene fuori cercando di controllare la respirazione, cercando di respirare in profondità.
Ahh, io non ne subisco il fascino, ma la saggezza e la medicina orientale in fatto di corretta Respirazione avrebbero moltissimo da insegnarci, e dovrebbero farlo a scuola, anzi dall’asilo.
Ma ritorno a mercoledì mattina: in pochi secondi, dopo aver smanettato un po’ con la respirazione, mentre mi cago sotto pensando che sia arrivata la mia ora, l’automatismo respiratorio si rimette in moto.

Domandona: sicura che NON fosse un attacco di panico ma una semplice se pur anomala apnea notturna?
Sempre sulla base della mia più che ventennale e quasi trentennale esperienza di attacchi di panico, praticamente una nave scuola, direi di sí.
Le apnee mi succedono SEMPRE quando dormo a panza insú con il collo allungato all’indietro: secondo me si crea una specie di risucchio vortice d’aria tipo Triangolo delle Bermuda o tifone nel Midwest, uno scompenso insomma, forse anche dovuto alla posizione che occlude in parte trachea e compagnia bella.
Per questo io mi addormento sempre di fianco in posizione semi fetale, ma a volte nel sonno, evidentemente, mi giro senza accorgermene.

6) un mese di fermo FORZATO dal piano fitness, e ancora non ho ripreso, la solita scamorza.
Il fatto è che ricominciare, come sempre lo è il cominciare, é la cosa più difficile, faticosa, in primis psicologicamente.
Poi già dopo quattro o cinque giorni si diventa drogati di adrenalina, di sudore, di movimento: ogni muscolo e cellula del corpo implora di essere mossa, strizzata, contorta, allungata, stimolata.
E così ero diventata io dopo due mesi, mi mancava, ne sentivo il bisogno.
Adesso praticamente si ricomincia da zero, che rabbia. Che FATICA.

7) solo la pigrizia ed il fatto di dover aprire una stanza fredda, vuota e triste mi hanno impedito sinora di far piazza pulita di alcune vecchie foto che stanno dentro uno scatolone.
Doveva essere la prima cosa da farsi del 2015, non è stato così.
Non voglio solo buttarle, prima voglio farle a brandelli, ridurle in atomi, in bosoni di Higgs, in antimateria, e solo dopo mollarle nel sacco nero dei rifiuti indifferenziati.
A volte i simboli sono cose vuote, icone prive di significato. Beh, non è questo il caso.
Domani, dicono, sarà giornata primaverile, solleverò le tapparelle, darò aria alla camera, frugherò nel cartone e procederò come sopra indicato.

8) ho resistito alle lusinghe dei saldi, neanche un pedalino, una sciarpina, che di sciarpini pashmini ogni stagione me ne rimangono attaccati almeno tre o quattro, uno stivalino, anche se c’era un simil eskimo di Mango che mi piaceva un sacco.
Non ho voglia di spendere, non ho voglia di ressa, di provare e togliere cose, mi interessa relativamente avere un altro giubbotto, e poi sono già proiettata verso la primavera estate per le quali mi mancheranno sicuramente scarpe e pantaloni.
Poi se non riparto con il fitness plan non compro più niente perché sarebbe comunque un acquisto compensativo, inutile, d’impulso, non meditato, cioè non necessario, destinato a fare muffa nell’armadio.

9) ho sviluppato una specie di addiction per la serie Friends.
Sembrava ieri ma oramai é bella datata anche lei, certi miei colleghi non la conoscono nemmeno di nome, non sanno chi siano Ross, Rachel, Chandler, Joey. A me pare impossibile.
Io ai tempi qualche volta la vedevo, mi piaciucchiava, mi faceva sorridere, ma non ne andavo matta.
Per Sex and the City, invece, avrei potuto uccidere il primogenito.
Allora oltre alla televisione avevo però anche una vita da vivere, per cui più facile che all’ora in cui trasmettevano Friends io fossi in giro e non spalmata sul divano di casa in manica di mutanda e plaid.
Un portale americano di streaming online a pagamento al quale ho accesso ha disponibili tutte le stagioni, io sono solo alla seconda.
Probabilmente mi stancherò molto prima di arrivare alla fine del ciclo, ma per il momento me la godo proprio: beata gioventù, beata giovinezza, beata leggerezza, beata finzione televisiva.
Ciò che stavo sognando quando la Grande Apnea si é impossessata di me, ritengo, aveva sicuramente qualcosa a che vedere con questa serie, le loro storie (assurde ed inverosimili), e con Ross, per il quale all’epoca avevo una specie di cotta. Forse anche adesso 🙂
Cioè, non si direbbe, ma succede che nel 2015 non abbia più di venticinque anni.

Annunci

19 commenti

Archiviato in Craps, Outlet valve