Di un’altra teoria

E comunque, di questo inizio anno, la cosa più notevole é che sogno spessissimo.
Inoltre faccio dei sogni così belli, così sereni, così piacevoli, che se potessi mi spaparanzerei in prima fila per vedermeli comodamente su un mega schermo, come si fa con uno di quei bei filmetti poco impegnativi che scorrono via senza arruffare troppo l’anima e senza lasciare aperti inquietanti interrogativi esistenziali.

Odio quando suona la sveglia, e non per il solito motivo, e cioè che devo andare a guadagnarmi il pane, e principalmente per mantenere otto mesi buoni l’Agenzia delle Entrate, ma perché il suono dell’arpa birmana che ho scelto per la sua totale non aggressività e non belligeranza mi interrompe sempre sul più bello.
Così non voglio mai saltar fuori, perché sto meglio a letto, quando dormo.
Quando dormo é la parte migliore della giornata: é come trovarsi in viaggio, in un viaggio perfetto, così riposante, così interessante, divertente, appagante.
A volte sogno proprio di essere in viaggio in un posto che mi interessa, che mi piacerebbe vedere: altre volte non sono in viaggio ma la sensazione é la stessa, sono sempre io ma ho un’altra vita, che poi é quello che sogno ad occhi aperti, da sveglia, nei momenti migliori, cioè quando non vedo morte e distruzione che avanzano.
Che casino.
Le mie notti sono migliori dei vostri giorni che, se non sbaglio era anche il titolo di un film.

Invece da sveglia sono un rigurgito di timori funesti, e certo le apnee notturne non aiutano, di pessimismo cosmico su scala personale e universale, una ribollita unica e continua di pensieri su un’altra teoria, questa stramaledettissima, però esistente nei testi di psicologia, quella della profezia che si auto avvera http://it.m.wikipedia.org/wiki/Profezia_che_si_autoadempie
Per cui, spesso, é come se scacciassi insistentemente una mosca dal piatto: cioè, appena prende il via il trend dei pensieri foscoliani, sepolcrali e mortiferi con proiezione di disgrazie prossime venture mi autoimpongo pensieri confortanti o piacevoli, o sciocchi.
Come ripetermi che saranno 7,5 euro buttati, ma io un rossetto rosso lo voglio, lo esigo dalla vita, anche se per non metterlo mai, o mettermelo davanti allo specchio per poi levarmelo subito.
Potrei osare, ma non oso, a me piace scivolare via liscia per la strada e rossetto rosso e labbroni (naturali, neee) potrebbero non essere la migliore accoppiata.

Però io un po’ a questa teoria della profezia che si auto avvera ci credo, se ha valenza negativa: ci credo che se uno pensa solo alla merda é più facile che gli arrivi addosso solo merda, o più spesso merda di quanto avrebbe potuto e dovuto.
Insomma un po’ di guano sarebbe evitabile, o meglio, minimizzabile.
Per questo cerco chirurgicamente di scacciare certi pensieri.
Invece sono matematicamente certa che se anche uno pensa solo a rose e fiori e coppe di champagne, per quanto ci si metta d’impegno, e specie se quell’uno sono io, ci sarà sempre qualche piccione sopra la sua testa, o una palata sul muso prima o poi arriverà, ma anche più di una.
Credo che il nostro atteggiamento sia una delle poche “zone/aree” della vita dove possiamo incidere in qualche modo, e che il nostro atteggiamento possa in qualche modo, e solo parzialmente, condizionare, direzionare certi fatti dell’esistenza.

Come si spiega, però, questa sostanziale diversità tra giorno-coscienza e notte-inconscio subconscio?
Cioè: la notte é una salutare evasione liberatoria da uno stato ansiogeno, o alla fine delle fiere é più il teatro che faccio e in fondo, sono tranquilla e serena come una colomba lobotomizzata per cui é inevitabile che faccia sogni giulivi e sgravati da ogni pensiero che pesi più di 21 gr?
C’è modo di capirlo senza dover comprare un’auto, seppure utilitaria, a rate, a una sconosciuta alla quale si suppone debba raccontare i fatti miei?
Cosa conta di più? Giorno, A) o Notte, B) ?
Dov’é il test, in che sito, rivista, trasmissione, blog, giornale?

Mi dispiace molto di perdere traccia di cosa sogno, anche perché poi mi piacerebbe analizzarli i sogni, oltre che a ricordare per puro piacere questi belli che sto facendo da giorni.
Per di più ho l’impressione di sognare a puntate: se solo riuscissi a ricordare.
A Cupertino dovrebbero darsi una mossa e pensare ad un videoregistratore per l’attività onirica.
Stamattina ero in Paradiso e qualcosa, stavolta non l’arpa birmana, mi ha scaraventata a terra, in questa valle di lacrime ed ingiustizie, e di ricrescita dopo sei settimane, e di casa da pulire.

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6 commenti

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6 risposte a “Di un’altra teoria

  1. Se sogni vuol dire che dormi anche tanto. Che se sogni e non dormi c’è da preoccuparsi.

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