Archivi del giorno: 23 gennaio 2015

Tornando a casa

Stasera, o meglio oggi pomeriggio, dopo essere stata a pagare visita al mio A. che era tutto vispo e scattante come non l’ho visto mai in tutto questo tempo e sembrava un cucciolo di pochi mesi, appena aperto il cancello di casa ho visto una piccola macchia gialla sotto la corolla ancora rinsecchita dell’acero.
Mi sono avvicinata, era una piccola tenera primula.
Di quelle color giallo pallido, secondo me spontanea.

Ho avuto un fugace attimo di felicità pensando alla stagione che verrà.
Anche se porterà un altro compleanno, e quest’anno sarà una cifra tonda da fare paura.
Comunque, non è un po’ prestino la primula adesso per queste latitudini?

Dopo due giorni di umore sotto le scarpe causa n* cambiamenti in vista ed annunciati @Multipaesana, che però non si capisce esattamente quali siano perché il dono di parlare chiaro non è di quelle Genti, l’ho voluto interpretare come un segno favorevole e propiziatorio inviatomi dal Destino.
Poi ho posato lo sguardo altrove e notato che ciuffi d’erba stanno tirando su il capo qua e là, rinvigorendosi.
Si riconoscono dagli altri perché sono di un verdino limonoso ed hanno tutta la sfrontatezza della gioventù.

Poi ho visto un uccello, penso un merlo, morto stecchito. Ben gli sta, che i merli portano i semi di tutte le piante più infestanti.

Comunque non sono stata io a farlo secco, e mi domando di cosa sia morto.
Di vecchiaia, di stenti, di un colpo apoplettico, di dispiaceri?
Il cadavere, che non ho esaminato da vicino, si presenta comunque intatto, non è stato quel maledetto gattaccio selvatico che gira da queste parti e che sembra una tigre siberiana.

Cosa voleva dirmi quindi il Destino con questi segnali di segno opposto?
Prima poff, la primula, la nascita, e poi poff, il corvo stecchito, la morte, come in una tragedia greca?
Ricordarmi che la vita è un cerchio?
Io spero di fermarmi al primo giro anche perché al secondo non so se avrei la forza di lavorare ancora altri quarant’anni, specie in quel posto di mmmerda.
Valuterei in un altro giro solo l’opzione ereditiera o mantenuta, e molto ma molto cautamente.

Più terra-terra a me resta il quesito: biologico o sacco nero dell’indifferenziata?

Me ne fotto e lo metto nel sacco che passano prima a ritirare prima che il poveretto cominci a camminare, devo consultare il calendario fornitomi dall’amministrazione comunale.

Uno di quei rari momenti in cui vorrei uno straccio di marito, così manderei avanti lui a raccoglierlo, col guantino usa e getta.

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