Gioie della vita

Sentirsi salutare con un “ciao, Cara” da una commessa di Kiko che potrebbe essere mia figlia, e potrei avanzarne ancora, ma che non ho mai visto prima in vita mia, non ha prezzo.
Non so se sia stata iniziativa personale della figliola o indottrinamento dall’alto ma ho preso e portato a casa senza battere ciglio.

Nonostante la loro tattica sia assillante e un tantinello troppo aggressiva per i miei gusti mi faccio “fregare” sempre quando entro a curiosare in questi negozi, e non certo grazie alle abilità o alla persuasività delle commesse.
Il fatto è che esco anche contenta, specie quando ci sono gli sconti del 30%.

Prodotti che uso con grande parsimonia primo perché tendenzialmente preferisco usare prodotti naturali che sono mediamente più costosi e difficilmente o del tutto non reperibili dove vivo, secondo perché già dopo gli ‘entacinque vedo malissimo facce troppo imbellettate, terzo perché per truccarsi bene senza sembrare stuccata o un Trichoglossus Haematodus ci vuole talento, esperienza, buon gusto, e un’esatta comprensione e valutazione di quello che si è, in termini morfologici e di personalità.
E poi ci vuole anche tempo.
Però la matitona morbida per occhi color bruno ramato non vedo l’ora di provarla.

Comunque tutti quegli scatolini, quei colori, i prodotti sempre nuovi che si inventano nel settore cosmetico, evidentemente non solo da Kiko, mi danno la stessa gioia ed emozioni che provavo da piccola quando mi regalavano una scatola da 72 di pennarelli Carioca o di pastelli Giotto e una confezione di Das.

Penso che sarei più felice a lavorare in una profumeria che a fare il lavoro che faccio, sarei molto più interessata al prodotto.
Sarei anche, in ogni caso, la più slavata e tendente al neutro* di tutte le commesse, e non avrei le unghie finte.

*Post scriptum
Però rossetto rosso scarlatto sí!
Piace, piace, piace moltissimo.

Il Mio Rosso Perfetto non l’ho ancora trovato: purtroppo é matematico che esisterà solo di Mac o Chanel, e io trentacinque euri per un rossetto manco per.
La ricerca continua.

7 commenti

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7 risposte a “Gioie della vita

  1. laformicascalza

    anche io sono per Lei, sempre e comunque. Poi qui in Germania la forma di cortesia è ancora molto utilizzata e ti chiamo Frau anche se hai palesemente 20 anni (ad esempio anche I docent chiamano le studentesse Frau Müller ecc.), a me non dispiace per nulla, anzi. Trovo orribile l´ appiattimento sul tu

    • non mi puoi, anzi non mi può, 🙂 che trovare d’accordo, infatti il tedesco mi piace moltissimo. però ripeto che nello specifico quello che ho trovato più fuori luogo è stato il “cara”. manco mia sorella.

      Cmq ho finito ieri sera il libro, voto totale 7+.
      considera che io vengo dall’esperienza di Friends però.
      diciamo che la terza parte dove la terza sorella appare insieme ad altri personaggi l’ho trovata un po’ confusa e ho faticato a seguirla. poi finisce senza una vera “chiusura” e mi ha lasciata così.
      però interessante leggere della vita in quella Cina lì, di come vivevano le donne.
      adesso credo mi butterő sui russi contemporanei, che dici? consigli?

      • e cmq, che screanzata, grazie della segnalazione perché io per vie mie non sarei mai arrivata ad un autore cinese, invece ti dirò che potrei leggere anche qualcosa d’altro di suo, o di un altro scrittore. della Cina io so pochissimo e non è male allargare un po’ gli orizzonti.

  2. Io però preferisco quello a che mi chiamino signora! Signora a me??? Ma hai visto come mi vesto?

    • Ciao,

      al “Signora” mi sono abituata senza choc, dato anagrafico incontestabile, ma mi va benissimo anche il più universale e sciolto “Ciao” anglosassone a tutti.
      A parte l’inglese mi piacciono le lingue che prevedono pronomi più formali e di “distanza”, quindi l’uso indifferenziato del “Tu” lo vedo come un impoverimento della nostra lingua ma, ripeto, mi va bene, non è un problema.

      Sul “Cara” invece devo proprio lavorarci, mi suona orribile.
      Per un secondo ho avuto un moto di stizza, sono troppo rigida evidentemente.

  3. Ti ha risparmiato parole tipo “ti abbraccio” o “ti bacio” che sono così diffuse tra persone che non vorresti mai che si avvicinassero a te

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