TV russa

La TV russa, che mi sforzo di seguire ogni giorno per cercare di migliorare la conoscenza della lingua, ediosolosadiquantoneabbiabisogno, ma anche per allargare gli orizzonti e la mia visione del mondo sicuramente condizionata e limitata dal tipo di cultura in cui sono nata e cresciuta, non trasmette film o telefilm stranieri, leggasi americani: manco mezzo. E manco altri, a dire il vero.

Questo nelle due settimane da quando ho scoperto l’ennesima applicazione salvavita (gratuita e senza canone) di TV estera, e a qualsiasi ora della giornata mi colleghi. Non so se faccia già statistica o sia stata solo coincidenza.

Ma la mia sorpresa, relativa, era già viziata in partenza, avendo dato per scontato che necessariamente un altro popolo, peraltro da sempre in bilico tra Oriente ed Occidente, debba trovare interessante, divertente o istruttivo quello che piace a me, o in Europa, o negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni. 

Beh, non è così. Anche se nel clima sempre più avvelenato da seconda Guerra Fredda di questi ultimi anni non è affatto da escludere una precisa scelta “politica” e di indirizzo, che i russi si facciano in casa serial, commedie, polizieschi, che se li guardino e magari anche li apprezzino come o più di quelli stranieri mi sembra nell’ordine naturale delle cose.

In compenso tutto uguale per quanto riguarda le pubblicità, siamo in un mondo senza confini. Maalox, Vicks, Tantum Verde, una strage di medicinali per influenza e raffreddore, chissà perché :-), ma anche Voltaren, anti -acidità, anti-acciacchi di ogni tipo, e integratori alimentari per sonno, astenia, stress.

Che il popolo russo sia ossessionato dalle malattie e cagionevole di salute? Si direbbe di sì, dal numero impressionante di spot di prodotti farmaceutici. Ma poi anche Ikea, Ferrero Roches e, per mia somma gioia, meno detersivi rispetto a qui, gli essenziali, la dotazione minima. Un popolo che convive felicemente con i residui di calcare e gli aloni sulla tovaglia é già un popolo saggio e fortunato.

Esistono invece trasmissioni su format ormai ricalcati ovunque tipo Grande Fratello, X-Factor, Ballando con le Stelle molto simili alle nostre, anche nei personaggi archetipi quasi universali.

I telegiornali non esitano a trasmettere  dagli scenari della guerra con l’Ucraina immagini pesanti e cruente di morti e feriti, di arti amputati e volti insanguinati, di soldati che sparano per uccidere, di ragazzi giovanissimi dentro e sopra i carri armati, e di civili. Gente impoverita e imbruttita dagli stenti, tante donne con i foulard in testa, molti anziani sdentati, bambini impauriti. Persone ridotte alla fame in case fatiscenti o sventrate a temperature vicine allo zero, o sotto, ma con una dignità che io me la sogno.

E non è una critica, perlomeno per me. Se non c’è morboso indugiare o macabro compiacimento, e i russi non ne fanno, non è la saga dell’orrore dell’ora dell’apericena, anche se all’inizio, da italiana iper protetta per decenni dalla bambagia dei notiziari della tivvu di stato, la cosa mi aveva colpita come uno sberlone in faccia. 

La tragedia, il dolore, la morte sono parte della vita,  facciamocene una ragione che lo sappiamo tutti dalla seconda elementare in poi, anche quando dopo tre minuti si canta e si balla, perché la vita continua sempre, o da qualche altra parte.

Che poi i fatti siano riportati in modo assolutamente imparziale ed oggettivo beh, avrei i miei dubbi, é in corso una guerra (quasi bellamente ignorata in Italia), quindi come potrebbero. Poi la Russia é un paese talmente diverso dal nostro, con una storia così diversa che non so che significato, valore e importanza possa avere il concetto di libertà dell’informazione, che non è certo nato e cresciuto lí. Del resto nemmeno in Italia ce la passiamo benissimo.

Ma questo vale per qualsiasi fonte e mezzo d’informazione che quando, raramente, mi capita di guardare la CCN, spesso additata ad esempio di informazione libera ed indipendente, e mi piacerebbe capire da chi, e quanto questo organismo sia a sua volta libero e indipendente, a me viene in mente la cupola della città di The Truman Show, e la sua faccia da bravo ragazzo.

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