Di cose serie

Il mio instabile ballerino umore ha subito un tracollo verticale, da discesa libera, dal giorno in cui, più di un mese fa, la munifica previdente Regione in cui vivo, per farmi festeggiare il compleanno in tutta serenità, mi ha convocata per uno screening gratuito a carattere preventivo, l’esame mammografico, come fa regolarmente con tutte le signore dopo una certa età. Etá dopo la quale l’incidenza dei tumori al seno diventa, purtroppo, statisticamente e numericamente più rilevante, tanto da essere, come mi ricordava il simpatico tecnico radiologo che questo esame me l’ha fatto, prima causa di morte per il gentil sesso. Insomma, mica si scherza.

Essendo tutt’altro che nuova a questa delizia per motivi, ahimè, di familiarità con tale brutta cosa, devo dire che a mandarmi fuori di testa del tutto, che se no basta anche molto meno, è stato il fatto che io negli ultimi 3 anni virgola quattro mesi, per mia e mia sola assoluta irresponsabilità, scemenza, pigrizia, fifonaggine, fatalismo e tanto altro, non ho più fatto i controlli che mi sono stati consigliati e che prima avevo sempre fatto, anche in eccesso, ma che dovrei fare almeno a cadenza annuale. 

Ancora prima di aprire la missiva della Regione, che io ignoravo che della mia buccia potesse interessasse così tanto, lassù al Pirellone, e non mi aspettavo nulla di simile, io mi sentivo già un bel po’ in colpa, proprio un verme, una mentecatta. Delusa ed arrabbiata, ma solo con me stessa, per essere così stupida da lasciare al caso il fondamentale della mia vita/esistenza, e senza peraltro nemmeno più riuscire a vivere serenamente la quotidianitá. Sempre più spaventata e in preda al panico mano a mano che quel terrificante ventinove di aprile di avvicinava, con quell’enorme spada di Damocle sul capoccione, senza confidare condividere il mio psicodramma con anima viva. Anche se qualcuno che non se lo meritava un bel po’ di questo nervosismo se l’é ciucciato, totalmente ignaro, totalmente all’oscuro dei foschi pensieri che attraversavano la mia mente: non fiori, ma opere di bene.

Poi il ventinove di aprile é arrivato anche se io gli remavo forsennatamente contro, e ho trovato in questo nuovo ospedale pubblico, tra l’altro vicinissimo a casa mia che ci vado a piedi, puntualità, cortesia, attenzione e riguardo per le mie paranoie, per le mie paure, e risposte alle mie domande, umanità e professionalità.  Ovviamente per la fortunatamente brevissima e molto parziale esperienza che ho avuto io, altro non saprei dire e fortunatamente non lo saprò, ma è già l’esatto contrario della struttura privata convenzionata nella quale ero solita recarmi e dove, negli ultimi tempi, mi avevano fatto sentire peggio di un numero, carne da macello. 

Pare che sia andato tutto bene, pfiuu, e io sono rinata, con l’umore ballerino e tutto quanto, ma liberata di un peso che non riuscivo più a sopportare né a gestire.

 

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7 commenti

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7 risposte a “Di cose serie

  1. ho letto con il fiato sospeso, sono contenta tu abbia un peso in meno.

  2. Anche io aspetto i risultati. Anche a me la Regione mi ha invitato a farli . Anche a me perchè ho la stessa tua età. Sono molto fiducioso. Non una mammografia.

    • Ci vogliono proprio bene allora in questo paese.
      Io intanto ho smesso di fumacchiare e di mangiare del tutto carne (pesce sí), da persona virtuosa o quasi

      • Fumacchiavi? Da te non me lo sarei mai aspettato! Meno male che hai smesso

      • Altra insana abitudine consolidatasi al lavoro. Fumacchio, poco, da un bel po’. per mesi, settimane, anni sono stata senza, ma in questio ultimo lustro la cosa era diventata più fissa.
        non è che diventi matta se ne faccio a meno, ti dirò.
        non butto i mozziconi

      • Allora fanne a meno!!

      • Ne faro’, in fondo tranne che dopo un lauto pranzo/cena, che a me capitano quasi mai, fumare non mi piace nemmeno. Però dopo una gran burp-mangiata ha il suo perché. Sinceramente

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