Ipse scripsit

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. 

Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. 

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.         

Italo Calvino, “Le città invisibili”

Grazie per avermi chiarito le idee, fratello. Ci sono naturalmente luoghi, nomi, cognomi, circostanze, cose, situazioni. E poi esiste il mio piccolo, troppo piccolo, universo parallelo che difendo con le unghie e con i denti.

Mi basterebbe cambiassero le proporzioni.

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3 commenti

Archiviato in Ci salvi chi puo'

3 risposte a “Ipse scripsit

  1. Tieni le unghie sempre ben affilate, mi raccomando!

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