Archivi del giorno: 1 luglio 2015

Volere, potere

Desiderare intensamente, ma molto molto intensamente, un cono gelato medio tutto al pistacchio. O alla fragola.

Avere l’acquolina in bocca e una discreta gelateria a non più di duecento metri da casa, e non riuscire a sollevare le chiappe dal divano a causa del caldo, che era un po’ di anni che non me lo ricordavo così.

Come una manaccia che ti schiaccia per terra, un phon gigantesco che liquefa la faccia, che appiattisce e toglie ogni forma di vita ai capelli, ai miei fiori, che appiccica e fonde addosso i vestiti come una seconda pelle, e che fa girare per casa in vesti molto molto succinte.

Un caldo che mi fa chiedere se, in fondo, sia poi così amante del caldo come mi piace raccontarmela. 

La risposta é “di questo caldo forse anche no”, però di sicuro mi piace moltissimo la pigrizia e la lentezza a cui questo caldo induce e costringe.

Era dal 2003, o dal 1979, o forse dai tempi delle Crociate, o dalla settima luna nera del primo anno bisesto del secolo scorso che non faceva così caldo, fra poco cominceranno. 

Fino all’anno scorso ritenevo che l’aria condizionata in casa fosse un inutile lusso, roba da ricchi, roba che a Vorkuta non valeva nemmeno la pena di spenderci due lire, a prescindere dal fatto che io in questa casa non me la potrei nemmeno permettere in cartolina.

Ma io sono una che cambia idea quando riconosce i propri sbagli. Quindi sí, ad avercela l’aria condizionata in questi giorni… anche solo un ventilatore a pala al soffitto, che mi sa tanto di antiche solenni magnolie e antiche dimore bianche in legno, di Mississippi, di Georgia, o di Louisiana. 

Mai stataci, ma io nella mia testa sono stata in un sacco di posti.

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L’attesa

È finita, bene o male che sia andata è finita, ma non credo sia andata troppo bene. 

Adesso credo che i plichi con le prove scritte e le registrazioni dell’orale verranno spedite a Mosca in qualche oscura stanzetta del Ministero dell’Istruzione per le correzioni, ed in un paio di settimane dovremmo avere i risultati.

So di essere sul filo del rasoio, infatti è andato tutto come non me l’aspettavo. Ma avrei dovuto aspettarmi anche questo.

Ovvero, che all’orale sono diventata improvvisamente logorroica e spedita come un treno, per dire che in nove mesi, il tempo di una gravidanza, non ero mai riuscita a spingermi oltre a un misero да, a un perentorio нет, o a un possibilista может быть, mentre ho fatto una fatica bestiale nel trovare qualcosa da dire e ad esprimere la mia opinione (ma la stessa difficoltà c’è l’avrei avuta in italiano o nel dialetto locale) sull’utilizzo degli OGM in agricoltura, e nel contempo a commentare e riportare l’opinione dell’autore.

Al mio livello, B1, pensavo non si sarebbero mai spinti molto oltre la mia comfort zone, ovvero la rassicurante e tipicamente russa gita (o vacanze estive) di Вова e Светлана alla dacia della nonna o dello zio, dove avrebbero raccolto frutti di bosco e funghi e nuotato nel fiume, o nel lago. Sticazzi. 

Anche all’ascolto passivo, sí, ho capito quasi tutto, ma le domande non erano fatte in progressione cronologica/logica rispetto all’andamento del testo, e alla fine mi sa che ho messo i cerchiolini un po’ a casaccio: non ero affatto preparata a a una prova così infingarda e piena di tranelli perché, oltre a questa progressione a singhiozzo e flash back, le domande erano anche a trabocchetto. 

Chiunque mai abbia tentato un concorso alla UE a Bruxelles, al temutissimo EPSO, conosce benissimo. Cioé, io conoscevo benissimo, ma in russo è leggermente diverso.

È stata, questa inaudita asprezza e crudeltà, o semplicemente serietà della prova, tutta colpa delle sanzioni? Может быть 🙂

La cosa bella, diciamo, é che finalmente ho aperto bocca, e oramai non mi fermerà più nessuno, e che sicuramente ne so più di quando ho ripreso lo studio della lingua a settembre 2014, dopo circa 5 anni di totale oblio.

La seconda è che posso riprendere a mettere cipolle di Tropea nelle mie insalate, non prevedendo mei prossimi giorni, e meno che mai con i miei colleghi, incontri ravvicinati ed infervorate discussioni da vicino, e purtroppo e meno che mai sulle città dell’Anello d’Oro o sul museo del Cremlino di Mosca.

La terza é che oramai sono tutt’uno con l’applicazione per Ipad della TV di stato russa, e che qualche volta in qualche suo film – livello ex lettrici di Cioè o di Rakam* – capisco anche qualcosa, anche se ai miei esaminatori poco interesserà questo mio successo di bassa lega. 

*Non è affatto una critica alla TV di stato russa, che a me sinceramente piace un sacco stante l’eccessiva invadente presenza presenza di alcuni soggetti, mi ci collego tutti i giorni anche solo per i notiziari.

Un sentito ringraziamento alle MM milanesi per il mancato trancio dell’arto destro e la mancata concussione di tre costole all’uscita da un tornello apparentemente bloccato in Porta Romana, e alle sempre magnanime Ferrovie Nord per avermi fatto sperimentare al rientro a Vorkuta/Mumbay , e senza alcun sovrapprezzo, i piaceri della sauna russa. Per restare in tema.

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