Volere, potere

Desiderare intensamente, ma molto molto intensamente, un cono gelato medio tutto al pistacchio. O alla fragola.

Avere l’acquolina in bocca e una discreta gelateria a non più di duecento metri da casa, e non riuscire a sollevare le chiappe dal divano a causa del caldo, che era un po’ di anni che non me lo ricordavo così.

Come una manaccia che ti schiaccia per terra, un phon gigantesco che liquefa la faccia, che appiattisce e toglie ogni forma di vita ai capelli, ai miei fiori, che appiccica e fonde addosso i vestiti come una seconda pelle, e che fa girare per casa in vesti molto molto succinte.

Un caldo che mi fa chiedere se, in fondo, sia poi così amante del caldo come mi piace raccontarmela. 

La risposta é “di questo caldo forse anche no”, però di sicuro mi piace moltissimo la pigrizia e la lentezza a cui questo caldo induce e costringe.

Era dal 2003, o dal 1979, o forse dai tempi delle Crociate, o dalla settima luna nera del primo anno bisesto del secolo scorso che non faceva così caldo, fra poco cominceranno. 

Fino all’anno scorso ritenevo che l’aria condizionata in casa fosse un inutile lusso, roba da ricchi, roba che a Vorkuta non valeva nemmeno la pena di spenderci due lire, a prescindere dal fatto che io in questa casa non me la potrei nemmeno permettere in cartolina.

Ma io sono una che cambia idea quando riconosce i propri sbagli. Quindi sí, ad avercela l’aria condizionata in questi giorni… anche solo un ventilatore a pala al soffitto, che mi sa tanto di antiche solenni magnolie e antiche dimore bianche in legno, di Mississippi, di Georgia, o di Louisiana. 

Mai stataci, ma io nella mia testa sono stata in un sacco di posti.

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6 commenti

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6 risposte a “Volere, potere

  1. Io sto a Murcia, dove a volte fa anche 50º, non ho l’aria condizionata e il gelato lo mettono sui coni a palline, non con la spatola! Me tapina!

    • Cinquanta? Troppi….
      Eh, però immagino belli secchi, qui invece novanta per cento di umidità e 38 gradi..mi sa che alla fine siamo pari.

      Ho scoperto che con tapparelle abbassate tutto il giorno e tenendo cmq aperte certe porte e finestre strategiche si crea una corrente piacevole, salutare e soprattutto economica e di scarso impatto ambientale. Io 300 euro di Enel a bolletta dopo la botte del riscaldamento invernale, sei mesi, le risparmio anche volentieri.

      Sul gelato: andremo a rotoli ma qui si riesce ancora a mangiare del gran buon gelato 🙂

  2. Ho da anni l’aria condizionata in casa. Mentre fuori tutto fonde a quaranta gradi tu te ne stai tranquillo se versare sudore. Ha del magico-
    Per me nutella e limone 🙂

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