Mezza estate 

L’ho sentito, sommesso, ancora lontano ma distinto, maschio, potente: era un tuono. Era un tuono tra il rombo di qualche aereo in decollo, in fuga da quest’inferno di fuoco, sterpaglie e asfalto rovente.

Si fa annunciare e precedere da un venticello leggero, leggermente rinfrescante, che sposta ancora in modo ancora quasi impercettibile porte ed ante delle finestre, e speriamo non sia un venticello infingardo che poi ci lascia all’asciutto, letteralmente.

Ancora non ci credo, finché non la vedo, finché non la sento ticchettare sui vetri e poi scrosciare per la strada, preferibilmente in abbondanza … acqua, pioggia, frescura, vita. Cosí una parte dei miei fiori li ho già innaffiati, in caso un eventuale bis certo non farà del male.

E chi l’avrebbe mai detto che un giorno sarei stata proprio io ad invocarla, a chiedere clemenza, ad elemosinare una breve tregua da quest’estate torrida, soffocante. E io adoro l’estate, la sua lentezza, il senso di leggero appiccicaticcio che porta con se, la sua indulgenza, la fatica e sensuale spossatezza e svogliatezza cui induce.

Se stasera je la fa, dopo ben venticinque giorni e più di calura ed afa incessante, feroce, implacabile, un afrore che non ricordo di avere mai sperimentato per un periodo così lungo, da domani ritorno ad avere una vita. 

Ritorno a deambulare liberamente, a muovermi, a pensare, a fare un minimo di progetti, che oramai mi sono ridotta ad afferrare un paio di mutande e una maglietta direttamente dallo stendino la mattina, ed è l’attività più complessa ed intellettualmente stimolante della mia giornata extralavorativa.

Ad esempio il ritorno ad una minima attività cerebrale mi ha indotta a prenotare per mercoledì pomeriggio, tutto da sola e sponte mea, un taglio capelli da un nuovo parrucchiere, il che significa che l’ultimo non l’ho fatto durare nemmeno un anno. Dieci mesi per l’esattezza. 

Più difficile che trovare l’amore. Io l’amore in teoria l’avrei anche trovato ed incontrato un paio di volte nella vita, magari non per tutta la vita, é proprio i parrucchieri che non ce la faccio a farli durare più di un anno.

Del resto come si fa perdonare colui che ti riduce a festeggiare un compleanno importante con coda di cavallo, elastico e forcine?

Altri tuoni si avvicinano, si rincorrono come bambini per strada, ma ancora non così vicini da poter dire “è fatta”. Intanto un altro aereo di vacanzieri, mi piace pensarlo così, decolla, e io mi pregusto una nottata quantomeno più fresca e riposante. 

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2 commenti

Archiviato in Craps

2 risposte a “Mezza estate 

  1. Cambiare parrucchiere è più difficile che cambiare partner.
    Non fare cose avventate!

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