Archivi del giorno: 13 agosto 2015

Great expectations

E così a metà settembre dovrei avere la prima lezione prova e gratuita di yoga, vicino a casa e senza troppi sbattimenti di macchina e parcheggi, a un prezzo equo e solidale, in giorni ed orari consoni. Facile come bere un bicchiere d’acqua, bastava cercare.

L’unica perplessità che ho é che il posto sembra piccolissimo, e dalle mie sbiadite memorie di yogi di un ventennio fa lo spazio é una questione abbastanza determinante quando si fanno le diverse asana. Per non trovarsi, tipo, con un piede altrui in bocca, o per non far cadere come birilli la gente quando si solleva una gamba.

Per me lo è spesso una questione di spazi, mi sento sempre molto a disagio in spazi ridotti e compressi dove la presenza della gente risulta essere giocoforza di tipo invasivo. Tipo in Italia pianura Padana che è piena zeppa di gente 🙂 mentre io sognerei la densità di abitanti per chilometro quadrato della Siberia.

Se così fosse, troppo un buco, cercherei altrove, in un altro posto che ho già individuato e più vicino a dove lavoro, ma quella rimane la mia prima scelta.

Non so perché ma nutro molte aspettative dall’inizio di questo nuovo percorso: nuovo, perché un anno di pratica nell’ultimo decennio del secolo scorso mi ha lasciata una totale neofita. E mi rendo conto che nutrire (ancora) delle aspettative per me sia già in se un evento eccezionale, da stappare la bottiglia buona, per cui spero di non demoralizzarmi troppo presto se non mi fletterò subito al vento come un giunco, e di non incorrere in delusioni e scornate tipicamente arietine.

Non so bene cosa mi aspetto dalla yoga, domanda che mi é stata posta da una quasi istruttrice e praticante da oltre trent’anni solo qualche settimana fa, e che mi ha lasciata spiazzata. Come se potesse cambiarti la vita, uguale uguale a trasferirsi domani in Canada o entrare come novizia in un convento delle Carmelitane Scalze.

Mi aspetto, grosso modo, un miglioramento della mia condizione fisica con particolare riguardo all’oramai annoso problema del mal di schiena e della rigidità muscolare, il recupero o conquista di maggiore flessibilità ed elasticità, nonché il raggiungimento di una corretta postura. Il tutto essenzialmente per la mia salute, deambulazione, e libertà di movimento, ma perché no, anche a fini estetici.

 Già questo sarebbe paradiso, ma é a portata di mano, reale, già sperimentato in passato con la pratica costante  di determinate attività fisiche. 

Sul resto invece, cioè sulle tanto decantate virtù terapeutiche della yoga anche in ambito psicologico, riduzione e controllo dell’ansia, irritabilità, nervosismo, aggressività, acquisizione di maggiore sicurezza, forza di volontà etc etc,  un grande Boh. 

Riguardo a benefici e ripercussioni su sfere della vita che non siano il semplice benessere che deriva da un corpo allenato e tonico sono più scettica, ma nemmeno chiusa o ostile, diciamo abbastanza aperta, possibilista.

In questa branchia yoga che mi sono scelta mi sembra di aver capito che gli sforzi siano concentrati più sul lavoro del corpo che su quello della mente, perlomeno in apparenza. Non credo in verità esista yoga che non contempli anche un coinvolgimento della mente.

Ho parecchio timore nei confronti di meditazione e cose affini perché non ho mai capito come, e forse mai nemmeno creduto, che una persona riesca a svuotare del tutto la zucca senza soffermare il proprio pensiero sul Niente, se non quando si dorme. Ho paura che nei momenti topici mi possa venire da ridere, di non crederci abbastanza in questa cosa.

Eppure sono sempre più attratta da dimensioni impalpabili ed eteree che provengono da culture che in passato mi hanno sempre affascinato ed interessata poco, che strano. 

Sono molto eccitata, nel senso anglosassone di excited.

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