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20/8/2015

Questo piccolo blogghe per palati fini si avvia a salutare la fine della terza estate dalla data della sua creazione, quindi sono certerrima di avere già toccato e sviscerato ampiamente la questione vista la mia autodiagnosticata meteoropatia. Che poi non é nessunissima questione ma un dato di fatto.

Per me non esiste periodo dell’anno migliore della fase che, perlomeno in quel di Vorkuta, si apre già qualche giorno dopo Ferragosto.

Se è stata una buona estate, e questa meteorologicamente parlando – per Dio – finalmente lo è stata, la regola vuole che dopo il ponte ferragostano ci sia qualche giorno di pioggia con un abbassamento delle temperature, per poi ritornare al bello. 

Ma non al solito bello estivo che qui nella Grande Pianura fa sudare come un mantice senza mai concedere tregua, nemmeno di notte: un bello ancora più bello, l’apoteosi del bello, ovvero un sole che scalda senza bruciare e senza togliere le forze, una luce che illumina senza accecare. É il Codazzo dell’estate.

Io amo alla follia il Codazzo dell’estate e, anche se preclude al lungo inverno siberiano che negli ultimi anni mi porta sempre la morte nel cuore, davvero non esistono giorni e settimane migliori di questi. 

Quando mi piaceva fotografare, in quell’altro secolo, questa era il periodo dell’anno che mi ispirava maggiormente. 

Una luce come questa, specie nelle ore pomeridiane di una giornata molto serena come oggi 20 Agosto, può spaccare il cuore da quanto è dolce e struggente. Riesce persino ad ingentilire ed abbellire gli sgorbi e le follie edilizio-architettoniche Padane, a far sembrare meno squallido e grigio tutto questo cemento.

Oggi il Codazzo inizia il suo cammino, l’ho capito rientrando a casa ed osservando le ombre e i colori del giardino. 

Svaccata sul divano di casa mi accorgo che il sole si nasconde dietro il tetto della casa della vicina prima di quanto non facesse solo pochi giorni fa. É la vita.

Ogni anno** vorrei fermare il tempo e inchiodare il Codazzo, non farlo scivolare via. Spero sempre che si protragga, e a volte succede, almeno fino a metá ottobre, fino al giorno in cui l’ultimo scampolo di questa luce a 24 carati gira l’angolo e scompare.

É anche il periodo dei bilanci per un gran numero di persone, ma oggi non ne ho voglia, é ancora presto. 

E poi devo scartare e mettere sotto carica il multiattrezzo appena comprato alla Lidl trapano-avvitatore-levigatrice, che devo provarlo nei prossimi giorni. 

Gli ho fatto il filo per quasi un mese, compro-non compro, compro-non compro, che non spendo più nemmeno un centesimo con leggerezza io, ma mi ero detta che se oggi l’avessi trovato allora l’avrei preso. Ho dei grandi progetti in mente.

Mi sto lentamente trasformando in un magut e se non fosse per il mal di schiena penserei seriamente di riscrivere il cv e di riciclarmi sul mercato. Non ho dubbi che sarei più felice.

Se riesco ad evitare inutili spargimenti di sangue magari nei prossimi giorni seguirà anche una recensione. 

Nell’estate del 2012 recensivo alla buona fondotinta, struccanti e contorno occhi.  Beh, anche questa è la vita.

** l’anno scorso non fa testo in quanto nemmeno la memoria del più longevo padano vivente ricorda un’estate più fredda e piovosa di quella del 2014.

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