Archivi del mese: gennaio 2016

Una rondine non fa primavera

Ma una primula e le calendule fiorite al 16 gennaio in terra padana?

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Saldi, guardaroba, addii

Ho cercato di buttarmi nella mischia dei saldi per cercare dei pantaloni di cui ho effettivamente bisogno, faccio sempre fatica a trovarne che mi piacciano e mi vestano decentemente. Ero estremamente tranquilla e determinata, sapevo che piuttosto di tornare a casa con fuffa inguardabile e immettibile anche se in offertona e semi regalata me ne sarei andata a mani vuote.

Già in sentore ed anelito di primavera sono in fase di analisi e spurgo del mio guardaroba, coraggiosa e titanica impresa. Facendolo mi sono resa conto di avere ancora un numero impressionante di capi. Conoscendomi nessuno lo direbbe.

Moltissimi non li indosso quasi mai nonostante da circa tre anni faccia acquisti in misura decisamente inferiore e in modo molto più razionale ed equilibrato* che in tutta la mia vita precedente che, da questo punto di vista, é sempre stata altamente fallimentare, ergo: armadi strapieni ma regolarmente di cose sbagliate, e sempre a lamentarmi in ogni occasione e ogni giorno “non ho niente da mettere”. Un fiume di soldi speso inutilmente.

Indumenti inabbinabili tra di loro o sbagliati per me per stile di vita, conformazione fisica, età nonché taglia, sempre in attesa di ingrassare (prima, bei tempi), dopo di dimagrire, capi sbagliati persino per colore. Con i colori caldi non ci azzecco, punto e basta, specie d’inverno. 

Purtroppo, o per fortuna, arrivata al megacentrocommerciale mi hanno forzatamente convogliata in un parcheggio dell’Abkazia occidentale. Qui, vedendo la quantità di persone che vi si dirigeva me ne sono andata senza nemmeno metterci piede, obbiettivo spese alimentari in un ipermercato.

Indossavo, insicura, molto poco convinta, quasi schifata, una gonna di jeans scolorito destinata alla campana della solidarietà o al sacco e nero con la causale age inappropriate: infatti, prima di archiviare con eccessiva facilità voglio sempre farci l’ultimo giro con il condannato a morte, per non avere rimpianti ed essere certa della mia scelta.

Camminando nella galleria del supermercato intravedo una sciura più o meno della mia età e della quale a pelle mi piace lo stile giovanile e casual e tuttavia age appropriate, senza lolitaggini fuori luogo.

La osservo quando mi passa accanto: noto un viso curato con pochissimo trucco su cui spicca un bel rossetto rosso alla parigina, poi la corta coda bassa, un bel giubbotto in panno nero e una gonna di jeans un po’ scolorita, calze nere opache pesanti, francesine basse nere con lacci.

Non so cosa direbbero le amanti del guardaroba capsula, le minimaliste integerrime della corrente ortodossa, Marie Kondo, io me la tengo.

O no? Boh. 

Teoria: sulla carta donna sopra i 40 = no gonna di jeans.

Pratica: si puó fare anche senza far ridere i polli.

Riflessione: se vivessi in un qualsiasi altro paese europeo me ne fregherei in ogni caso.

Approfondimento: però io vivo qui e mi sento un po’ a disagio, la teoria condiziona.

Conclusione: in stand-by
*Tranne quando riesco a comprare due volte la stessa identica camicia di jeans chambray, e quanto me la godo.

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