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Stalking telefonico commerciale, sempre lui

Per quel poco che posso rilevare guardando le statistiche di accesso a questo blog, per esempio tra le altre cose non ho ancora capito la differenza tra visite e visitatori, il più gettonato e ricercato di tutti gli argomenti dei quali ho scritto é lo stalking telefonico.
Una buona parte della gente che finisce qui è perché ricerca informazioni al riguardo, come ho fatto io più di una volta senza peraltro trovare soluzioni risolutive.
Infatti non se ne troveranno nemmeno in questo post, perché non ce ne sono, forse l’espatrio.

Sono felice che arrivino per questo motivo perché mi considero la Pasionaria della molestia telefonica pur essendo in grado solo di ridare quattro semplici consigli.
Installare applicazione Blacklist su telefono portatile, poi candidare subito gli sviluppatori al premio Nobel per la Pace.
Telefono di casa sempre staccato, serve solo per il wifi o per fare telefonate.
MAI dare numeri di telefono quando si firmano i moduli per carte fedeltà, carte sconto, carte a sbuffo, carte a plissé: con terzi estranei e non fidati considerare il proprio numero di telefono riservato e segreto come il PIN del Bancomat.
Valutare attentamente se rispondere a numeri sconosciuti, io quasi mai lo faccio. Oppure, se il numero é visibile, richiamo dopo aver reso invisibile il mio di numero, o controllo in Google che non sia un’utenza già segnalata come molesta. Se lo è aggiungo aggiungo il numero in Blacklist.

Almeno ridateci i bei tempi, quando il numero di casa era sull’elenco del telefono e il porco vicino padre di tre figlie femmine coetanee e assiduo frequentatore di messe domenicali sussurrava cose irripetibili quando sapeva che si era sole in casa.
O ridateci il periodo degli scherzi goliardici, cose innocue da ragazzi, intemperanze giovanili.

Trovo invece di una violenza insopportabile e assolutamente gratuita lo stalking commerciale che ha raggiunto livelli inenarrabili e, per l’appunto, non degni di un paese civile che in tale senso ha già, o dovrebbe (meglio) legiferare.
Invece la solita giungla italiana, il solito scaricabarile, gente anestetizzata e indifferente a tutto, certamente anche a ingiustizie e schifezze peggiori dello stalking di Sky o Vodafone.
Mi pregio di avere citato qui, ancora una volta, i Number One della molestia telefonica.
Qualcuno mi ha parlato, ma una breve ricerca in rete non ha fornito prove concrete, di un tentativo di class action fatto contro il marketing aggressivo, tentativo fallito per mancanza di adesioni/partecipazione.
Credo sia una leggenda metropolitana.

Poi a me rode il doppio, il triplo.
Oltre ad essere oggetto pluriquotidianamente di proposte ed offerte di cui non me ne può fregare di meno, da brava fessa ho anche speso sessanta euri per la tessera di una tale associazione di consumatori che cinque pizze con birra alla polisportiva dove gioco a tennis sarebbero state assai meglio spese.
Non dico che speravo mi potessero tutelare, proteggere, ma che almeno fossero in grado di dare precise attendibili indicazioni sul come muovermi.
Possibile che non abbiano mai ricevuto una richiesta del genere?
Oppure, se la scelta è di piazzarci una persona palesemente incompetente, il “mi informo e le faccio sapere” non si usa più?
Sí, perché il problema non è solo mio ma di almeno di cinquanta milioni di utenti telefonici, forse di più, tra linea fissa e mobile.

La vessazione é talmente frequente, sfrontata, incurante, aggressiva che io sono costretta a tenere il telefono di casa staccato.
Nei pochi istanti in cui lo ricollego succede almeno nel 50% dei casi che chiami qualcuno.

Per i naviganti smarriti, finiti qui per errore o per noia, per quelli che googlano stalking commerciale, magari meglio se con una robusta impalcatura giurisprudenziale, ma cosa si può fare?
E per coloro privi di conoscenze specifiche ma residenti all’estero: ma anche lì da voi è così?
Questionario a crocette subito, facile: SI o NO, paesi europei, paesi extraeuropei. Non lasciatemi nell’ignoranza.

Sono convinta che sia un fenomeno assolutamente tipicamente tutto italiano, una delle tante eccellenze da quarto mondo.

Non ce l’ho con i lavoratori dei call center, loro hanno tutta la mia solidarietà: basterebbe che il loro lavoro fosse quello di rispondere, svolgendo lo stesso o un simile lavoro, quando qualcuno li chiama perché ha davvero bisogno di aiuto, di assistenza, e invece finisce che l’attesa dell’operatore duri tre quarti d’ora, fino a che non cade la linea.
Dubito poi molto che la diretta iniziativa di stanamento e la tecnica da assedio di Stalingrado del potenziale cliente porti a chissà quali risultati.
Queste aziende io le boicotto per principio.

Non voglio nemmeno o ancora pensare cosa succederà con la fine delle tariffe di massima tutela decretata a partire dal 2018 per gas, luce, oltre ai sensibili o pazzeschi aumenti già sperimentati da quasi tutti quelli che ci sono passati.
Sarà il Festival dello Stalking.
Un futuro radioso ci attende.



Con aggiornamento, due ore e mezza scarse, cinque chiamate.



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