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Dilemma etico

Può una vegetariana convinta, idealmente aspirante vegana ma con pochissime realistiche possibilità di farcela in quanto troppo amante della mozzarella fior di latte e degli yogurt Mila all’avena e noci, comunque totalmente solidale con la causa, considerare anche solo lontanamente l’acquisto di una borsa in crosta?

Perché io l’ho vista, prezzo equo e la certezza che, per me, 1) non passerà mai di moda, 2) corrisponderà in toto ai miei canoni estetici per vent’anni almeno, 3) la userò tantissimo in ogni occasione (anche se probabilmente sarà sfranta prima), ma è, appunto, in crosta?

Perché io non sapevo bene cosa fosse sta’ crosta, se un’imitazione della pelle o uno sfacciato sinteticone, che per una borsa non mi disturba, ma ho scoperto che 

la “crosta” è la pelle dal lato della carne mentre il “fiore” è la pelle dal lato del pelo dell’animale.

e a me a leggere lato pelo dell’animale scricchiolano i denti.

Lei è bellissima, 49 euri e 99 cent, shopping bag di Mango (anche online ma eviterei per non dover creare un’altra password), blu. Sì blu, tipo che blu la cercavo da almeno tre lustri e tutte le commesse mi guardavano sempre stranite. “Blu d’inverno?” A me piace, sempre piaciuto, sempre piacerà, estate, autunno, inverno, primavera, mari, monti, pianure, paesi, città.

Che poi è un blu scuro ma un po’ anticato, sfatto, sbiadito, che ci azzecca anche col nero e difatti ha i manici neri. La perfezione, il top. È lei la mia borsa.

  
Vero che un bel regalo pre-natalizio l’ho già ricevuto, ma volevo premiarmi per essere quasi sopravvissuta a questo 2015.

Può, dicevasi, una vegetariana convinta aspirante vegana etc etc etc…. può?

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10 commenti

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