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Poches de gel

Confesso che quando penso a questa signora, France Guillain, non mi sento del tutto imparziale, quindi sono consapevole di partire già con il piede sbagliato.
Avendo letto qua e la’ cenni della sua biografia, francese di madre polinesiana, nata nel 1942 a Montpellier, città che adoro come gran parte del sud della Francia, quattro volte il giro del mondo in barca a vela con le sue cinque, dico cinque figlie, non posso che provare un moto di simpatia ed ammirazione per lei.

Non solo perché la signora si porta alla grande i suoi anni e le sue rughe senza necessariamente voler sembrare di trent’anni più giovane ma anche e soprattutto perché grazie alle sue capacità, ai suoi studi, intraprendenza e coraggio non marcisce e non marcirà in una Multipaesana, per quanto esilarante possa essere, e per quanto per certi versi quest’esperienza costituisca anch’essa una sorta di viaggio intorno al mondo.
Ai miei occhi, ça va sans dire, questa donna un mito.

Detto questo, per un approccio serio e completo del suo Metodo, e l’utilizzo delle poches de gel (o dei bagni derivativi) costituisce solo una parte delle pratiche di igiene di vita previste, consiglio di leggere i suoi due libri, quello sui bagni derivativi e “il metodo France Guillain – per una vita sana e armoniosa”.
Se invece può bastare un’opinione e resoconto di esperienza personale, limitata per ora solo all’uso delle poches de gel e quindi necessariamente riduttiva
allora OK, si può continuare.
Nella prefazione a uno dei suoi libri l’autrice precisa l’importanza di sperimentare il Metodo nella sua interezza senza stravolgerlo, personalizzarlo o mutilarlo, come sto facendo io.
Ci tenevo a dirlo. Diciamo che io sono San Tommaso, non ci credo se non ci metto il naso, e per un sacco di motivi mi piaceva sperimentare per prima questa faccenda della necessità di raffreddare l’area del perineo per abbassare la temperatura interna.
Una necessità ed esigenza che io avvertivo già da tempo, ancor prima che di sapere che già diversi medici e studiosi del passato consigliavano questa pratica.

Le poches de gel che avevo ordinato online il 20 di giugno e di cui mi era stata notificata la spedizione il 25, mi sono arrivate venerdì 28, quattro, con due protezioni in cotone biologico.
Quindi l’attesa non è stata affatto di cinque o sei settimane come avevo previsto avendolo letto da qualche parte.
Inutile dirlo, le uso tutti i giorni il più a lungo possibile, cosa che da fare a casa è facilissimo, basta avere la costanza di sostituirla non appena si riscalda.
In ufficio la faccenda è gestibile in quanto nel passaggio a Multipaesana insieme al distributore di snack e bevande ci abbiamo guadagnato un frigorifero nuovo di pacca, anche se temo che il mio andirivieni dal frigorifero presto susciterà quantomeno degli interrogativi. E chissene.
Diventa a mio avviso decisamente molto difficile, e lo sconsiglierei, pensare di potere sostituire la poche ogni quaranta/cinquanta minuti (questa è la ‘durata’ di una poche a contatto con il corpo umano) se si è in giro tutto il giorno.
A me capita molto raramente quindi non ho questo problema.

Come forse avevo già scritto, sul fatto che un uso costante (= tutti i giorni) e prolungato (almeno tre o quattro ore al giorno) desse dei benefici quasi immediati in termini di benessere avevo veramente pochi dubbi.
Non so perché ma oltre alla loro comodità, una volta indossate consentono di condurre una vita quasi del tutto normale, uniche controindicazioni che mi vengono in mente la piscina e se una fa la ballerina di lap dance, io penso anche che possano essere più efficaci dei bagni derivativi.
Nel senso che il fattore tempo gioca una parte fondamentale. Tecnicamente si possono indossare le poches per tutte le ore di veglia di una giornata, mentre nessuno avrebbe la voglia o il tempo di stare su un bidet diciotto ore, giusto?
Ma torniamo ai benefici dopo una decina di giorni di utilizzo, preceduto da una settimana di Mattonella (quei parallelepipedi di simil-ghiaccio usati per picnic e gite fuori porta) sulla quale prima che arrivassero le poches ho posto le terga, sempre in ufficio.
– sonno decisamente, nettamente più profondo. Non voglio dire che non mi capìti di svegliarmi per motivi tecnici, pit stop in bagno, caldo, sete, freddo, rumori etc. Dico che quando dormo sprofondo in un limbo, vado in catalessi. Prima il mio sonno era più superficiale, come se la coscienza fosse in qualche modo ancora vigile.
– mi sento più riposata e con più energia.
– purtroppo non riesco a dire che mi sento anche più ottimista perché mai lo sono, e comunque sempre un po’ di più in estate, anche in un’estate piovosa e brutta come questa, quindi gran bella domanda se sia per le poches o per la stagione o per due la combinazione delle due cose, ma mi sento un po’ meno ansiosa. A fronte di immutate se non aggravate solite rogne di sempre.
– non misuro il peso, la mia bilancia non funziona, ma vedo girovita e cosce, nello specifico culottes de cheval, assottigliarsi leggermente. Una mia amica ieri sera, e non è che non ci vediamo da tre anni, mi ha chiesto se fossi dimagrita, e non sa niente del fresco segreto custodito nelle mie mutande.
– continuo ad avere una pelle decente, ma questo già da tempo, da quando ho smesso di usare cosmetici “industriali”, quantomeno lo smuovere i grassi bianchi e cattivi in eccesso non ha messo in circolo schifezze che potessero causare brufoli, epidemie di punti neri etc etc.
– una sensazione generale e diffusa di pulizia interna e leggerezza.
– gambe e caviglie più leggere e meno gonfie in un periodo in cui generalmente sono messa proprio male sia in senso estetico che di disagio fisico vero e proprio.

Continuo quindi e penso di continuare con le poches, non vedo perché non dovrei farlo, a parte un po’ la scocciatura di sostituire, lavare, raffreddare, estrarre, riporre etc etc.
Sono curiosa di provare la colazione che il metodo prevede, purtroppo non ho trovato l’olio di sesamo e l’olio di lino nel supermercato dozzinale dove ho fatto la spesa l’ultima volta, e che è ben fornito solo delle peggio porcherie.
Questo sarà anche paese della dieta mediterranea e del cibo più buono e sano del mondo, ne sono convinta ed è l’unica cosa che ci rimane, ma mediamente i nostri supermercati e catene distributive lasciano molto a desiderare per quanto riguarda reperibilità e costi di cibo biologico o semplicemente non troppo lavorato ed addizionato di roba inutile o dannosa.
Non mi riferisco ai negozi specifici e dedicati, ancora rari, ma i posti normali dove il 98% della gente va a fare la spesa, fatta eccezione per la mia adorata Ticorta che resta come sempre la migliore.
In Germania ed in Francia sono cinquant’anni avanti in questo, anche se mediamente si mangia peggio ed in modo meno salutare.
Conto di scrivere qualcosa sulla famosa colazione fra qualche settimana.

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Bagni derivativi

Ho acquistato ieri online dal sito francese Yokool le poches “sostitutive” o integrative dei bagni derivativi, ne ho acquistate quattro, e due foderine in cotone.
62 euri totali comprese spese di spedizione. Un po’ na’ botta, ma speriamo a buon rendere.

È stata una decisione da una parte presa per impulso, ma dall’altra meditata in quanto già da più di un anno sento parlare del metodo della dottoressa francese France Guillain per il benessere del corpo e della mente, e mi ha sempre molto incuriosita.
Anche su Youtube ho trovato riscontri positivi da parte di quelle poche bloggers non mestieranti, serie e delle quali mi fido, persone che magari amano anche informarsi perbenino e provare una cosa per qualche mese, o più, prima di tesserne lodi sperticate o di farne premature inappellabili stroncature.

Se non avete mai sentito parlare di questo metodo vi consiglio di googlare il suo nome, il nome della dottoressa, troverete tutte le informazioni che vi servono.
Non sono medico, non sono biologa, a malapena so distinguere una caviglia da un avambraccio, scrivere e leggere e fare di conto, però istintivamente sento che c’è qualcosa di reale in tutto questo. Nel voler raffreddare il perineo intendo, al fine di abbassare la temperatura corporea interna che, pare, si è anomalamente innalzata negli esseri umani negli ultimi 60 anni.
Alimentazione, stili di vita, abbigliamento, bla bla bla, si sa.
Infatti, da assai prima di sentir parlare di bagni derivativi e sia in inverno che in estate, ed oramai da molti anni, amo iniziare la mia giornata facendomi un bidet gelato.
Lo trovo rinvigorente, una vera carica di energia.

Così, consapevole dei miei limiti, in tutta la mia incostanza e dispersività, mi interessano troppe e svariate cose, l’altro ieri in meno di un giorno mi sono divorata il libro della Guillain dedicato ai bagni derivativi, pratica già conosciuta e nota in passato in realtà.
Vi dice niente la parola semicupio che forse avrete sentito pronunciare dai vostri nonni o da qualche medico di famiglia vecchio stampo, di quelli che si ricordano il vostro nome e non vi chiedono l’appuntamento quando avete 40 centigradi di febbre e vomitate sangue e bile?
Il libro non l’ho voluto comprare, non so più dove metterli i libri, perciò l’ho preso in prestito dalla locale rete bibliotecaria, raro esempio di efficienza di questa provincia, ed ho anche prenotato l’altro tomo di cui non ricordo il titolo esatto se non che parla di una vita Sana ed Armoniosa.

Purtroppo pare che i tempi di spedizione delle poches siano per un qualche a me incomprensibile motivo piuttosto lunghi, anche 5/6 settimane, quindi nell’impaziente attesa mi arrangio come posso.
La mattina appena sveglia effettuo un breve, sicuramente ancora troppo breve per Madame Guillain, bagno derivativo nel bagno di casa che altro non è che un prolungare il mio abituale bidet mattutino. La sera dopo averla estratta dal freezer posiziono “in loco”, mentre leggo o mi rilasso con l’ipad una di quelle mattonelle di ghiaccio artificiale che si usano nei picnic o all’interno delle borse termiche.
Avvolgo la mia mappazza in una federa e me la tengo addosso quanto posso: il risultato e’ lo stesso di un bagno derivativo visto che sostanzialmente si tratta di rinfrescare il perineo.
La durata della frescura con la mattonellazza tra l’altro non è affatto male, due tre ore direi, anche se non posso certo dire si tratti di una forma anatomica, anzi lo escludo proprio.
Soprattutto adesso che fa parecchio caldo posso affermare che questa semplice pratica è davvero riposante e regala una sorta di sollievo, per esempio già nei primi due giorni ho potuto notare che la qualità del mio sonno e’ migliorata, nel senso che si tratta di un sonno più profondo, di un risveglio come dall’oltretomba.

I bagni derivativi sul bidet di casa sono a mio avviso un po’ noiosi, cosa diavolo si fa per venti minuti o mezz’ora al giorno mentre ci si strofina la’ sotto? Si canta l’Aida?
In più in inverno il bagno del mio attuale appartamento e’ gelato di suo e non mi ci vedrei a passare una o più mezz’ora al giorno a strofinare acqua fredda. A breve con un trasloco in vista chissà, chi può dire per il prossimo inverno.
Insomma, sono impaziente, non vedo l’ora che arrivino le mie poches. Avendo poi la fortuna di disporre di un frigorifero in ufficio penso che potrò gestirmi al meglio anche durante la giornata lavorativa.

I’ll keep you posted, guys.

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Bagni derivativi

Ho acquistato ieri online dal sito francese Yokool le poches “sostitutive” o integrative dei bagni derivativi, ne ho acquistate quattro, e due foderine in cotone.
62 euri totali comprese spese di spedizione. Un po’ na’ botta, ma speriamo a buon rendere.

È stata una decisione da una parte presa per impulso, ma dall’altra meditata in quanto già da più di un anno sento parlare del metodo della dottoressa francese France Guillain per il benessere del corpo e della mente, e mi ha sempre molto incuriosita.
Anche su Youtube ho trovato riscontri positivi da parte di quelle poche bloggers non mestieranti, serie e delle quali mi fido, persone che magari amano anche informarsi perbenino e provare una cosa per qualche mese, o più, prima di tesserne lodi sperticate o di farne premature inappellabili stroncature.

Se non avete mai sentito parlare di questo metodo vi consiglio di googlare il suo nome, il nome della dottoressa, troverete tutte le informazioni che vi servono.
Non sono medico, non sono biologa, a malapena so distinguere una caviglia da un avambraccio, scrivere e leggere e fare di conto, però istintivamente sento che c’è qualcosa di reale in tutto questo. Nel voler raffreddare il perineo intendo, al fine di abbassare la temperatura corporea interna che, pare, si è anomalamente innalzata negli esseri umani negli ultimi 60 anni.
Alimentazione, stili di vita, abbigliamento, bla bla bla, si sa.
Infatti, da assai prima di sentir parlare di bagni derivativi e sia in inverno che in estate, ed oramai da molti anni, amo iniziare la mia giornata facendomi un bidet gelato.
Lo trovo rinvigorente, una vera carica di energia.

Così, consapevole dei miei limiti, in tutta la mia incostanza e dispersività, mi interessano troppe e svariate cose, l’altro ieri in meno di un giorno mi sono divorata il libro della Guillain dedicato ai bagni derivativi, pratica già conosciuta e nota in passato in realtà.
Vi dice niente la parola semicupio che forse avrete sentito pronunciare dai vostri nonni o da qualche medico di famiglia vecchio stampo, di quelli che si ricordano il vostro nome e non vi chiedono l’appuntamento quando avete 40 centigradi di febbre e vomitate sangue e bile?
Il libro non l’ho voluto comprare, non so più dove metterli i libri, perciò l’ho preso in prestito dalla locale rete bibliotecaria, raro esempio di efficienza di questa provincia, ed ho anche prenotato l’altro tomo di cui non ricordo il titolo esatto se non che parla di una vita Sana ed Armoniosa.

Purtroppo pare che i tempi di spedizione delle poches siano per un qualche a me incomprensibile motivo piuttosto lunghi, anche 5/6 settimane, quindi nell’impaziente attesa mi arrangio come posso.
La mattina appena sveglia effettuo un breve, sicuramente ancora troppo breve per Madame Guillain, bagno derivativo nel bagno di casa che altro non è che un prolungare il mio abituale bidet mattutino. La sera dopo averla estratta dal freezer posiziono “in loco”, mentre leggo o mi rilasso con l’ipad una di quelle mattonelle di ghiaccio artificiale che si usano nei picnic o all’interno delle borse termiche.
Avvolgo la mia mappazza in una federa e me la tengo addosso quanto posso: il risultato e’ lo stesso di un bagno derivativo visto che sostanzialmente si tratta di rinfrescare il perineo.
La durata della frescura con la mattonellazza tra l’altro non è affatto male, due tre ore direi, anche se non posso certo dire si tratti di una forma anatomica, anzi lo escludo proprio.
Soprattutto adesso che fa parecchio caldo posso affermare che questa semplice pratica è davvero riposante e regala una sorta di sollievo, per esempio già nei primi due giorni ho potuto notare che la qualità del mio sonno e’ migliorata, nel senso che si tratta di un sonno più profondo, di un risveglio come dall’oltretomba.

I bagni derivativi sul bidet di casa sono a mio avviso un po’ noiosi, cosa diavolo si fa per venti minuti o mezz’ora al giorno mentre ci si strofina la’ sotto? Si canta l’Aida?
In più in inverno il bagno del mio attuale appartamento e’ gelato di suo e non mi ci vedrei a passare una o più mezz’ora al giorno a strofinare acqua fredda. A breve con un trasloco in vista chissà, chi può dire per il prossimo inverno.
Insomma, sono impaziente, non vedo l’ora che arrivino le mie poches. Avendo poi la fortuna di disporre di un frigorifero in ufficio penso che potrò gestirmi al meglio anche durante la giornata lavorativa.

I’ll keep you posted, guys.

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