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Flora e fauna di una MP: l’Edera

Flora, EDERA, Racc. 3* —>

L’Edera (o Hedera Helix) aderisce facilmente al substrato grazie alle radici avventizie aggrappanti http://it.wikipedia.org/wiki/Hedera il che ci fa capire che abbiamo a che fare con un osso duro, un essere ostinato e caparbio dalle capacità e dalla volontà di sopravvivenza tutt’altro che comuni.
Altrimenti detto, un disperato sufficientemente incapace e oggettivamente impossibilitato, e non dall’altro ieri, a trovare alternative alla sua MP.
Incapace, si’, ma anche totalmente privo di ogni interesse di qualsiasi natura per il mondo oltre la porta di casa sua e oltre i cancelli della MP dalla quale munge latte da almeno due decenni.
Come l’Edera in natura questa risorsa e’ assai comune in una MP, per non dire infestante ed endemica nel Lombardo Veneto.
La risorsa Edera non ha peraltro consapevolezza dei suoi limiti. Trattandosi nel 95% abbondante dei casi di un Raccomandato di terzo grado, costui neanche in tempi di magra come questi ha mai avuto la necessità di passare le notti in bianco ad inviare c.v. maldestri a destra e manca, figuriamoci in passato.
Tantomeno sa cosa vuol dire doversi studiare una lettera di accompagnamento diversa per ogni stramaledetta posizione di ogni stramaledetta azienda riciclandosi di volta in volta in un’identità diversa come Diabolik o Eva Kant, tutto su suggerimento della assai più smaliziata nipote ventitreenne già sfiancata da un precariato di lungo corso.
Inoltre, anche se adesso fosse costretta dalle avversità, se ad esempio la famosa maledizione del capitalismo italiano si abbattesse sulla sua MP causandone la prematura estinzione, l’individuo Edera non sarebbe manco capace di redigere un c.v. tutto da solo.
Perché a casa televisori dappertutto, dalla cucina ad isola al soggiorno alla camera da letto-con-annessa-cabina-armadio e fin dentro al cesso, ma di connessione internet manco a parlarne, e Word ed Excel solo sentiti nominare dalla nipote ventitreenne che usa Feisbuk per fare networking ed elemosinare il prossimo contratto a progetto.
Non si tratta evidentemente di soli limiti tecnologici. Ah, Edera mia…cosa sarebbe una MP senza di te?

La risorsa Edera costituisce lo zoccolo duro di una MP, le fondamenta, ed anche i più sprovveduti avranno intuito che oltre alla scarsa agilità mentale il suo attaccamento alla MP non è solamente emotivo e sentimentale. Trattasi di vera e proprio calcificazione/incrostamento in senso chimico-fisico.
Costui infatti nella sua MP ci si è installato dalla notte dei tempi, da molto prima della trasformazione dell’anonima XYX in MP, talora addirittura dalla data di posa del primo lastrone prefabbricato del capannone, o del primo metro quadrato di moquette.
Spesso è stato reclutato, reclutato si fa per dire, da niente popo’ di meno che dal Padre Fondatore o Fido Condottiero egli medesimo.
Un onore ed un onere che equivale ad un sigillo Imperiale e che non tutti possono vantare, nemmeno altri Raccomandati di categorie superiori o De Luxe.
Perciò l’individuo Edera e’ pressoché inamovibile.

La risorsa Edera è approdata in azienda il giorno dopo essere stata congedata dalla scuola dell’obbligo, in un’età compresa tra i quattordici o i sedici anni.
Costituiscono dunque il nucleo centrale del carattere e personalità Edera e ne sono chiave di lettura:
– bassa scolarizzazione
– propensione al lavoro minorile disgiunto da motivi economici famigliari, più che altro per farsi la macchina a diciotto anni o la pelliccia a venti. Nei casi più tristi per contribuire a coronare il sogno di una vita, ma dei genitori: la villetta con taverna e ed il triplo box.
– spiccata avversione e rigorosamente vita natural durante per libri di testo e tutta la carta stampata che non sia quella rosa della Gazzetta dello Sport.
– altissima fidelizzazione Multipaesana
Attorno a questo nucleo poco altro da poter rilevare.
La risorsa Edera costituisce perciò la memoria storica della MP, è il suo hard disk vivente, il fossile che agli occhi di un geologo racchiude indizi di ere lontane e sconosciute ai più, è l’inconsapevole e sgrammaticato Tacito o Giulio Cesare della storia Multipaesana.

Si rende qui necessaria una piccola digressione sulle diverse tipologie di Raccomandati da MP al fine di poter meglio inquadrare l’individuo Edera.
In breve:
Raccomandati di primo grado: consanguinei, comprendente figli di secondo e terzo letto finanche figli biologici ma non riconosciuti, sia che vivano nell’anonimato sia che si palesino come tali.
Raccomandati di secondo grado: parenti acquisiti ed amici personali e/o di famiglia. Amicizie di ogni sesso con diverso grado e coefficiente di conoscenza biblica.
Raccomandati di terzo grado: tutti gli altri che si siano distinti per interesse, meriti speciali, fedeltà ed asservimento dimostrati e comprovabili.
Nella raccomandazione Multipaesana vige, e va detto per onesta’ intellettuale, un principio assolutamente democratico: un Raccomandato di parte vescovile può valere e pesare quanto un Raccomandato dalla portinaia di casa o da un notabile del capoluogo.
In ogni caso la risorsa Edera appartiene a questo terzo tipo, sempre e senza eccezione alcuna.
Approdata in azienda come abbiamo visto in giovanissima età, ancora un virgulto, grazie alle più svariate ed incredibili entrature e connessioni con il potere locale, la risorsa Edera comincia da subito a scavarsi la sua buchetta per mettere radici.
Talvolta è anche un soggetto che lavora e produce, per quello che può: si ritiene più per un doveroso senso di gratitudine che per vera dedizione o abnegazione.
Al momento del fatidico passaggio in MP di questa gratitudine non rimarrà però alcuna traccia.
Questa è una fase destabilizzante che la psiche modello protozoo di un individuo Edera non sempre è in grado di gestire adeguatamente.
Quando dall’oggi al domani tutti cominciano a sproloquiare di turn over, budget, business plan, capability, feasibility, quando precipitosamente vengono introdotte nuove tecnologie, procedure, modalità operative, quando ancor più frettolosamente si implementano dispositivi e procedure di sicurezza per rimediare a cinquant’anni di inerzia e di non osservanza delle leggi vigenti, quando in un mese ogni risorsa viene sottoposta ad una serie di corsi di aggiornamento e formazione che nemmeno alla NASA, quando sui muri finalmente imbiancati dopo anni di muffa compaiono tabelle con gli indicatori personali mensili e gli obbiettivi di crescita e nell’atrio fa capolino debitamente incorniciata la slide con la sconcertante mission aziendale, quando compaiono nuovi figuri incredibilmente non raccomandati ma selezionati, se pur selezionati da un raccomandato di primo grado, che è la cosa che trovo più esilarante ed adorabile di tutte, per ricoprire ruoli prima inesistenti, ecco in questo momento è assai facile che un’Edera viva una profonda crisi d’identità. Profonda crisi che si risolverà nottetempo.
Prevarrà purtroppo la certezza assoluta di essersi meritato e guadagnato tutto, anche se in quei vent’anni o più di onorato servizio manco lo sforzo di impararsi da casa tre parole di inglese con le audio cassette. Il professorino del corso aziendale pomeridiano sostenuto con i fondi europei per l’internalizzazione delle imprese ci ha rinunciato dopo una settimana. Never again.
Alla nuova centralinista invece, se non raccomandata, richiederanno laurea magistrale in lingue e master in relazioni internazionali.

Ma cosa volete che sia, “dove sta la differenza”, potrebbe domandarsi la risorsa Edera che ovviamente ce l’ha a morte con tutti i raccomandati e gli imboscati, specie quelli che stanno a Roma, purché non siano lui stesso.
La sua incrostazione Multipaesana databile con il metodo del carbonio 14 gli fa dimenticare come è arrivato li. E cioè tale e quale alla moglie dell’onorevole, al figlio del barone universitario, all’amichetta del sottosegretario.
Unica differenza: costoro sono solamente meno sfigati di un ramoscello d’Edera e non finiscono MAI a fare un lavoro del menga in un capannone semi abusivo e poi sanato in una sonnolenta provincia del Nord.
Tutto qui.
Eravamo rimasti a Ma cosa volete che sia, “dove sta la differenza”, potrebbe domandarsi la risorsa Edera .
Potrebbe infatti, ma non lo fa, non se lo domanda, non ci pensa. Non ci arriva.
Eccolo qui il problema caro amico.

Il problema è che sei proprio una gran testa di cazzo.
Già venti o trenta anni fa era pieno di gente più qualificata e preparata, ne avrebbero trovati centomila come te, ed un trilione meglio di te, anche solo più curiosi, più desiderosi di imparare, più flessibili, più versatili, in altre parole più intelligenti e meritevoli.
Si, meritevoli, da merito, parola tanto abusata quanto sconosciuta in questo paese.
Adesso, per come è cambiato il mondo ed il mondo del lavoro, una rivoluzione copernicana nel giro di dieci anni, ovviamente tutto senza che tu te ne accorgessi, adesso nonostante quello che tu possa credere il tuo valore di mercato è quello di tre etti di carne da macello in decomposizione.
Dovresti ricordartelo sempre.
Pensaci, quando guardi negli occhi quella tua nipote ventitreenne che elemosina il prossimo stage o contratto di tre mesi.

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Il lavoro nobilita l’uomo

Legenda:
MP* Multipaesana
MN** Multinazionale

Le uniche sostanziali differenze che emergono dall’analisi di una MP* e di una MN** coincidono curiosamente con quelli che (secondo me) sono i vantaggi del lavorare in una MP anziché in una MN, e cioè:

– 1) la MP nella stragrande maggioranza dei casi si trova non lontano da casa, tempi rapidi per raggiungerla, tempi rapidi per andarsene. Ottimo.
Per la MN non è sempre vero, numericamente ne esistono molte di meno e sono assai mutevoli e capricciose: si trasferiscono, cedono un ramo d’attività, delocalizzano, chiudono, ottimizzano, confluiscono. E qualche volta ti spediscono a 9.000 km dal tuo orticello, che ti piaccia o meno. Le MN prediligono inoltre l’anonimato della grande città, notoriamente in Italia ne esistono due, o le di esse periferie e poli industriali, mentre non paiono insediarsi volentieri in capoluoghi di provincia e centri minori.
La vicinanza della MP alla propria area di residenza deriva dal fatto che, prima di montarsi la testa e di diventare MP, questa altri non era era una delle tante aziende, ditte, imprese, scantinati o sweatshop che in tempi più felici degli attuali prosperavano costellando e marcando il territorio, preferibilmente il Lombardo Veneto, come tante mosche spiaccicate sulla carta moschicida.

Senza tanti grilli per la testa portavano avanti il loro lavoro/attività guidate principalmente da un unico fido condottiero, un titolare o imprenditore più o meno illuminato e con una variabile padronanza della lingua italiana, o da un padrone padre-padrone spesso ed impropriamente facente più funzioni (multitasking), quasi sempre con un’ottima padronanza del dialetto locale a discapito della conoscenza della lingua italiana.
Mogli, figli, amanti, amici di famiglia e cugini fino al secondo grado, compresi Mano e Zio Itt, rientravano nell’organigramma con assidua frequenza, anche se allora non lo chiamavano ancora Organigramma ma Grande Famiglia.
E difatti, quella del titolare barra padre-padrone.
Tuttora ne fanno parte, anche nelle attuali MP, solo che adesso li hanno dotati di biglietto da visita e fatti diventare Responsabili o Capi Funzione.
La business card sdogana l’oscuro passato, conferisce una certa autorevolezza e, con terzi estranei ai fatti, fuga il timore che il portatore sano di biglietto da visita possa essere il solito imboscato o raccomandato di primo, secondo o terzo grado.
Il che spiega in buona parte la maledizione del capitalismo italiano che è quella che un’azienda non riesca ad arrivare o sopravvivere alla terza generazione. Fatevene una ragione in Confindustria.
Vorrei citare la fonte ma purtroppo non ho ancora trovato il modo di aggiungere un link.

Saldamente ancorata al territorio su cui sorgeva e non ancora inserita in un mondo globalizzato come quello degli ultimi dieci o quindici anni, in caso di necessità di nuovo personale (adesso “risorse”), impiegati o operai, per ruoli di responsabilità/prestigio si veda sopra, la MP era solita reclutare nuovi talenti attingendo ad un bacino assai limitato, per non dire ristretto. Un raggio di venti chilometri massimo, moglie e buoi dei paesi tuoi.
Avere tra le proprie fila un dipendente di una provincia contigua, specie di quella più nobile e famosa Oltre Il Quasi Invalicabile Grande Fiume A., era considerato qualcosa di esotico e contribuiva ad accrescere il prestigio interno ed esterno dell’azienda, impresa, ditta, scantinato o sweatshop che dir si voglia.
Cioè, se uno si faceva ottanta o cento chilometri ogni giorno per lavorare alla XYZ voleva dire che alla XYZ erano un sacco avanti, che i cervelli o le braccia disponibili in loco forse non ne erano all’altezza, ma soprattutto che vi erano delle potenzialità.
Quelle potenzialità che già a partire dalla caduta del Muro, poi in seguito all’introduzione dell’euro ed infine alla competizione sfrenata – mors tua vita mea – lanciata da oltre confine, nord-sud-ovest-est, e peggiorata di bbestia dal 2008 circa, avrebbe innestato il processo alchemico, la metamorfosi da XYZ a MP.
È insomma la globalizzazione forzata o forzosa l’artefice della nascita delle nostre amate MP.
Basta l’apertura di un ufficio di rappresentanza nel Guandong, l’insediamento di un piccolo sito produttivo nei Carpazi orientali e ZAC…. ecco a Voi una bella e ruspante MP.
Tralascio volutamente le modalità di reclutamento delle risorse di una XYZ prima della trasformazione in MP perché richiederebbe un post a parte. Come scriveva il Manzoni sarebbe ‘un romanzo nel romanzo’.

– 2) La MP manteniene più o meno inalterati credo politico o religioso, ideologie di ogni tipo, gusti in fatto di vestiario, cibo, luoghi di villeggiatura, personalità e tratti del carattere delle sue “risorse”. A volte può essere un bene, talora un male, come nel mio caso, ma quantomeno ognuno resta quello che è o con poche variazioni, e sappiamo che il mondo e’ bello perché vario.
Questo perché alla MP di Te interessa solo che:
– faccia il tuo lavoro senza rompere gli zebedei
– che non ti dedichi allo spionaggio industriale o a ripulire la cassaforte
– che non ti spari venti giorni di malattia per un’unghia incarnita
– che non osteggi o intralci né subdolamente né apertamente l’inarrestabile ascesa ai vertici aziendali dei raccomandati di primo, secondo o terzo grado
– che non incasini il server cazzeggiando in Facebook, con la chat di Skype o su Youporn.
— faccia il tuo lavoro senza rompere gli zebedei. Già detto?

Mentre a Te della MP interessa solo che:
– ci sia un clima, umano e non, respirabile
– che ti accreditino ogni mese lo stipendio.
(E non strettamente in questo ordine)
La capacità che fa sopravvivere all’interno di una MP è, sostanzialmente, la resilienza.

La MN invece no. La MN ti risucchia come un’ idrovora, un meccanismo infernale e dal sapore vagamente kafkiano che ha lo scopo di risputarti in breve tempo del tutto destrutturato e privo di ogni particolarità o tratto distintivo per poi farti assumere le sembianze, il carattere, la personalità, il pensiero, le modalità di interazione sociale, l’eloquio di una risorsa da MN.
Questo perché la MN vede in ogni individuo un potenziale sovversivo dell’ordine mondiale costituito, e una semplice cravatta a pois fucsia e arancione invece che navy a righine bordeaux la può mandare in fibrillazione e paranoia.
Infatti, mentre con anche tutta la buona volontà è impossibile individuare i tratti comuni dei dipendenti di una MP, tranne la diffusa quanto poco nobile necessità di sbarcare il lunario a prescindere da ogni gratificazione e coinvolgimento emotivo e da quanto elevata possa essere la mission aziendale, la MN produce quasi sempre un modello standard, un archetipo.
Se non ci sia adegua a questo modello universale i rischi di venire rigettati dalla MN come un boccone andato di traverso sono molto elevati, l’onta inimmaginabile, il c.v. irrimediabilmente compromesso.

– 3) per i motivi di cui sopra, e anche se ogni MP che si rispetti emulando i cugini ricchi di città delle MN tenderà ogni giorno di più ad incapsularti ed ingabbiarti in attività ricreazionali e socializzanti al fine di studiarti meglio e tenerti sotto controllo, fondamentalmente potrai esentarti da cene di Natale, ventennale della Fondazione, convenscion aziendali, gite della domenica a Gardaland con famiglie al seguito, eccetera, eccetera senza dovere presentare il certificato di morte.
Basterà un’ educata, rispettosa quanto dispiaciuta scusa qualsiasi; funziona sempre molto bene quella di parenti all’ultimo momento. Inutile se non controproducente o dannoso arrampicarsi sugli specchi.
Una MN comunque non te lo perdonerebbe, MAI.
Sarebbe saggio infatti non bidonare, specie la Sacra Cena per il Santo Natale: massimo consentito due anni si, andarci, ed un anno bidone.
Il giorno dopo la cena o la convenscion uno dei tuoi capi nonché migliore amico (nella finzione cinematografica) ti verrebbe a chiedere il perché ed il percome della tua assenza facendoti capire tra le righe che la tua vita aziendale e’ in pericolo, che stai camminando sulle mine.
Paradossalmente infatti la MN, come una qualsiasi banale XYZ prima della trasformazione in MP, ama pensare se’ stessa come una grande avvolgente generosa famiglia, una famiglia che ti ha raccolto per la strada mendico e lacero e ti ha dato l’Opportunità della tua vita.
Poiché ti da la possibilità di fare ben tre pasti al giorno, ti da il lavoro dei tuoi sogni che mai avresti osato potere avere, ed infinite possibilità di realizzazione personale in un contesto giovane, internazionale ed in crescita (cito testualmente) tu, piccolo ingrato morto di fame, dovresti ringraziare per i due giorni tutto compreso che ti vengono offerti, 1800 km in pullman con Autostrade Italiane, e a destinazione scordarsi la singola.
La MN non si capacita che tu preferisca passare il weekend al paesello a fare lavatrici e a passare l’aspirapolvere piuttosto che tra le sue calde braccia dalle quali ti ostini a svincolarti.

– 4) in una MP ti sarà risparmiato lo strazio di doverti fingere simpatico tra i simpatici, brillante tra i brillanti, di avere il migliore carattere di questo mondo, sempre indistintamente cordiale, stabile, sereno e disponibile con tutti come facessi un uso smodato di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.
Sarai anche esentato dal dover dare a tutti il Tu, obbligatorio, che non dai nemmeno al benzinaio dietro l’angolo dopo 30 anni di pieni, ed analogamente non ti sentirai dare del Tu da gente che a malapena riconosci e dalla quale ti va benissimo di tenere le distanze.
Potrai esternare liberamente quasi tutto quello che pensi alla macchinetta del caffè o in mensa, anche se personalmente consiglierei di tenere un basso profilo o profilo neutro anche in un’innocua MP. Non si sa mai che un giorno magari una MN voglia mangiarsi in un boccone la tua vecchia e scalcinata MP.
Ogni informazione troppo personale potrebbe essere fatta oggetto di fraintendimenti, pettegolezzi a non finire, ricatti e pressioni psicologiche.
È un dato scientifico e perciò inconfutabile che in ogni MP ci siano lobbies, fazioni guelfi-ghibellini, intrighi e cosche di vario tipo ma qui, almeno, sono alla luce del sole, si sa benissimo chi non sopporta chi, le alleanze, le strategie, chi fa il doppio gioco, chi si fa solamente i fatti suoi.
In una MN è uguale identico in fatto di lobbies, fazioni, faide, guerre intestine, sono solo molto più sofisticati, il che significa che la proposta di ritorsione mediante sfregio alla carrozzeria o foratura dei copertoni della macchina del nemico non viene mediamente presa in considerazione.
Sul piano dialettico poi, in una MN non sono assolutamente consentiti e tollerati improperi, tipicamente maschili, o urla isteriche di rappresentanti del sesso femminile, esternazioni ed incontinenze che sono facilmente riscontrabili in MP di basso rango o che si sono da poco guadagnate l’agognato status di MP.
In una MN porconi e urla sgraziate sono veramente esecrabili, possono costarvi la carriera, per niente cool sono pure mostrare segnali d’impazienza, di nervosismo, di stanchezza, sbadigli.
La risorsa MN è sempre li, sempre sul pezzo, ama quello che fa e lo fa con classe, vive per quello, e non ammette errori.
Loro non commettono sbagli, non dimenticano, non si confondono, tutt’al più gli Infallibili riconoscono un typing error, un’overview, al massimo un misunderstanding se vogliono darti un po’ addosso.
L’astio, i rancori, le intolleranze, le frustrazioni vengono represse, insabbiate, per meglio dire sublimate nell’aurea di composta, imperturbabile e spocchiosa superiorità che è la caratteristica precipua della risorsa MN insieme all’orgoglio MN, tratti che in realtà io un poco ammiro.

– 5) in una MP non esiste alcun dressing code, e se esiste è circoscritto a particolari eventi o contingenze. Matrimonio o funerale del Grande Capo o di uno dei raccomandati o imboscati di primo e secondo grado, visite di clienti, visite dai clienti, fiere.
In una MP puoi tranquillamente andarci vestito come per una prima alla Scala se ti garba, il che non sarebbe apprezzato di venerdì in molte di quelle MN che di venerdì proclamano il casual friday, oppure tutti i giorni come un punkabbestia, entro certi limiti, ma i limiti variano di MP in MP e sostanzialmente dipendono più dagli individui che dalla politica aziendale.
Soprattutto le donne potranno sentirsi libere di esprimere al meglio la propria personalità ed i propri gusti in fatto di abiti, trucco e parrucco.
Tutto è consentito, ammesso o tollerato: i Moonboots in ufficio a dicembre se c’è la neve, in agosto infradito e canotta con micro gonna come in un weekend ad Ibiza, facce slavate ed assonnate che recano ancora i segni del cuscino e volti stuccati e pittati come quelli di una famosa non più giovane circense, capelli arruffati che nascondono insospettabili nidi di rondine o piega dal parrucchiere un giorno si e uno no.
Il look da MN è viceversa piuttosto uniforme, prevedibile ed understated, meglio non esagerare mai in un senso o nell’altro, si a colori neutri indefinibili, grigio tortora fango topo di fogna, il nero va sempre bene, ma no assoluto al total look in black a meno che non lavoriate nella moda, o nelle pompe funebri, ma non mi risulta ci siano ancora delle vere MN in questo settore. Si a ballerine e mezzi tacchi, non si esageri mai con trampoli, stiletti, zeppe, plateau, stivali a mezza coscia, anzi meglio evitare.
Col trucco e parrucco melius deficere quam abundare, e con la gioielleria pure, finta o vera che sia.
Se lavorate in una MN siete delle Signore, non delle donnacce di strada, ricordarlo sempre.
Per gli uomini, come sempre, e’ molto più facile e meno penalizzante.

– 6) last but not least l’orgoglio di cui accennavo alla fine del punto 4).
In una MP non esiste orgoglio e senso di appartenenza, a meno che non si tratti dei famosi Imboscati o Raccomandati di primo secondo e terzo grado. In questo caso si’, la MP viene venerata, e a ragione, come un Santo benefattore che elargisce stipendi quattro volte superiori alla media e spesso slegati dalle effettive competenze e capacità.
Tantomeno esiste quel sentimento di mistica adorazione dell’Entità Suprema tipico di una MN, quel gonfiarsi il petto e le piume nell’affermare “lavoro in una MN”, come fosse uno dei requisiti per far parte del Mensa (ci vorrebbe link) o un titolo di merito, e non una casualità o contingenza della vita.
La MN, a meno che non sia una start up di Seattle o della Silicon Valley, non cerca e non vuole cervelli speciali dalle intuizioni geniali, vuole cervelli medi e manipolabili.
Cervelli che alle convenscion aziendali danzino o facciano il trenino sulle note di ‘uh uh uh meu amigu Charlie’ e ‘un pais tropical’, in più fingendo l’estasi.
Einstein e Leonardo non sarebbero durati un giorno in una MN.
La capacità che permette di sopravvivere e prosperare in una MN e’ l’adattabilità.
MP = resilienza versus MN = adattabilità.
La risorsa MN si bea del fatto di far parte di questa dorata casta sovranazionale che si fiuta a naso, si ritiene privilegiata e valorizzata professionalmente e umanamente dalla propria MN, crede davvero alla mission ‘combatteremo la fame nel mondo e costruiremo un mondo migliore aumentando il fatturato del 30%’, un po’ come le miss Italia nelle interviste.
Teneri, ingenui, ottimisti e beati che hanno identificato e coronato il sogno di una vita e che si sentono parte di Qualcosa. Mentono ignorando totalmente di mentire.
Il dipendente di una MP riconosce una sola entità superiore, la mano santa che con un click del mouse accredita la marchetta mensile, e morta li’.

Concludo con un ringraziamento poiché per il geniale conio linguistico di MP, parola che racchiude tutto un mondo e sul quale ci sarebbe molto altro da dire, sono eterna debitrice a S., persa di vista da oramai tanti anni ed incontrata nella più perfida, folle ed invivibile MP che mi sia mai stato dato modo di conoscere.
Se un giorno per puro caso, ma dubito, S. si trovasse a passare da queste parti.

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