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Perché continuo ad amare la LIDL e ad andarci, e suoi difettucci

La amo e continuo ad andarci anche per queste belle sorprese —>

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Set di forbici da bricolage per carta/cartoncino, per scrapbook e per dare libero sfogo alla fantasia: il set contiene un paio di forbici con quattro tipi di lame intercambiabili dalle diverse dentature per ottenere diverse rese e rifiniture, il tutto alla cifra irrisoria di 2,99€.
Non le ho ancora scartate ma mi sembrano belle robuste e solide e facilissime da usare.

Non sono andata alla LIDL appositamente per comprarle, erano lì che mi guardavano mentre facevo normalmente la spesa e, visto quanto costavano, non ho esitato un secondo a farle mie, visto anche che questo genere di articoli, inusuali ma interessanti e spesso introvabili, o li becchi subito o forse non li trovi mai più.
Vanno ad ondate, a maree, in base a dei principi e criteri che mi sfuggono, però è questo il bello, vale l’effetto sorpresa, a meno che uno non segua i loro volantini come un feutillon.
Insomma, te ne vai ignara a comprare i limoni e le carote bio per le centrifughe senza altro per la testa e te ne esci con limoni, carote e mele bio (fortunata se li trovi tutte e tre nella stessa volta però, e su questo difettuccio della LIDL ci ritornerò), ma anche con un tosaerba manuale che giusto giusto ti serviva (non ancora provato, ma devo presto prima che l’erba diventi troppo alta, se no che fatica).

O te ne esci con le carote ma senza mele (bio) e due canotte di cotone rifinite benissimo, cotone di reale ottima qualità, perfetta vestibilità, già lavate e rilavate.
Mai stirate, se ne può fare benissimo a meno, 10 punti solo per questo.
Ne indosso una color ciclamino in questo momento, infatti me la sto sciallando in luogo tanto riparato quanto solivo ed ameno, mia attività preferita.
Attività inconcludente, non produttiva, non redditizia e perciò incomprensibile ai Vorkutiani: a me riesce sempre benissimo e non me ne manca mai la voglia, maledetto tempo di Vorkuta permettendo.

A parte questo, uso spesso canotte, d’inverno sempre: sotto giacche, camicie, maglioni, cardigan, Tshirts e così via.
D’estate solo al mare, in vacanza, nelle passeggiate, in casa per trastullarmi al sole, mentre in qualsiasi situazione anche solo vagamente formale, girare in città ad esempio, non mi è mai piaciuto andare in giro troppo scoperta.
Non mi sento a mio agio adesso che sono alla soglia del mezzo secolo, ma non mi piacciono nemmeno vederle su coetanee ben più in forma e tornite di me e, indipendentemente dall’età, in molti contesti le trovo spesso realmente ineleganti. Brutte, se devo dirla tutta.
Tutte quelle spalline magari anche ingiallite che sbucano da sotto, quelle inconsapevoli flacciditá e sudorazioni del tutto fuori controllo, quei brufoletti sulla schiena.
Insomma, tante volte fosse per me sarebbe anche meglio evitare.
Dopo i trenta poi canotte … meh … in generale, e anche in luoghi di studio e lavoro mi infastidiscono proprio, come quelle che d’estate devono mettere per forza le infradito o i sandali molto aperti, non raramente senza avere visto un pedicure in un decennio, e poi le senti sciabattare tutto il giorno, o rovinare giù per le scale, scicc, sciacc, e patatum ….
Multipaesana docet.

Costo di una canotta, in diversi colori ma non una scelta vastissima (ma perché, Signori della LIDL?) se ricordo bene, tre euri o poco più o poco meno, cioè certamente la metà o quasi un terzo di analogo prodotto delle varie catene Mutandissime e affini che hanno pure una qualità inferiore.
Le conosco bene e posso dirlo con cognizione di causa.
Tre ore più tardi, o il giorno dopo, quelle della LIDL poof, sparite.

O te ne esci con le carote ma senza i limoni e le mele (bio), si vede che non era giorno, ed era invece il giorno di morbidi calzoncini corti in leggero cotone grigio felpato, una meraviglia.
Difficilmente, e a quel prezzo, li avrei trovati altrove: anche questi fanno parte del mio attuale outfit of the day all’insegna del relax casalingo e, per la gioia dell’umanità, li metto solo ed esclusivamente quando mi godo il sole sui terrazzi, ben riparati, di casa mia.
Dieci minuti dopo ripassi, magari li volevi anche turchesi, o il giorno dopo, e poof, calzoncini spariti.
Forse non compariranno mai più, o forse sì, compariranno.

Ritorno dopo inutile divagazione al set di forbici da bricolage.
Qui in giro, cioè se qui a Vorkuta volessi trovare questo genere di cose, ammesso di trovarle visto che i negozi di belle arti sono pressoché spariti, come quelli di articoli da cartotecnica e le cartolerie ben fornite, dovrei spendere tre sabati pomeriggi girando, ne sono certa, a vuoto.
A Vorkuta stanno scoprendo adesso l’aerobica e lo step, per dire, quindi è realistico pensare che pochi abbiano mai sentito parlare di scrapbook, o me le farebbero pagare un occhio della testa, e quindi non le comprerei proprio, visto che si tratta di qualcosa di cui posso benissimo fare a meno.

Non ho esitato un nanosecondo nemmeno a mettere nel carrello questo qui sotto che fa scopa con il set di forbici —>

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Blocco di venticinque cartoncini colorati, dimensioni circa 27×34 cm, quindi un sacco di robbba, tanti bei colori che mettono allegria solo a guardarli, alla cifra più che onesta di 2,49 euri.

Insomma, con poco più di cinque euri mi sono tolta la voglia di poter fare dello scrapbook, e sono certa che prima o poi la voglia mi verrà.
Al prossimo compleanno o ricorrenza si presenterà la necessità di accompagnare un regalo con un bigliettino, e finalmente potrò creare qualcosa di originale e unico, sicuramente riciclando nastri, carta da pacco, da regalo, ritagli di stoffa, bottoni etc etc.

Allora, a dirla tutta non posso dire di essere una fan sfegatata dello scrapbook, come del resto non lo sono di tutte le cose troppo leziose e barocche e, tendenzialmente, molte delle cose fatte con questa tecnica, oggettini che vedo in rete, su Etsy, Pinterest e simili, mi lasciano così così.
Troppi fiocchettini, troppo rosa, troppi cuoricini, troppe leziosità e sdolcinature, da crisi iperglicemica.
Un po’ come lo stile provenzale e lo shabby chic per l’arredamento: l’idea di fondo è ottima, sta proprio nelle mie corde, ma da lì a strafare ci vuole veramente, veramente un niente.

Però, e c’è un grosso però, lo scrapbook, fenomeno tipicamente americano-anglosassone che ho scoperto per caso solo pochi anni fa visitando una fiera del bricolage e delle attività manuali, rientra in quel filone delle attività creative che rispecchiano e rispettano la mia indole, la mia natura, e mi danno pure un sacco di soddisfazione.
Non ha prezzo, ad esempio, e senza usare MasterCard, posare le stanche membra sulla mia poltrona in vimini, o midollino, o bambù, quel che sia, riverniciata e recuperata da incuria almeno ventennale e restituita a nuova vita anziché alla discarica.
Queste sono gioie, altro che Multipaesana.
Io non invidio nessuno al mondo come chi, per lavoro, svolge un qualsiasi genere di attività creativa.
Punto.
Anche se nelle arti applicate e attività manuali sono una grossa pasticciona e in genere non ho mai pazienza per organizzare e finire le cose realmente a puntino mi piacciono ed interessano (interesserebbero) un sacco di cose, sferruzzare a maglia o all’ uncinetto, riciclare vecchi mobili, creare gioielli, il taglio e cucito, e potrei continuare per ore.

Di questa marca Crelando tra l’altro, a seconda dei momenti, alla LIDL si trovano diverse articoli per le belle arti.
Non so dove vengano prodotti, dalle confezioni non è chiaro, ma credo di sapere dove, esattamente dove vengono prodotte il 99% delle cose di marca che si pagano tre volte tanto.
Non voglio addentrarmi, specialmente alla vigilia di un’infuocata consultazione elettorale, sul perché costino così poco, pur essendo articoli di qualità da buona a molto buona, e anche con un packaging grazioso e molto accattivante, essenziale ma per niente pauperista.
Mi riferisco a una confezione di colori a forma di piccola cassettiera che ho visto ieri, tanto bellina che volevo metterla pure quella nel carrello.

È ovvio che per pagarli così poco questi articoli ci sarà qualcuno da qualche parte che viene pagato un niente, probabilmente non in Germania, perché davvero la qualità in questo caso è notevole, e mi domando su che altro si possano tagliare i costi se non sulle braccia.
Questo, devo dire, mi suscita non pochi interrogativi quando vado a fare la spesa alla LIDL, ma oramai in ogni altro posto.
Mi solleva questioni di natura etica, sì, etica addirittura.
Purtroppo non so chi e come potrebbe fermare questa deriva oramai inarrestabile, ho troppe domande e nessuna risposta, meglio fermarsi qui.
Degli acquarelli Crelando, comunque, ho letto diverse ottime recensioni e non solo da parte di dilettanti o amatori ma anche da parte di professionisti dell’illustrazione, in particolare da parte di un’artista che seguo e la cui mano e il cui stile mi piacciono tantissimo.

Insomma, con LIDL per ora è sempre amore, pur con qualche piccola insoddisfazione e delusione e tra interrogativi di ben più ampia portata.
Finora non mi è piaciuta e non mi ha convinta un tipo di pasta fresca che ho provato, erano dei ravioli dalla sfoglia troppo spessa e grossolana, e vorrei informare il mondo dell’inutilità di un pelacarote-pelapatate (marca Ernesto) che alle verdure e ai tuberi non fa nemmeno il solletico.
Chiederei il rimborso se solo trovassi lo scontrino.
Del resto l’ho pagato 1,99 euri, è pure in acciaio inox e si presenta benissimo lui ma, perlomeno il mio, proprio non funziona.
Cose che capitano anche con marche famosissime e che se la stratirano.
Quando ancora compravo prodotti per la mia igiene personale al supermercato per ben due volte di fila mi sono ostinata a ricomprare un deodorante della Nivea che non ha mai erogato un solo spruzzo in vita sua, ben tre bombolette piene finite nella spazzatura.

Mi son rimaste in testa delle lucette led a pile e a basso consumo energetico per l’interno degli armadi, specie d’inverno utilissime, che se non sono studiati ad hoc da cultori della materia o da Carrie Bradshow tantissimi guardaroba dalle poche pretese come il mio tendono a trasformarsi in conche spelonche dove non si vede niente.
Viste ieri, ovviamente già perso il treno.

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Archiviato in Craps, Ho un'opinione su quasi tutto (ed accetto possa non essere condivisa, con garbo)

LIDL

Da qualche settimana faccio tutte le mie spese alimentari alla LIDL dalla quale mi sono a lungo tenuta volutamente ed accuratamente alla larga.
Dopo la brutta esperienza di un forte malessere sofferto anni fa per aver mangiato una busta di loro verdure miste surgelate fatte saltare in padella provavo ribrezzo solo a sentirne il nome, o nello scorgere il giallo blu delle loro insegne.
Compro alla CONAD del villaggio/paesucolo nel quale lavoro solo cose strettissimamente necessarie, ad es. quando scopro che ho proprio finito il dentifricio, yogurth da tenere in ufficio, tranci di pizza o frutta fresca per la pausa pranzo etc etc., davvero poca roba.

I motivi di questa scelta e impegno formalmente preso con me stessa di fare un periodo di prova con LIDL, vedere come mi trovo e monitorare quanto spendo, e quanto meno di prima, sono diversi.
Il primo è perché non mi dispiacerebbe, anzi sarebbe proprio auspicabile fare un po’ di spending review, e qui sono ovviamente attiva su diversi fronti aprendo il portafogli con molta più oculatezza che nel passato, e dopo attente riflessioni e comparazioni.
Il secondo è perché mi piace cambiare, provare, sperimentare, confrontare.
Il terzo perché mi piace vincere i miei pregiudizi e ricredermi (e confesso che dopo l’episodio di cui sopra ne avevo diversi, e qualcuno ancora ne ho), e non ho problemi nel riconoscere di aver fatto delle valutazioni sbagliate.
Il quarto perché è giusto dare a chiunque una seconda possibilità (la terza è da fessi però), il quinto è perché non sono mai stata totalmente soddisfatta dei posti dove mi recavo di solito, con amori improvvisi e repentini abbandoni in puro stile Ariete, il sesto perché mi è logisticamente comodo, abbastanza vicino, è facile l’accesso e trovare parcheggio, il settimo è perché me la cavo sempre abbastanza in fretta, magari non di sabato pomeriggio, ma quello ovunque.
L’ottavo motivo è che oggettivamente LIDL é parecchio migliorata nella qualità e nell’offerta.
Il nono motivo é molto recente, ne parlavo ieri sera a cena da due amici, anche loro ci si sono avvicinati con delle cautele e riportano esperienze sino ad ora prevalentemente positive.
Nonostante per loro il punto vendita di zona sia più lontano e scomodo da raggiungere, cercano di andare alla LIDL quanto più spesso possibile riconoscendo che il risparmio é evidente, palpabile, notevole, e per diversi prodotti provati non a discapito della qualità.

Quindi, rassicurata e ringalluzzita dal fatto di pensarla sostanzialmente allo stesso modo, con delle precisazioni da fare e che farò più avanti mano a mano, stasera mi ci sono rifiondata per riempire dispensa e frigorifero parecchio sguarniti.
Quello che, tra le altre cose, ho comprato, e si tratta in questo caso di prodotti già conosciuti e testati in queste settimane, e che mi hanno lasciata totalmente soddisfatta:

20140412-091921.jpg

Ottimo pane da tenere sempre nel congelatore, anche senza microonde si scongela in breve tempo, comoda la confezione, perfettamente OK mi sembrano gli ingredienti, semola di grano duro, acqua, lievito naturale, sale.
Trattato con alcol etilico, da far inorridire i puristi, ma succede a tutti i pani industriali confezionati, l’alcol è antimicrobico ed impedisce la formazione delle muffe.
Buono il sapore, la consistenza, la freschezza.
Esiste anche la versione alle olive che non è male ma io preferisco questa senza e, non vorrei sbagliarmi, una versione integrale, forse la prima che ho trovato e provato.
Ottimo il prezzo di 1,49€ a confezione per 450 grammi, viene prodotto da una società cooperativa agricola siciliana, della provincia di Enna.
Una confezione mi dura una settimana.
Meglio del pane della storica e fidata panetteria del centro cittadino, se non rimpiazzata da una kebaberia? Meglio del pane che abili mani di Gran Donna di Casa impasterebbero con pregiate nobili farine biologiche, acqua di fonte e paste madri auto prodotte? Ovviamente NO.
Paragonabile a, se non forse meglio, di altri pani confezionati da supermercato, anche quelli di brand famosi dall’irritante pubblicità con casali ristrutturati da tre milioni di euro, bambini biondi e marito manzo? Per me SI.
Una confezione da 400 grammi di pane confezionato pre-affettato di questo brand molto noto in realtà costa più o meno lo stesso, a seconda dei supermercati e delle zone, però sa molto meno di pane, é molliccio, non ha consistenza, qualcosa che ho mangiato per anni ma che ho sempre fatto fatica a definire pane.

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Pistacchi californiani, confezione da 500 grammi, 5,99€. Beh, i pistacchi sono cari, ma non si può vivere senza pistacchi.
Confezione molto bella esteticamente ed elegante, un po’ carente di informazioni.
California dove? Confezionati dove, sempre in California? Per favore, diteci qualcosa.
Premesso che non ho mai provato i celeberrimi pistacchi di Bronte che devono essere eccezionali ma sono difficili da reperire a Vorkuta, e comunque costosissimi, nel primo sito a caso che li vende, googlando, 18,50€ a pari peso dei miei LIDL, questi sono in assoluto i migliori pistacchi che abbia provato.
E al riguardo ho accumulato una discreta esperienza visto che di pistacchi sono fanatica e ne acquistati spesso in tutti i supermercati della zona, una buona dozzina.
Ovviamente non erano quelli di Bronte, e comunque una busta con molto meno contenuto l’ho sempre pagata tranquillamente quattro o cinque euro, qualità così così, tanti rinsecchiti e piccolissimi, col guscio ancora chiuso.
Questi qui invece anche un bell’aspetto, sono più grandi dei nostri, per l’appunto californiani… si presentano tutti aperti quindi danno poco scarto, assenti quelli rinsecchiti, il sapore è veramente ma veramente buono.
Alle obiezioni possibili, sono americani, costano di meno ma saranno delle schifezze, agli steroidi o dopati, vuoi mettere la qualità dei prodotti italiani etc etc mi rispondo: forse sì, forse no.
In un paese dove ogni volta che scavano, non importa cosa e dove, trovano una discarica abusiva di amianto, rifiuti pericolosi e falde acquifere inquinate dal cromo esavalente (sì, sì, quello di Erin Brokovich, cari Vorkutesi, poi guardatemi come una monatta se una volta al mese mi accendo una sigaretta) mi pongo sempre più raramente certi problemi.

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Un litro di latte intero, o anche parzialmente scremato, della Milbona, un loro marchio latticini/caseario, a 69 centesimi.
Mi sembra ci sia poco altro da aggiungere.
Costo di quasi un terzo inferiore a quello di una qualsiasi marca normalmente reperibile nei supermercati: anche quando si trovano in offerta, difficile trovarne di più economici.
Sapore buono, nessuna differenza rispetto alle marche comuni, anzi qualcuna ha un latte decisamente più insapore e acquoso.
Prodotto e confezionato in provincia di Verona.
Paragonabile o migliore del latte di maso del Sig. Heinrich su in Val Pusteria?
Ovviamente NO.

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Premesso che l'aglio fresco è insostituibile, ma anche deperibile, a meno che uno non si cibi direttamente di bulbi interi, è comodo tenere nella dispensa dell'aglio granulare essiccato, specie se un vasetto lo si paga 79 centesimi, cioè molto poco, e molto meno che ovunque in giro.
Testato più e più volte, é OK.
L'avrei preferito a piccoli pezzetti, so che c'è, ma non l'ho trovato, come non ho trovato la cannella, spezia molto usata e comune, imperdonabile grossolano errore al quale invito presto a rimediare.
Comunque tutte le spezie e gli aromi, ho dato una veloce occhiata, sono molto più economici che altrove.

No picture available
Zucchine italiane a 1,39€ al kg, fino a poco tempo fa il prezzo più tipico da queste parti era di 1,99€, forse adesso scenderà un po’, in teoria dovrebbe essere così.
Due parole sul reparto frutta verdura: ancora migliorabile, e già molto migliorato rispetto al passato, ma non ho trovato pere, non ho trovato patate, non ho trovato erbette.
Volevo riacquistare un cartoncino di carote bio Alma Verde, come la volta precedente, ma non c’erano, analogamente speravo di trovare ancora una confezione di pomodori cuore di bue siciliani presa l’altra volta, ottimi e ad un prezzo ottimo, ma non ce n’era ombra.
Messa in carrello confezione da 500 grammi di cipolle, sempre di Alma Verde, a 1,19€, 500 gr di fagiolini a 1,49€, melanzane a 1,69€ al kg.
A differenza delle zucchine non ho ben presente il prezzo medio di queste verdure, so solo che alla fine uscita con una borsa piena avevo speso in tutto 30,35€.
Una borsa piena di un qualsiasi altro supermercato, oramai vado a occhio, costa almeno, dico almeno, dieci euro in più.
Ah, il fatto che talora, non spesso, compri bio sembra fare a pugni con i terreni inquinati e le strampalate teorie di cui sopra, ma se non costa una follia in più la frutta e verdura bio mi sembra davvero abbia un sapore migliore.

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Gallette di riso bio integrali ricoperte di cioccolato al latte o fondente, una vera leccornia, buonissime, pericolose.
Meglio starci alla larga, come del resto da tutte le merendine merdine.
Queste però non mi sembrano così male a giudicare dagli ingredienti, e comunque non sono un prodotto molto sofisticato con creme, farciture, glasse.
Una confezione da 100 grammi contiene sei pezzi, al costo irrisorio di 89 centesimi.

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Tornerei a fare la spesa alla LIDL solo per fare scorta di questi dolcetti per niente stucchevoli: geniale l’accoppiata riso soffiato, poco saporito, con un sottile strato di cioccolato, il dolce poco dolce che piace a me.

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Confezione da 200 grammi di formaggio alle erbe, o meglio crema da spalmare (grande percentuale di panna), molto gustoso e saporito: nulla, proprio nulla da invidiare ai marchi delle grandi multinazionali dell’alimentazione, 1,19€.

to be continued, WordPress sta sclerando, non mi salva il testo che ho già digitato e ridigitato n. volte.
A wordpress serve un bell’aggiornamento per qualche bugs, problemi con i testi lunghi e diverse foto.

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LIDL, periodo prova, cosa compro, cosa ricompro

Da qualche settimana faccio tutte le mie spese alimentari alla LIDL dalla quale mi sono a lungo tenuta volutamente ed accuratamente alla larga.
Dopo la brutta esperienza di un forte malessere sofferto anni fa per aver mangiato una busta di loro verdure miste surgelate fatte saltare in padella provavo ribrezzo solo a sentirne il nome, o nello scorgere il giallo blu delle loro insegne.
Compro alla CONAD del villaggio/paesucolo nel quale lavoro solo cose strettissimamente necessarie, ad es. quando scopro che ho proprio finito il dentifricio, yogurth da tenere in ufficio, tranci di pizza o frutta fresca per la pausa pranzo etc etc., davvero poca roba.

I motivi di questa scelta e impegno formalmente preso con me stessa di fare un periodo di prova con LIDL, vedere come mi trovo e monitorare quanto spendo, e quanto meno di prima, sono diversi.
Il primo è perché non mi dispiacerebbe, anzi sarebbe proprio auspicabile fare un po’ di spending review, e qui sono ovviamente attiva su diversi fronti aprendo il portafogli con molta più oculatezza che nel passato, e dopo attente riflessioni e comparazioni.
Il secondo è perché mi piace cambiare, provare, sperimentare, confrontare.
Il terzo perché mi piace vincere i miei pregiudizi e ricredermi (e confesso che dopo l’episodio di cui sopra ne avevo diversi, e qualcuno ancora ne ho), e non ho problemi nel riconoscere di aver fatto delle valutazioni sbagliate.
Il quarto perché è giusto dare a chiunque una seconda possibilità (la terza è da fessi però), il quinto è perché non sono mai stata totalmente soddisfatta dei posti dove mi recavo di solito, con amori improvvisi e repentini abbandoni in puro stile Ariete, il sesto perché mi è logisticamente comodo, abbastanza vicino, è facile l’accesso e trovare parcheggio, il settimo è perché me la cavo sempre abbastanza in fretta, magari non di sabato pomeriggio, ma quello ovunque.
L’ottavo motivo è che oggettivamente LIDL é parecchio migliorata nella qualità e nell’offerta.
Il nono motivo é molto recente, ne parlavo ieri sera a cena da due amici, anche loro ci si sono avvicinati con delle cautele e riportano esperienze sino ad ora prevalentemente positive.
Nonostante per loro il punto vendita di zona sia più lontano e scomodo da raggiungere, cercano di andare alla LIDL quanto più spesso possibile riconoscendo che il risparmio é evidente, palpabile, notevole, e per diversi prodotti provati non a discapito della qualità.

Quindi, rassicurata e ringalluzzita dal fatto di pensarla sostanzialmente allo stesso modo, con delle precisazioni da fare e che farò più avanti mano a mano, stasera mi ci sono rifiondata per riempire dispensa e frigorifero parecchio sguarniti.
Quello che, tra le altre cose, ho comprato, e si tratta in questo caso di prodotti già conosciuti e testati in queste settimane, e che mi hanno lasciata totalmente soddisfatta:

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Ottimo pane da tenere sempre nel congelatore, anche senza microonde si scongela in breve tempo, comoda la confezione, perfettamente OK mi sembrano gli ingredienti, semola di grano duro, acqua, lievito naturale, sale.
Trattato con alcol etilico, da far inorridire i puristi, ma succede a tutti i pani industriali confezionati, l’alcol è antimicrobico ed impedisce la formazione delle muffe.
Buono il sapore, la consistenza, la freschezza.
Esiste anche la versione alle olive che non è male ma io preferisco questa senza e, non vorrei sbagliarmi, una versione integrale, forse la prima che ho trovato e provato.
Ottimo il prezzo di 1,49€ a confezione per 450 grammi, viene prodotto da una società cooperativa agricola siciliana, della provincia di Enna.
Una confezione mi dura una settimana.
Meglio del pane della storica e fidata panetteria del centro cittadino, se non rimpiazzata da una kebaberia? Meglio del pane che abili mani di Gran Donna di Casa impasterebbero con pregiate nobili farine biologiche, acqua di fonte e paste madri auto prodotte? Ovviamente NO.
Paragonabile a, se non forse meglio, di altri pani confezionati da supermercato, anche quelli di brand famosi dall’irritante pubblicità con casali ristrutturati da tre milioni di euro, bambini biondi e marito manzo? Per me SI.
Una confezione da 400 grammi di pane confezionato pre-affettato di questo brand molto noto in realtà costa più o meno lo stesso, a seconda dei supermercati e delle zone, però sa molto meno di pane, é molliccio, non ha consistenza, qualcosa che ho mangiato per anni ma che ho sempre fatto fatica a definire pane.

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Pistacchi californiani, confezione da 500 grammi, 5,99€. Beh, i pistacchi sono cari, ma non si può vivere senza pistacchi.
Confezione molto bella esteticamente ed elegante, un po’ carente di informazioni.
California dove? Confezionati dove, sempre in California? Per favore, diteci qualcosa.
Premesso che non ho mai provato i celeberrimi pistacchi di Bronte che devono essere eccezionali ma sono difficili da reperire a Vorkuta, e comunque costosissimi, nel primo sito a caso che li vende, googlando, 18,50€ a pari peso dei miei LIDL, questi sono in assoluto i migliori pistacchi che abbia provato.
E al riguardo ho accumulato una discreta esperienza visto che di pistacchi sono fanatica e ne acquistati spesso in tutti i supermercati della zona, una buona dozzina.
Ovviamente non erano quelli di Bronte, e comunque una busta con molto meno contenuto l’ho sempre pagata tranquillamente quattro o cinque euro, qualità così così, tanti rinsecchiti e piccolissimi, col guscio ancora chiuso.
Questi qui invece anche un bell’aspetto, sono più grandi dei nostri, per l’appunto californiani… si presentano tutti aperti quindi danno poco scarto, assenti quelli rinsecchiti, il sapore è veramente ma veramente buono.
Alle obiezioni possibili, sono americani, costano di meno ma saranno delle schifezze, agli steroidi o dopati, vuoi mettere la qualità dei prodotti italiani etc etc mi rispondo: forse sì, forse no.
In un paese dove ogni volta che scavano, non importa cosa e dove, trovano una discarica abusiva di amianto, rifiuti pericolosi e falde acquifere inquinate dal cromo esavalente (sì, sì, quello di Erin Brokovich, cari Vorkutesi, poi guardatemi come una monatta se una volta al mese mi accendo una sigaretta) mi pongo sempre più raramente certi problemi.

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Un litro di latte intero, o anche parzialmente scremato, della Milbona, un loro marchio latticini/caseario, a 69 centesimi.
Mi sembra ci sia poco altro da aggiungere.
Costo di quasi un terzo inferiore a quello di una qualsiasi marca normalmente reperibile nei supermercati: anche quando si trovano in offerta, difficile trovarne di più economici.
Sapore buono, nessuna differenza rispetto alle marche comuni, anzi qualcuna ha un latte decisamente più insapore e acquoso.
Prodotto e confezionato in provincia di Verona.
Paragonabile o migliore del latte di maso del Sig. Heinrich su in Val Pusteria?
Ovviamente NO.

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Premesso che l'aglio fresco è insostituibile, ma anche deperibile, a meno che uno non si cibi direttamente di bulbi interi, è comodo tenere nella dispensa dell'aglio granulare essiccato, specie se un vasetto lo si paga 79 centesimi, cioè molto poco, e molto meno che ovunque in giro.
Testato più e più volte, é OK.
L'avrei preferito a piccoli pezzetti, so che c'è, ma non l'ho trovato, come non ho trovato la cannella, spezia molto usata e comune, imperdonabile grossolano errore al quale invito presto a rimediare.
Comunque tutte le spezie e gli aromi, ho dato una veloce occhiata, sono molto più economici che altrove.

No picture available
Zucchine italiane a 1,39€ al kg, fino a poco tempo fa il prezzo più tipico da queste parti era di 1,99€, forse adesso scenderà un po’, in teoria dovrebbe essere così.
Due parole sul reparto frutta verdura: ancora migliorabile, e già molto migliorato rispetto al passato, ma non ho trovato pere, non ho trovato patate, non ho trovato erbette.
Volevo riacquistare un cartoncino di carote bio Alma Verde, come la volta precedente, ma non c’erano, analogamente speravo di trovare ancora una confezione di pomodori cuore di bue siciliani presa l’altra volta, ottimi e ad un prezzo ottimo, ma non ce n’era ombra.
Messa in carrello confezione da 500 grammi di cipolle, sempre di Alma Verde, a 1,19€, 500 gr di fagiolini a 1,49€, melanzane a 1,69€ al kg.
A differenza delle zucchine non ho ben presente il prezzo medio di queste verdure, so solo che alla fine uscita con una borsa piena avevo speso in tutto 30,35€.
Una borsa piena di un qualsiasi altro supermercato, oramai vado a occhio, costa almeno, dico almeno, dieci euro in più.
Ah, il fatto che talora, non spesso, compri bio sembra fare a pugni con i terreni inquinati e le strampalate teorie di cui sopra, ma se non costa una follia in più la frutta e verdura bio mi sembra davvero abbia un sapore migliore.

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Gallette di riso bio integrali ricoperte di cioccolato al latte o fondente, una vera leccornia, buonissime, pericolose.
Meglio starci alla larga, come del resto da tutte le merendine merdine.
Queste però non mi sembrano così male a giudicare dagli ingredienti, e comunque non sono un prodotto molto sofisticato con creme, farciture, glasse.
Una confezione da 100 grammi contiene sei pezzi, al costo irrisorio di 89 centesimi.

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Tornerei a fare la spesa alla LIDL solo per fare scorta di questi dolcetti per niente stucchevoli: geniale l’accoppiata riso soffiato, poco saporito, con un sottile strato di cioccolato, il dolce poco dolce che piace a me.

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Confezione da 200 grammi di formaggio cremoso alle erbe, molto gustoso e saporito: nulla, proprio nulla da invidiare ai marchi delle grandi multinazionali dell’alimentazione, 1,19€.

to be continued, WordPress sta sclerando, non mi salva il testo che ho già digitato e ridigitato n. volte.
A wordpress serve un bell’aggiornamento per qualche bugs, a me del riposo dalla scrittura.

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