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Potrebbe essere che …

Potrebbe essere che, se il 100% dei pantaloni che possiedo mi sta largo, io non sia una 44, taglia che ho sempre pensato di vestire (dalla vita in giù) dal 2006/2007 circa, bensi una 42? O che, a prescindere dalle taglie, molto variabili di marca in marca, di negozio in negozio, a volte anche all’interno dello stesso punto vendita, io compri sempre roba di una taglia, ma anche due, troppo grande per me?

Pur non essendo una fashion addicted tra invernali, estivi e quelli da hiking/trekking/tempo libero il mio parco pantaloni è abbastanza nutrito: il trasloco mi ha dato l’opportunità, o meglio mi ha costretta, a fare una cernita di diversi capi di abbigliamento, a scartare quelli che a prescindere dalla taglia non metto più per diversi motivi e a riprovare capi in forse dimenticati nelle retrovie dell’armadio.
Beh, sia i pantaloni in forse sia quelli che indosso ogni giorno mi ballano tutti sul sedere, che non ho, sulla vita, sui fianchi, anche sulle gambe, lunghe e magre.
In altre parole mi stanno quasi tutti da male a malissimo, e mi fanno un bel po’ più grassa dove nemmeno lo sono.
Dovrei portarli in massa da una sartina e farli riprendere, o mi conviene comprarne di nuovi eliminando i vecchi? Una sartina non mi farebbe pagare la metà del costo di nuovo paio? E chi mi garantisce poi che dopo il suo intervento mi vestano ad hoc?

E potrebbe davvero essere, come sono giunta a pensare, che questo succeda perchè oramai il tessuto di quasi tutti i pantaloni contiene una certa percentuale di elastam o fibre simili, che all’inizio stringono, sì, ma poi si rilasciano come niente, e io non sopporto lo stress da stretto ed attilato che bisogna necessariamente patire all’inizio, già in negozio ? E che quindi mi debba rassegnare per i primi giorni a trattenere la pancia e a convivere con quella sgradevolissima sensazione da insaccato fino a che le fibre si allargano e distendono e quindi comprare pantaloni di una taglia più piccoli?

E’ anche vero che, come tanti, sono fatta in modo strano, a modo mio, e cioè non ad immagine e somiglianza di un cartamodello, nè di Prada nè di H&M, e sulle mie imperfezioni mi è un filino più difficile potere intervenire se non con una remise en forme di portata colossale, e forse nemmeno così.

Con questi quesiti esistenziali in mente mi accingo ad iniziare il weekend, spero di sole, per certo di grandi, estese, sfiancanti pulizie. E magari pure di shopping, giustificato in questo caso, alla ricerca del pantalone perfetto.
Con la promessa di desistere dall’acquisto se non veramente convinta e/o qualora non intraveda la possibilità che mi stiano a pennello.
Con stoica rassegnazione sono pronta anche a soffrire, sono stanca di vedermi con roba che mi balla addosso.

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